L'analisi dell'avversario: il Milan
Squadra
— 1 ora faL'Inter è attesa dal primo derby stagionale contro i rossoneri: appuntamento a San Siro sabato 31 ottobre alle 20:45
Dopo la vittoria nella trasferta di Venezia, l’Inter si prepara a tornare in campo per uno degli appuntamenti più attesi del campionato. Il decimo turno di Serie A porta con sé il primo derby della stagione, che si giocherà in casa del Milan sabato 31 ottobre alle ore 20:45. Una sfida diversa da tutte le altre, un momento che ferma la città di Milano. L'Inter arriva all’appuntamento nel migliore dei modi, dopo aver trovato altri tre punti in casa del Venezia nel turno infrasettimanale, rimanendo al primo posto in classifica a quota 25 e centrando la miglior partenza della storia nerazzurra nell'era dei tre punti a partita. I rossoneri, che in estate hanno iniziato un nuovo progetto sotto la guida di Ruben Amorim, si presentano alla sfida reduci dalla sconfitta per 2-4 subita contro il Bologna, la prima stagionale in campionato.
MODULO E STILE DI GIOCO
Dopo aver concluso la scorsa stagione al quinto posto, il Milan ha deciso di affidare il nuovo progetto tecnico a Ruben Amorim, arrivato in estate alla guida della squadra al posto di Massimiliano Allegri. L’allenatore portoghese ha portato diverse novità a livello di modulo e impostazione di gioco: un 3-4-3 scelto per dare un’impronta più offensiva e dinamica, con una squadra rinnovata rispetto all’anno passato. Sul mercato sono stati scelti giocatori giovani che hanno già maturato esperienza internazionale: a Goncalo Ramos, arrivato dal Paris Saint-Germain, è stato affidato il ruolo di prima punta, mentre Diego Moreira è arrivato per portare qualità sulla fascia e Mario Gila per rinforzare il reparto arretrato.
Il Milan di Amorim ha mostrato, già nelle prime uscite ufficiali, la volontà di provare a controllare il pallone e la partita, mantenendo un baricentro mediamente alto e cercando di dilatare le maglie avversarie con la circolazione del pallone, per poi trovare varchi nel mezzo con l’accentramento dei due giocatori dietro la punta. I rossoneri riescono a rendersi pericolosi con accelerazioni improvvise, dettate dagli inserimenti centrali dei centrocampisti e dei trequartisti, con il gioco che si sviluppa sulle fasce utilizzando esterni veloci e abili nell’uno contro uno. In questa prima parte di stagione, Amorim ha ruotato molti uomini alla ricerca delle migliori vesti tattiche per la sua squadra, e nelle ultime uscite ha anche adottato variazioni rispetto alla difesa a 3 viste alcune defezioni: il risultato è stato uno schieramento fluido, che vede molta mobilità nel reparto arretrato, disposto a tre o a quattro a seconda delle fasi della partita.
La costruzione di gioco rossonera parte frequentemente dalla propria area grazie all’abilità con i piedi di Maignan, con l’abbassamento dei centrocampisti e i difensori che si allargano. Un ruolo cruciale è giocato dai giocatori offensivi: Ramos si abbassa frequentemente per legare il gioco e offrire una linea diretta verticale, mentre i due uomini alle sue spalle (si sono alternati Pulisic, Rabiot, Cissé, Moreira) sono molto dinamici nel cambiare posizione e offrire pochi riferimenti ai marcatori avversari: possono allargarsi per combinare con gli esterni favorendo triangoli e superiorità numerica, possono attaccare la profondità alle spalle della difesa o occupare la fascia centrale di campo per provare a combinare nello stretto e favorire la transizione offensiva.
Proprio quest’ultima è una fase di gioco che rende il Milan pericoloso, con giocatori rapidi e tecnici in grado di ribaltare e accompagnare l’azione molto velocemente. I rossoneri, invece, hanno avuto problemi in fasi della partita in cui la squadra perde le distanze tra i reparti: in queste situazioni, gli uomini di Amorim hanno avuto qualche difficoltà a rincorrere all’indietro e trovare gli accoppiamenti in marcatura (come accaduto nelle partite contro Benfica, Lazio, Atalanta e Bologna). Un’altra fase di gioco in cui il Milan ha evidenziato delle difficoltà è la difesa sulle palle inattive: dagli sviluppi di calcio piazzato, i rossoneri hanno subito gol contro Torino, Juventus e Sassuolo e Bologna.
L'INIZIO DI STAGIONE
Cinque vittorie, tre pareggi e una sconfitte in campionato, con diciotto gol fatti e undici subiti, mentre in Europa League sono arrivati due k.o. contro Benfica e Bournemouth e una vittoria contro il Salisburgo. L’avvio di stagione ha mostrato un Milan che cerca di seguire i propri principi e le proprie idee di gioco, mantenendo il controllo del pallone con un approccio offensivo. I numeri mostrano che i rossoneri hanno realizzato 18 gol in 9 partite (quarto miglior attacco del campionato) e sono quinti per Expected Goals prodotti (17,13), dato in linea con le reti realizzate. Il Milan si posiziona al terzo posto nella classifica del possesso palla medio a partita (60,4%, alle spalle di Inter e Como), ma occupa il quattordicesimo posto per tiri tentati (113), l’undicesimo per percentuale di passaggi effettuati nell’ultimo terzo di campo e l'ottavo per cross tentati (112).
