L'analisi dell'avversario: la Fiorentina
Squadra
— 33 minuti faI viola di Paolo Vanoli saranno gli avversari dell'Inter nell'ottava giornata di campionato
Dopo il successo in campionato in casa del Bologna e quello di San Siro in Champions contro lo Shakhtar, valso i primi tre punti europei della stagione, l’Inter si prepara ad affrontare la Fiorentina nell’ottava giornata di Serie A. La squadra di Chivu ospiterà i viola a San Siro domenica 25 ottobre alle ore 12:30 per continuare la marcia in campionato, in cui i nerazzurri occupano il primo posto in classifica al pari della Lazio, con 19 punti conquistati in 7 partite. Al Meazza arriverà una Fiorentina che sta vivendo un avvio di stagione in salita: un’annata iniziata con Fabio Grosso in panchina, sollevato dall’incarico dopo tre sconfitte nelle prime tre giornate, al quale è seguito il ritorno di Paolo Vanoli. Una squadra ricca di novità rispetto alla scorsa stagione con tanti giocatori nuovi arrivati in estate, che dopo sette partite di campionato si trova al diciottesimo posto con quattro punti conquistati.
MODULO E STILE DI GIOCO
Dopo una stagione conclusa al 15° posto, la Fiorentina è ripartita in estate con un nuovo progetto tecnico: panchina affidata a Fabio Grosso, reduce dall’11° posto conquistato col Sassuolo, e una rosa completamente rinnovata in ogni reparto. Sono arrivati Dragusin, Alex Jimenez, Viery, Joao Mario e Valdepenas in difesa, Oulai e Atta a centrocampo, Mastantuono, Gnonto, Njie e Goncalves nel reparto ali e trequartisti, Pellegrino e Beto come prime punte. Una squadra nuova da assemblare, con Grosso che ha scelto di partire con un ibrido tra 4-3-2-1 e 4-3-3: le prime tre giornate hanno visto una Fiorentina capace di creare occasioni ma allo stesso tempo di concedere diversi spazi agli avversari, subendo 9 gol in tre gare.
Il club ha scelto di cambiare guida tecnica, con il ritorno sulla panchina viola di Paolo Vanoli, che aveva guidato la Fiorentina anche nella passata stagione. Vanoli ha scelto di ripartire dal 4-2-3-1, per cercare di creare le condizioni migliori per i talentuosi giocatori offensivi a disposizione: i numeri raccontano di una squadra capace di rendersi pericolosa in fase offensiva quando riesce a distendersi in ripartenza, o con manovre avvolgenti per sfruttare l’uno contro uno degli esterni.
La Fiorentina si colloca infatti nel 69° percentile in fase di attacco, con una buona produzione offensiva, e nel 92° percentile in fase di contropiede, mostrando doti eccellenti nel distendersi in ripartenza, ma nel 33° percentile per gol segnati e nel 27° percentile in fase difensiva: la squadra viola, fino ad ora, ha finalizzato poco le occasioni create e subito le iniziative avversarie. Gli uomini di Vanoli danno il meglio quando riescono ad andare in transizione, sfruttando la velocità e la tecnica in conduzione dei giocatori offensivi, bravi a ribaltare il campo rapidamente e creare situazioni per concludere in porta. Nella propria metà campo, invece, la Fiorentina ha concesso agli avversari diversi spazi nella fascia centrale, non riuscendo sempre a fare filtro davanti alla difesa e perdendo le distanze nelle marcature.
