Tournée, amichevoli e nuovi arrivi: la pre - season dell'Inter
Squadra
— 26 minuti faTrentadue giorni, quattro Paesi, sei partite, un lavoro intenso per entrare in condizione, una quotidianità ritrovata per preparare una stagione lunga e ricca di impegni: la pre-season dell'Inter volge verso la conclusione, con l'inizio del campionato che bussa alle porte e chiama i nerazzurri a difendere lo Scudetto conquistato lo scorso 3 maggio. Un mese vissuto a ritmi alti, con viaggi internazionali e amichevoli per mettere minuti nelle gambe, per testare il livello di preparazione dei campioni d'Italia e dare modo ai nuovi arrivati di inserirsi nel gruppo: il mese di luglio ha visto l'arrivo di Ivan Provedel e i ritorni di Benjamin Pavard, Aleksandar Stankovic e Yanis Massolin, mentre ad agosto è stato il turno di John Stones e Djed Spence.
Un percorso iniziato il 14 luglio con il raduno all'Inter Training Center - in memory of Angelo Moratti, con parte della squadra ancora impegnata nel Mondiale nordamericano, e che ha vissuto il suo primo capitolo in Germania: la parte iniziale del lavoro di preparazione è stata svolta a Donaueschingen, nella parte sud-occidentale del Paese, tra campi verdi e un clima mite. La settimana tedesca si è conclusa con i primi test estivi, il primo assaggio dell'Inter 2026/27: un'Inter nuova, che ha ritrovato vecchie abitudini sul prato del al BBBank Wildpark, vincendo il match con il Karlsruher SC grazie a una doppietta di Diouf nei minuti di recupero.
La seconda tappa del viaggio ha portato la squadra di Chivu nell'estremo oriente per l'Internazionale Summer Tour: Hong Kong prima e Perth poi hanno regalato momenti indimenticabili nel segno della passione per i colori nerazzurri, con una partecipazione numerosa e un calore che non conosce confini. Sul campo sono arrivati match di livello internazionale, con l'Inter che si è trovata di fronte al Manchester City a Hong Kong prima di affrontare Milan e Juventus per le prime partite della storia nerazzurra in Australia: contro gli inglesi è arrivata una vittoria ai rigori, seguita dal pareggio per 1-1 con il Milan e il successo per 1-2 sulla Juventus.
Al ritorno dalla tournée asiatica, Chivu ha ritrovato ad Appiano Gentile gli ultimi reduci dai Mondiali e un paio di volti nuovi per la parte conclusiva della preparazione, con Bari come ultima tappa del viaggio e lo Stadio San Nicola a fare da cornice all'ultima amichevole nerazzurra. Il test contro il Real Betis si è concluso con un'altra vittoria, un 1-0 firmato dalla prima rete di John Stones, il modo migliore per affrontare la sua nuova avventura con l'Inter. Di nuovo a Milano, infine, per l'ultima settimana prima dell'inizio: sabato 22 agosto San Siro riabbraccerà i campioni d'Italia nella gara contro il Monza, la prima del nuovo campionato, all'imbrunire di un'estate ricca di impegni e che ha già offerto spunti interessanti in vista della stagione che sta per iniziare.
LE AMICHEVOLI ESTIVE DELL'INTER
24 luglio | Aasen-Inter 0-16, Donaueschingen
26 luglio | Karlsruher-Inter 1-2, BBBank Wildpark (Karlsruhe)
1 agosto | Manchester City-Inter 2-4 d.c.r. (1-1), Kai Tak Stadium (Hong Kong)
5 agosto | Milan-Inter 1-1, Optus Stadium (Perth)
8 agosto | Juventus-Inter 1-2, Optus Stadium (Perth)
15 agosto | Inter-Real Betis 1-0, Stadio San Nicola (Bari)
AASEN-INTER 0-16
Il primo impegno stagionale, il primo assaggio di campo della nuova stagione, la prima occasione per vedere l'Inter di nuovo in campo: durante il ritiro di Donaueschingen i nerazzurri hanno testato i primi giorni di lavoro in Germania con un'amichevole contro SV Aasen, formazione del Baden-Wurttemberg che milita nel campionato di sesto livello del calcio tedesco. Un match terminato con una larga vittoria per la squadra di Cristian Chivu, che ha chiuso la partita con il punteggio di 0-16, con Pio Esposito autore di cinque reti nel secondo tempo.
