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Andrea - Il Coraggio



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Il 3 novembre 2012 l'Inter di Andrea Stramaccioni vinse 1-3 in casa della Juventus, infliggendo ai bianconeri la prima sconfitta nello Juventus Stadium: riviviamola nella puntata odierna di Internazionale Morning Club


Ci sono allenatori che preparano le grandi partite cercando prima di tutto di non prenderle. Difesa coperta, centrocampo folto, pochi rischi. E poi ci sono quelli che decidono di presentarsi a casa dei campioni d'Italia con tre attaccanti. Ora, immaginate di avere trentasei anni, di allenare in Serie A da pochi mesi e di dover affrontare una squadra che non perde in campionato da un anno e mezzo. E immaginate di prendere gol dopo diciotto secondi. A quel punto, qualche dubbio potrebbe anche venirvi.  

O magari potreste semplicemente guardarvi intorno e pensare: “Ammazza Andrea, benvenuto a Torino”.

Andrea, naturalmente, è Andrea Stramaccioni. 

Tre attaccanti. A Torino, contro la Juventus campione d'Italia. Una scelta audace per un allenatore di trentasei anni, alla sua prima esperienza su una panchina di Serie A. Ma Andrea Stramaccioni, evidentemente, aveva deciso che quella sera non sarebbe andato a Torino per difendersi. 

È il 3 novembre 2012, undicesima giornata di campionato. I nerazzurri arrivano allo Juventus Stadium galvanizzati da otto vittorie consecutive tra campionato ed Europa League (sei in Serie A), un filotto che li ha proiettati a -4 dalla vetta occupata proprio dai bianconeri. Stramaccioni, promosso dalla Primavera dopo il trionfo in NextGen Series (il torneo che veniva disputato prima dell’attuale Youth League), ha ridato entusiasmo a un gruppo reduce da un'annata complicata.  

Dall'altra parte c'è la corazzata di Antonio Conte, imbattuta in campionato da ben 49 partite. In panchina siede però Angelo Alessio, a causa della squalifica dell’allenatore salentino.  L'Inter si schiera con Palacio, Milito e Cassano: un tridente che è una dichiarazione d'intenti.  L'avvio, però, è un incubo a occhi aperti. Passano appena diciotto secondi e Vidal sblocca il match, finalizzando un'azione viziata da un fuorigioco non ravvisato di Asamoah. Neanche il tempo di accomodarsi sul divano che l'Inter è già sotto. I tifosi bianconeri si leccano i baffi pregustando il banchetto in arrivo. Troppa Juve per quest’Inter. Stasera si fa festa ancora.  

I nerazzurri protestano ma non si scompongono. Palacio si vede annullare il pari per una questione di centimetri, ma la squadra non si arrende. Resiste alla mezz’ora clamorosa della Juventus, che potrebbe fare un altro paio di gol, poi lentamente riemerge. La svolta arriva nella ripresa. Marchisio stende Milito in area: dal dischetto Il Principe non sbaglia e spiazza Buffon per l'1-1. L'inerzia cambia, la Juventus accusa il colpo. Anche perché Strama ha un’altra mossa in serbo. Fuori Cassano, esausto, dentro Guarin, una forza della natura. E al 76' il colombiano, fresco di ingresso, esplode un destro potente che Buffon respinge corto, il più lesto di tutti è ancora Milito, che insacca il sorpasso: 1-2. Nel recupero, con i bianconeri sbilanciati in avanti, Nagatomo serve a Palacio la palla del definitivo 1-3. Rimonta completata, Torino espugnata con personalità.  

Nel post-partita, un euforico Stramaccioni svela il retroscena del gol lampo: “Mi sono detto ammazza Andrea, benvenuto a Torino” e rivendica con orgoglio la scelta delle tre punte. Milito, dal canto suo, fotografa perfettamente la serata: “Ci vuole coraggio”.  La stagione prenderà poi una piega diversa. Arriveranno gli infortuni, le sconfitte e un nono posto finale lontano dalle aspettative.  

Ma il 3 novembre 2012 resta una delle serate più sorprendenti di quell'Inter.  

Tre gol a Torino, una doppietta di Milito e lo Juventus Stadium per la prima volta battuto, dopo essere andati sotto al primo minuto. 

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