L'INIZIO DI STAGIONE
Quattro punti conquistati in sette partite, frutto di una vittoria, un pareggio e una sconfitta, con otto gol segnati e diciassette subiti: l’avvio di stagione ha presentato alla Fiorentina diverse difficoltà nel trovare equilibrio tra le due fasi come dimostra il dato dei gol subiti, il peggiore del campionato alla settima giornata. Nelle prime tre partite con Grosso, la Viola ha incassato nove reti segnandone una, perdendo 4-0 a Roma, 0-3 contro il Frosinone e 1-2 contro il Torino. La prima gara con Vanoli in panchina è coincisa con l’unica vittoria conquistata in campionato, il 2-4 ottenuto sul campo del Venezia, seguito dall’1-1 interno con la Fiorentina e le due sconfitte con Genoa (2-1) e Como (1-3).
Analizzando i gol incassati, si vede come la squadra di Vanoli abbia subito particolarmente le verticalizzazioni avversarie (come nella seconda rete del Genoa o nella terza del Como), evidenziando qualche problema negli accoppiamenti e nel posizionamento in fase di transizione negativa, come visto nel caso del gol di Nico Paz nell’ultima giornata. La pericolosità della Fiorentina, invece, si vede principalmente in ripartenza, grazie alla gamba e alla tecnica degli uomini offensivi, ma anche quando la squadra riesce a organizzare la manovra allargando il gioco sulle fasce.
A destra, le combinazioni tra Mastantuono e Jimenez creano spesso superiorità numerica, conclusioni verso la porta o cross in area. Il classe 2007 argentino è stato il principale punto di riferimento offensivo in questo avvio di stagione, decisivo nella vittoria a Venezia con una tripletta, mentre Jimenez ha trovato il gol contro il Napoli e generato il gol della speranza a “Marassi” con un cross deviato da Vasquez nella propria porta. Nel match contro il Como, invece, la rete viola è arrivata sugli sviluppi di corner, e successivamente da un altro calcio piazzato era arrivata la doppietta di Pongracic, annullata per fuorigioco.
I GIOCATORI CHIAVE
Rosa giovane e piena di novità, con un’età media di poco superiore a 24 anni, la Fiorentina può contare su diversi giocatori di talento e prospettiva, molti dei quali arrivati in estate. Il fulcro del gioco offensivo viola è Franco Mastantuono, mancino classe 2007 in prestito dal Real Madrid: talento argentino, mancino che ama partire dal centro-destra per convergere sul piede forte e cercare la giocata. Mastantuono è il miglior marcatore stagionale della Fiorentina (3 gol) e quello che ha tentato più conclusioni (27 in 7 partite), l’uomo che accendendosi può creare azioni pericolose arrivando al tiro o alla rifinitura. Per completare la trequarti Vanoli si è spesso affidato ad Atta (alle prese con un problema fisico) nella posizione centrale, mentre sulla fascia destra sono stati impiegati Gnonto e Njie, giocatori rapidi che cercano lo spunto nell’uno contro uno.
Nello slot di prima punta si sono alternati Pellegrino e Beto, due profili fisici in grado di far salire la squadra e vincere duelli aerei, abili anche ad andare in profondità e concludere da fuori area. La mediana è affidata a Fagioli, che ha sia compiti di costruzione che di proiezione offensiva, arrivando con frequenza in appoggio per concludere dalla distanza, affiancato da Ndour, che abbina quantità e qualità: Vanoli ha anche provato il centrocampo a tre inserendo Oulai come profilo equilibratore, capace di agire sia da mediano che da mezzala. Davanti a David De Gea, capitano, leader e uomo di maggiore esperienza, agisce una linea difensiva composta da Dragusin e Ranieri al centro, Jimenez a destra, mentre a sinistra si sono alternati Viery e Valdepenas. Il terzino destro spagnolo, in particolare, gioca in costante proiezione offensiva, combinando bene con Mastantuono e arrivando con frequenza a crossare o concludere l’azione.
A San Siro arriverà dunque una Fiorentina reduce da due sconfitte consecutive, alla ricerca di punti per iniziare a risalire in classifica. La sfida di San Siro rappresenterà dunque un nuovo banco di prova per entrambe le squadre, con l’Inter che cercherà di dare continuità ai successi ottenuti in campionato.