KARLSRUHER-INTER 1-2
Il secondo sguardo alla nuova Inter è due giorni dopo, per concludere il ritiro tedesco: la benzina nelle gambe è ancora poca, ma lo spirito dei nerazzurri è quello di sempre. Quello di una squadra affamata, che anche in condizioni non ottimali trova il modo di superare gli ostacoli: una caratteristica venuta fuori in diverse occasioni nella scorsa stagione e riaffiorata immediatamente nel primo assaggio calcistico dell'estate, un filo che lega la squadra alla voglia di vincere anche quando il risultato non vale tre punti. Contro il Karlsruher, l'Inter si è trovata davanti a una squadra più avanti dal punto di vista fisico, che ha messo in difficoltà i nerazzurri con ritmo e pressione atipici per il calcio di luglio, ma i ragazzi di Chivu hanno fatto affidamento alle proprie certezze, mostrando le solite trame in costruzione grazie ai meccanismi ben oliati del 3-5-2, in attesa di trovare gambe e intensità.
Poco più di dieci giorni di lavoro, diverse rotazioni, sotto 1-0 quando viene segnalato il recupero: il risultato della prima amichevole sembra indirizzato, ma Andy Diouf non ci sta. L'esterno francese, entrato all'inizio della ripresa, ha messo sul piatto un saggio delle proprie qualità tecniche e balistiche ribaltando il punteggio con due colpi da maestro nel giro di tre minuti. Due conclusioni di sinistro, al 91' e al 94', di diversa fattura ma di uguale bellezza ed efficacia: la prima di potenza, calciando da fuori area di controbalzo e lasciando immobile il portiere, la seconda con una pennellata a giro sul secondo palo dopo aver controllato il cambio di gioco di Bastoni.
MANCHESTER CITY-INTER 2-4 D.C.R. (1-1)
Nuova città, nuovo clima, nuovo avversario: il 1 agosto a Hong Kong arriva il primo match di livello internazionale contro il Manchester City di Enzo Maresca. Un avversario che ha messo a dura prova la difesa nerazzurra, che ne ha testato la resilienza e la tenuta, lo spirito di adattamento e sacrificio. Un banco di prova importante per i diversi giovani portati da Cristian Chivu nella tournée asiatica, un'occasione per mostrare le proprie qualità all'interno del percorso di crescita.
La sfida tra i nerazzurri e i citizens ha visto in atto due copioni diversi: quello di un primo tempo acceso, spettacolare e con ritmi quasi da ping-pong con numerosi ribaltamenti di fronte, e quello di una ripresa in cui gli inglesi hanno preso in mano il pallino del gioco. La prima frazione ha messo in mostra un'Inter brillante, capace di rispondere colpo su colpo alle iniziative della squadra di Maresca, giocando a viso aperto contro un avversario dai valori tecnici assoluti. Quarantacinque minuti in cui ha brillato Aleksandar Stankovic: sicuro e solido al centro del campo, ha pressato, si è inserito e ha dettato i tempi, sventagliando il pallone da una parte all'altra con facilità e classe. L'Inter, come di consueto, ha saputo alternare l'uscita palla a terra in verticale e la ricerca avvolgente delle fasce: Diouf ha dato vita a una sfida di uno contro uno con Semenyo, Dimarco ha fatto vedere che il suo piede sinistro è già caldo. La gara è accesa subito dal vantaggio del City al 14' con Mabuma e dal pareggio nerazzurro al 20' con Pavard, che ha giocato da braccetto a destra nel terzetto difensivo, salendo per accompagnare l'azione offensiva.
Nella ripresa Chivu ha dato spazio ai giovani: a comporre la difesa nel finale è il terzetto Maye-Bovio-Bastoni, con Marello sulla fascia e Topalovic nel mezzo dietro al duo Lavelli-Mosconi. L'Inter ha sofferto, rischiato e resistito, portando l'1-1 al 90' per poi vincere il match ai rigori: è arrivata la prima, grande parata di Provedel, che ha respinto il tentativo di Nico Gonalzez, e una grande prova di freddezza di Mosconi e Lavelli, davanti a uno dei migliori pararigori al mondo come Gigio Donnarumma. I due giovani nerazzurri hanno spiazzato il portiere della Nazionale regalando all'Inter la terza vittoria del suo pre-campionato.
MILAN-INTER 1-1
Un nuovo Paese nel mappamondo interista, con giornate ricche di passione, colori e calcio: quella dell'Inter in Australia è stata una prima volta, ma la squadra ha respirato un'atmosfera simile a quella di casa in una Perth che si è tinta di nerazzurro. Sul campo, poi, sono arrivate due sfide contro i rivali di sempre, due antipasti della Serie A che verrà.
