L'analisi dell'avversario: il Napoli
Squadra
— 1 ora faI nerazzurri ospiteranno a San Siro il Napoli di Massimiliano Allegri nella terza giornata di campionato
La terza giornata di campionato porta con sé il primo, grande appuntamento della stagione dell’Inter: sabato 5 settembre alle ore 18:00 i nerazzurri affronteranno il Napoli a San Siro. Un match tra le due squadre che si sono divise gli ultimi quattro campionati (due per parte), una sfida che negli ultimi anni ha spesso regalato gol e spettacolo. L’Inter ci arriva a punteggio pieno, grazie ai due successi contro Monza e Cagliari, mentre i partenopei hanno subito la prima sconfitta stagionale per mano del Como dopo aver vinto nel debutto in casa del Genoa. Un Napoli che si presenterà a San Siro con una sola, grande novità rispetto all’anno passato, con Massimiliano Allegri scelto in estate per guidare gli azzurri dopo le due stagioni di Antonio Conte.
I NUOVI ARRIVI
Rispetto alla rosa allestita un anno fa, le variazioni sono ben poche: il Napoli ha confermato quasi in toto l’ossatura della squadra, separandosi da Romelu Lukaku e Juan Jesus: nel reparto arretrato è arrivato dal Chelsea Benoit Badiashile, profilo in grado di offrire fisicità al centro della difesa, mentre Costantino Favasuli, prelevato dal Catanzaro, potrà trovare spazio sulla fascia destra sia da terzino che da esterno alto. Allegri potrà contare anche su Noa Lang e Lorenzo Lucca in attacco oltre a Rafa Marin e Luca Marianucci in difesa: i quattro giocatori sono tornati dai rispettivi prestiti al Galatasaray, al Nottingham Forest, al Villarreal e al Torino.
GIOCATORE | RUOLO |
|---|---|
Benoit Badiashile | difensore |
Rafa Marin | difensore |
Luca Marianucci | difensore |
Costantino Favasuli | difensore |
Noa Lang | attaccante |
Lorenzo Lucca | attaccante |
MODULO E STILE DI GIOCO
Allegri ha ereditato una squadra costruita ancora sull’ossatura protagonista dei successi delle ultime stagioni, ma reduce da un’annata difficile sul piano della continuità. Nelle prime due giornate di questo campionato, il tecnico toscano ha impostato la squadra con un 4-3-3 caratterizzato da una prima circolazione bassa in fase di costruzione, in cui Rrahmani, Rafa Marin e Lobotka sono stati i giocatori a toccare più palloni, con la ricerca delle fasce e della verticalizzazione improvvisa nell’ultimo terzo di campo. In fase difensiva, soprattutto nella gara contro il Como, le due ali hanno abbassato la propria posizione formando una linea a cinque a centrocampo, per aiutare le scalate delle mezzali sui tentativi degli avversari di creare superiorità sulle fasce.
Nei primi due turni Allegri ha scelto l’undici iniziale affidandosi alle certezze offerte dal centrocampo Lobotka-Anguissa-McTominay, a Hojlund come riferimento offensivo con Politano largo a destra, mentre in difesa la coppia centrale è stata composta da Rrahmani e Marin vista l’assenza a lungo termine di Buongiorno e la condizione ancora non ottimale di Badiashile. Le uniche differenze di formazione tra le due sfide si sono viste sulla fascia sinistra: Spinazzola e Alisson contro il Genoa, Olivera e Lang contro il Como. La possibilità di sfruttare l’uno contro uno degli esterni è sicuramente una delle armi principali a disposizione del Napoli: contro il Como sono bastati pochi minuti per produrre un pericolo partendo da sinistra, proprio con la catena Lang-Olivera, mentre Hojlund, McTominay e Anguissa si sono inseriti a riempire l’area di rigore.
L’altro aspetto offensivo emerso dal primissimo scorcio di campionato è quello dell’improvvisa ricerca della verticalità, a sorprendere gli avversari dopo un giro palla orizzontale: in questo senso brilla la qualità di Kevin De Bruyne, utilizzato fin qui soltanto a partita in corso ma pronto a prendere il posto dell’indisponibile McTominay. Nella prima giornata il belga ha sbloccato il match contro il Genoa avviando l’azione in verticale partendo dal centro-destra, arrivando poi a chiudere l’uno due concludendo a rete dall’interno dell’area, mentre contro il Como ha trovato traccianti interessanti nel finale per l’occasione di Alisson e nella situazione del gol annullato a Lobotka. Anche la rete di Hojlund è nata da un’azione di questo tipo, con Rrahmani a rompere le linee lariane grazie a un filtrante diretto sull’attaccante danese, che si è girato e ha concluso da fuori area. Un aspetto in cui gli azzurri hanno trovato qualche difficoltà è invece l’uscita palla a terra nel momento in cui le squadre avversarie hanno alzato il pressing. Nella prima giornata un disimpegno errato di Meret ha portato a una conclusione pericolosa di Vitinha, nella seconda un recupero del Como sul giro palla tra Anguissa e Marin ha portato Douvikas a segnare la rete dell’1-2.
GIOCATORI CHIAVE
Squadra esperta e con diverse frecce nella propria faretra, il Napoli a San Siro sarà privo del giocatore più decisivo delle ultime due stagioni: vista l’assenza di Scott McTominay, gran parte delle iniziative azzurre passerà dai piedi e dalle invenzioni di Kevin De Bruyne, che agirà da mezzala con libertà di occupare diverse posizioni in campo a seconda dei momenti della partita. L’attacco resta poggiato sulle spalle di Hojlund, che garantisce fisicità, potenza e attacco alla profondità, mentre Politano e Alisson rappresentano minacce sull’esterno, con Lang e Vergara pronti a dare supporto a gara in corso. Il ritmo del Napoli passa sempre dai tempi dettati da Stanislav Lobotka, mentre a guidare la difesa è l’esperienza di Rrahmani e del capitano Di Lorenzo, con Spinazzola o Olivera in proiezione più offensiva dalla parte opposta.
Il primo big match della stagione metterà l’Inter di fronte a un Napoli ancora alla ricerca della propria identità sotto la guida di Allegri, ma già capace di mostrare qualità e soluzioni differenti in entrambe le fasi di gioco. Gli azzurri arriveranno a San Siro determinati a riscattare la sconfitta contro il Como e con la consapevolezza di poter contare su una rosa ricca di esperienza, talento e alternative. L’Inter troverà quindi un avversario pronto a giocarsi le proprie carte in una sfida che rappresenterà il primo vero banco di prova di alto livello della stagione nerazzurra.