Questi dati indicano che non sempre i rossoneri riescono a tradurre in azioni pericolose o conclusioni la gestione del pallone: la squadra di Amorim, in questo senso, si è trovata davanti a molte squadre che hanno scelto di giocare più basse difendendo la propria area, e i rossoneri sono riusciti a colpire maggiormente quando le partite si aprono nel secondo tempo. Nelle prime quattro partite di campionato, infatti, il Milan è andato in gol soltanto nella ripresa: due gol al Torino, due al Venezia, uno alla Juventus e due alla Lazio.
Il fattore comune di queste partite è stata la grande pericolosità mostrata del Milan negli spazi dopo cambi di ritmo: le due reti realizzate da Moreira contro la Lazio, ad esempio, sono arrivate al termine di azioni rapide, in verticale e con giocate di qualità. Lo stesso si può dire per la rete di Rabiot contro il Lecce, arrivata dopo una giocata intelligente di Pulisic e uno scambio in velocità tra il francese e Ramos. Un’altra arma sfruttata dal Milan sono i lanci a scavalcare la difesa per l’attacco alla profondità delle seconde punte, con Pulisic che ha realizzato due gol in questo modo contro Lecce (lancio di Pavlovic) e Udinese (pescato da Modric), oppure con i cross sul palo opposto: si è visto contro Torino e Juventus, con Cissé e Rabiot che ha colpito facendosi trovare sul secondo palo.
Prima del match contro il Bologna, il Milan era la squadra che aveva subito meno gol in campionato (7, al pari della Lazio), con un dato totale di 9.38 XG subiti e 79 tiri concessi agli avversari (secondo miglior dato della Serie A): dopo la sfida contro i rossoblù, invece, i gol subiti sono diventati 11 (in linea con gli 11.47 XG), rendendo la difesa del Milan la sesta del campionato. Una gara che ha portato ai rossoneri la prima sconfitta stagionale in Serie A, in cui la retroguardia non è riuscita a sostenere la pressione avversaria, perdendo le distanze e le marcature in area dopo errori in uscita nella costruzione dal basso.
Aspetti in cui la difesa era riuscita a sostenere lo stile di gioco offensivo della squadra nelle occasioni precedenti, concedendo poco agli avversari in termini di predominio territoriale e occasioni nitide, ma la squadra di Amorim ha subito a sua volta le fasi di transizione avversaria, incassando però reti sia a difesa schierata che da situazione di gioco da fermo.
Rosa dall’età media di 25,7 anni, il Milan può contare su giovani talenti e giocatori di livello assoluto. I giocatori che possono rompere gli equilibri delle partite sono Christian Pulisic e Adrien Rabiot. L’americano, alla quarta stagione in rossonero, è l’uomo chiave nella creazione di azioni offensive grazie alle sue qualità nel dribbling e nella finalizzazione, la sua rapidità e intelligenza nell’attaccare gli spazi: due reti e un assist in cinque presenze in campionato, oltre alla capacità di legare il gioco e svariare su tutto il fronte offensivo.
Il francese, invece, è stato un fattore a livello di contributo offensivo: 4 reti e 3 assist in 7 presenze in campionato, uomo ovunque della fase offensiva rossonera. Amorim lo ha utilizzato sia nel duo di centrocampo che in quello alle spalle della punta, ma Rabiot è in grado di coprire molto campo grazie alla sua facilità di corsa e alla sua intelligenza tattica. I suoi tempi di inserimento lo rendono difficile da leggere per gli avversari, e abbina fisicità alle qualità balistiche e palla al piede. Importante e notevole anche l'impatto di Alphadjo Cissé, che ha brillato in questo avvio agendo alle spalle della prima punta: già quattro gol in campionato e tre in Europa League per il classe 2006 italiano, abile nelle letture offensive, nel dribbling e nell'attacco alla porta, facendosi trovare con frequenza al posto giusto al momento giusto.
Davanti, l’attacco del Milan gira intorno a Goncalo Ramos: il portoghese classe 2001 è una prima punta tecnica, capace di giocare spalle alla porta per dialogare con la squadra, in grado di attaccare la profondità e di portare la prima pressione in fase di non possesso. Due gol e un assist per lui nelle sue prime otto presenze in Serie A, con tanto lavoro in costruzione e nel far salire i compagni. Tra i pali, il capitano Mike Maignan garantisce sicurezza, personalità, leadership e capacità di iniziare l’azione. Davanti a lui, al centro della difesa ha trovato spazio De Winter, con Pavlovic e Gila ai suoi lati: difensori molto fisici, capaci di reggere nell’uno contro uno e forti nei duelli aerei: nelle ultime partite, tra assenze e rotazioni, Amorim ha schierato Tomori e Diawara, adattandoli in una posizione ibrida tra centrale e terzino in base allo schieramento adottato nelle fasi di gara.
Sulle fasce, invece, i rossoneri saranno privi di Chukwueze e Saelemaekers: Diego Moreira, in questo avvio di stagione, si è dimostrato uomo chiave nelle due fasi, saltando l’uomo e arrivando a concludere in zona gol (tre reti in Serie A), ma anche coprendo in fase difensiva. Il belga è in dubbio per il derby, e sula sinistra si giocheranno il posto Bartesaghi ed Estupinan. Le chiavi del centrocampo, invece, sono ancora in mano a Luka Modric, un maestro nella gestione del possesso e nel dettare tempi di gioco, di verticalizzare e di coprire le linee di passaggio in fase difensiva. Accanto a lui, Amorim ha a disposizione il dinamismo e la corsa di Musah, o un giocatore più tecnico come Jashari.
Il Milan arriva dunque al derby al quinto posto in classifica, desideroso di riscattare la sconfitta contro il Bologna, mentre l'Inter rimane al primo posto al pari della Lazio. Una sfida speciale e unica, un nuovo capitolo di una delle rivalità più iconiche al mondo.