Ad aprire le danze è stato il Derby contro il Milan, primo test dopo pochi giorni di lavoro nell'inverno australiano. Un match giocato a ritmi più cadenzati rispetto al focoso primo tempo contro il Manchester City: dopo una fase di stallo iniziale, l'Inter ha preso in mano la partita con la circolazione di palla, gestendo il possesso e costringendo il Milan ad abbassarsi, per poi affondare all'inizio del secondo tempo. I nerazzurri hanno alzato ritmo e intensità, colpendo gli avversari al 54' con uno dei protagonisti più attesi: è stato Federico Dimarco a sbloccare la partita, chiudendo un'azione spettacolare avviata da un recupero alto di Pavard, rifinita da un bellissimo lavoro spalle alla porta di Lavelli e conclusa dall'Mvp dello scorso campionato, che ha dovuto solo spingere in rete l'assist di Barella. Un taglio centrale che aggiunge un'ulteriore freccia alla faretra offensiva nerazzurra, con Dimash che calpesta zone di campo più centrali: accadrà anche con la Juventus, a testimonianza di una volontà di arrivare ancora di più nel cuore dell'area avversaria. Nel finale è arrivato il pareggio rossonero con un rigore di Nkunku, che ha sigillato il punteggio sull'1-1 mandando in archivio l'ottavo Derby di Milano giocato lontano da San Siro.
JUVENTUS-INTER 1-2
A chiudere la tournée asiatica è stato il Derby d'Italia contro la Juventus, che ha visto l'Inter compiere decisi passi avanti verso la miglior condizione. Una gara sbloccata nella prima frazione e gestita nella seconda, decisa nuovamente dalle due frecce sugli esterni. Dimarco prima e Diouf poi hanno realizzato le due reti che hanno permesso ai nerazzurri di concludere nel migliore dei modi il proprio viaggio in Australia, in un match che ha offerto a Cristian Chivu spunti importanti a livello tecnico e tattico.
Il gol che ha sbloccato la partita è arrivato al 20' del primo tempo: l'azione è stata costruita da Bonny, che si è defilato sulla sinistra per cercare l'uno contro uno, lasciando a Dimarco un corridoio per inserirsi centralmente. L'attaccante ivoriano ha saltato il suo avversario e ha crossato in mezzo, trovando l'arrivo in corsa dell'esterno, bravissimo a colpire di prima col mancino disegnando una traiettoria che si è infilata all'angolino basso. Un'azione ancora più bella è servita a costruire il raddoppio al minuto 62': è Diouf ad avviarla e concluderla, lanciando Pio Esposito in profondità per poi inserirsi come un treno per raccogliere il passaggio di ritorno dell'attaccante azzurro dopo uno scambio con Pavard. Un'azione che testimonia la pericolosità dell'Inter in velocità, la capacità di accendersi in un lampo trovando ritmo in verticalità.
Non è stata solo la fase offensiva, però, a prendersi la scena: a finire sotto i riflettori è stata l'ottima prova di Bovio al centro della difesa. Il classe 2008 ha giocato una partita di estrema solidità, per poi rivelarsi decisivo nel finale quando la Juve aveva accorciato le distanze, con una grandiosa chiusura su Kolo Muani.
INTER-BETIS 1-0
L'ultimo capitolo della pre-season nerazzurra si è svolto a Bari, in un caldo Ferragosto che ha aperto alla chiusura dell'estate e proiettato la squadra di Chivu alla prima giornata di campionato. Il match contro il Real Betis ha visto un'Inter solida, sicura delle sue qualità e capace di creare numerose occasioni: Barella, Calhanoglu e Zielinski hanno ricomposto il trio di centrocampo, con il centrocampista azzurro molto attivo nella catena di destra con Diouf, mentre il turco si è reso pericoloso da fuori area.
Il secondo tempo ha portato con sé novità, con un atteso ritorno e un emozionante debutto: capitan Lautaro è tornato in campo dopo l'impegno mondiale con l'Argentina, mettendo i primi minuti nelle gambe verso la nuova stagione, e John Stones ha fatto il suo esordio con la maglia dell'Inter. Proprio il centrale inglese ha deciso il match al minuto 82', mettendo in rete con una bella girata di destro sugli sviluppi di una palla inattiva. Il modo più bello per iniziare il capitolo nerazzurro, con l'abbraccio dei compagni a coronare la prima gioia personale.
Il fischio finale ha decretato la fine della pre-season, che si chiude con un bilancio di cinque vittorie e un pareggio: risultati che contano relativamente, in partite che servono a testare il gruppo e costruire gli equilibri di una stagione lunga e ricca di impegni, che l'Inter vuole vivere da grande protagonista.