Internazionale Morning Club: la prima puntata del nuovo podcast nerazzurro
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— 32 minuti faProdotto da Inter Media House, il primo daily podcast di un club di calcio: ogni mattina storie, personaggi, aneddoti e momenti sulla storia nerazzurra
Nasce “Internazionale Morning Club”, il podcast ufficiale di Inter prodotto da Inter Media House: il primo daily podcast firmato da un club di calcio. Un appuntamento quotidiano, ogni mattina, per iniziare la giornata insieme ai colori nerazzurri, tra storie, personaggi, aneddoti, immagini e momenti che attraversano gli oltre 118 anni di storia del Club.
Un viaggio nella memoria e nell’identità interista, per riscoprire i protagonisti, le emozioni e i dettagli che rendono l'FC Internazionale Milano una realtà unica al mondo.
Ogni giorno, un motivo in più per ricordare – insieme – cosa significa essere interisti.
Si parte oggi, 8 settembre, nel giorno di Real Madrid-Inter, debutto stagionale dei nerazzurri in Champions League. E proprio la trasferta in terra spagnola ci porta alla mente un'altra sfida con il Real, sempre in Spagna, ma non a Madrid. Una sfida giocata a Siviglia, per un motivo molto particolare. Lo raccontiamo nella prima puntata di "Internazionale Morning Club".
Il nostro racconto comincia da una porta. Per la precisione, una porta da calcio. Che viene giù. Di solito “Butta giù la porta” è riservata a certe cannonate che si vedono in campo. Del tipo: Calhanoglu, col Monza, butta giù la porta e segna l’uno a zero.
C’è almeno un caso però in cui la porta è venuta giù davvero. Per la precisione la porta è quella del Santiago Bernabeu e l’hanno buttata giù i tifosi del Real Madrid. Primo aprile 1998, semifinale d’andata di Champions League, Real Madrid-Borussia Dortmund. Il Santiago Bernabeu è così pieno di gente che i tifosi letteralmente strabordanno, e si aggrappano alle reti di una delle due porte, che viene giù. I pali si spezzano. Al fischio d’inizio mancano pochi minuti, ma evidentemente non si può giocare. Bisognerà aspettare almeno un’ora, il tempo di trovare una porta, al centro di allenamento del Real, caricarla su un furgone, montarla nello stadio.
Il Real poi vince partita, due a zero, passa indenne pareggiando la semifinale di ritorno e tornerà a vincere la Champions trentadue anni dopo l’ultima volta. Perché ci interessa questa storia? Perché per colpa di quella porta l’Inter non tornò a giocare al Bernabeu dodici anni dopo la semifinale di Coppa Uefa del 1986, quando venne rimontata ai supplementari dai blancos. La Uefa comminò un turno di squalifica e la gara del 1998, dominata dal Real contro l’Inter di Ronaldo, si giocò al Sánchez-Pizjuán di Siviglia.
Sembra esserci una sorta di maledizione sul ritorno al Bernabeu: nel 2020 Real e Inter tornarono ad affrontarsi in Champions, ma si era in piena pandemia: si giocò a porte chiuse e per di più a Valdebebas. Un anno dopo di nuovo Real Inter, stavolta al Bernabeu, ma tra di nuovo Covid e lavori di ristrutturazione la capienza dell’impianto era praticamente la metà di ora. 46 mila allora.
àtasera invece saranno 83 mila, la capienza massima dell’impianto ormai completamente rinnovato. Ha l’aria condizionata d’estate, il riscaldamento d’inverno e volendo si può chiudere il tetto. A leggere la lista dei precedenti sembrerebbe uno stadio che ha dato soltanto amarezze ai nerazzurri, che in un totale di nove precedenti in casa del Real Madrid hanno perso otto volte, vincendo soltanto nel 1967, due a zero, Cappellini e autorete di Zoco.
Ma ripensandoci un attimo, il Bernabeu è stato il teatro di una delle notti più belle della storia dell’Inter. Finale di Champions League del 2010, Inter-Bayern Monaco due a zero, Milito Milito. Semplicemente, la notte di Madrid. Cristian Chivu in campo, Josè Mourinho in panchina. Stasera si ritrovano. Sperando la porta regga.