MILAN, ITALY - MAY 10: Edin Dzeko celebrates after scoring their team's first goal during the UEFA Champions League semi-final first leg match between AC Milan and FC Internazionale at San Siro on May 10, 2023 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

Verso Milan - Inter: 10 foto per 10 derby nerazzurri



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Dieci scatti iconici per dieci successi indimenticabili dell'Inter nel derby di Milano


Gabriele Oriali | Milan-Inter 0-1, 2 marzo 1980

Una giornata speciale per l'Inter, per Milano, per il calcio italiano: il 2 marzo 1980 si gioca Milan-Inter, ventiduesimo turno di campionato, nella giornata dell'intitolazione dello Stadio San Siro a Giuseppe Meazza. Un momento che fa da spartiacque nella storia della città, che rende onore a una leggenda nerazzurra e del calcio mondiale, e che allo stesso tempo lancia l'Inter verso il dodicesimo Scudetto della sua storia. La vittoria nel derby porta la firma di Gabriele Oriali, e consente ai nerazzurri di Bersellini di consolidare il primato in classifica, allungando sui rossoneri e sulla Juventus. Minuto 77: Evaristo Beccalossi batte una punizione dalla trequarti, un cross che scende morbido sulla testa di Altobelli. Sponda di "Spillo" verso il centro dell'area, velo di Carlo Muraro e inserimento in corsa di Oriali, che da ottima posizione batte Rigamonti. Il derby è nerazzurro e lo sarà anche il campionato, mentre il Milan si vedrà relegato in Serie B al termine della stagione.

Alessandro Altobelli | Milan-Inter 0-1, 7 settembre 1980

Un grande classico, il colpo di testa di "Spillo" Altobelli. Senso della posizione, elevazione, coordinazione e tempismo: in qualche modo, sulla palla, ci arrivava lui. Anche marcato, anche con il portiere in uscita. In questo caso, del resto, si trattava di decidere un derby. L'unico derby della stagione 1980/81, con l'Inter campione d'Italia in carica e il Milan in Serie B. La stracittadina va in scena nel girone eliminatorio di Coppa Italia, il 7 settembre 1980: partita equilibrata, bloccata, tesa. Il Milan vuole regalare una gioia al proprio pubblico, l'Inter vuole mantenere la superiorità cittadina conquistata nell'ultimo campionato: i rossoneri colpiscono un palo con Vincenzi, i nerazzurri sfiorano il gol con Beccalossi. Altobelli vive la prima parte di gara dalla panchina, ed entra all'inizio della ripresa al posto di Oriali, che aveva deciso l'ultimo derby. Un passaggio di consegne che si concretizza al minuto 66: calcio d'angolo battuto da Giancarlo Pasinato, palla spiovente a uscire, su cui arriva a colpire di testa Carlo Muraro. Sul pallone, indirizzato verso la porta, si avventa Altobelli, che di nuca riesce ad anticipare l'uscita di Piotti mettendo in rete. Ancora 0-1, come sei mesi prima: la firma, stavolta, è quella di "Spillo".

Aldo Serena | Milan-Inter 0-1, 11 dicembre 1988

Da un colpo di testa all'altro: passano 8 anni, la Serie A è all'apice del suo livello tecnico. C'è il Milan degli olandesi, campione d'Italia in carica e che a fine anno vincerà la Coppa dei Campioni, il Napoli di Maradona, la Fiorentina di Baggio, la Sampdoria di Vialli e Mancini. Giocatori leggendari e squadre iconiche che a fine anno, però, saranno guardate dall'alto dall'Inter dei Record. Un'annata straordinaria per i nerazzurri di Trapattoni, feroci dominatori di uno dei campionati più difficili e competitivi di sempre. E proprio il derby di andata è uno dei crocevia chiave della stagione, un passaggio di testimone nella supremazia cittadina e nazionale: la stracittadina viene vinta 0-1 dall'Inter grazie a un poderoso colpo di testa di Aldo Serena, che di quel campionato sarà il capocannoniere. Un azione in verticale, rapida e letale: lancio di Matteoli per Bergomi, che di prima mette un cross dal lato destro dell'area. Serena arriva in corsa e si inventa una torsione di testa in tuffo per battere Galli. Braccia alte per Aldo, che corre a esultare verso la panchina, raggiunto dall'abbraccio dei compagni. 0-1, e Inter in fuga verso una cavalcata indimenticabile.

Nicola Berti | Milan-Inter 0-1, 18 novembre 1990

Colpi di testa, dicevamo: in quello di Serena c'era un arrivo in corsa simbolico, un volo che fuori di metafora ha rappresentato quello dell'Inter verso lo Scudetto dei Record. Due anni dopo è ancora un colpo di testa a decidere il derby, nuovamente in casa del Milan. Un gol in cui c'è tutto Nicola Berti, un inserimento che rappresenta la sua voglia di vincere, di crederci fino in fondo. Sembra plasmato per il derby, Nicola, con il suo spirito combattivo, il suo cuore nerazzurro. Quel derby del 18 novembre 1990 lo decide proprio lui, a cinque minuti dalla fine. Klinsmann si avventa su un pallone lungo sulla fascia destra, che rimbalza rapidamente verso la linea di fondo. Il tedesco ci arriva giusto in tempo e crossa in mezzo: i difensori del Milan alzano il braccio, convinti che il pallone sia uscito. Berti, invece, non si ferma. Arriva da dietro, prende la rincorsa e stacca col tempo giusto, schiacciando la palla in porta di testa sul secondo palo. Nicola corre all'impazzata a braccia aperte verso il centro del campo, prima di essere travolto dall'esultanza della squadra: un momento di gioia indimenticabile per lui e per il popolo nerazzurro.

Ronaldo | Milan-Inter 0-3, 22 marzo 1998

Una delle istantanee più iconiche regalate dal Fenomeno, una rete rimasta nelle copertine degli album del derby di Milano. La stagione è la 1997/98, la prima di Ronaldo in Serie A: un ciclone che si abbatte sul campionato italiano, un fulmine che lascia tutti a bocca aperta al suo passaggio. Ronie colpisce il Milan nel suo primo derby, ma nel secondo regala una perla a sigillare una vittoria iconica: l'Inter è avanti 0-1, la partita è ancora in bilico quando mancano tredici minuti al termine. Al 77' Moriero controlla un pallone sulla fascia destra, Ronaldo attacca immediatamente la profondità con il suo passo bruciante. La palla dell'esterno nerazzurro è perfetta, tagliata alle spalle della difesa rossonera, ma rimbalzando a terra si alza più del dovuto. Ronaldo arriva in corsa, e in un lampo si inventa un pallonetto al volo con un colpo da arti marziali, un esterno morbidissimo a scavalcare Rossi. Restano un po' tutti a bocca aperta, colpiti da quell'incredulità che nasce spontanea davanti a qualcosa di speciale, mentre Ronaldo esulta allargando le braccia e scuotendo la testa: forse, per una volta, era un po' incredulo anche lui.

Marco Materazzi | Milan-Inter 3-4, 28 ottobre 2006

Sette gol, una partita folle, un derby che sembrava non finire mai. Quello del 28 ottobre 2006 è una delle stracittadine di Milano più belle e iconiche della storia, una serata in cui gli 80.000 di San Siro hanno perso il fiato e la voce, con gli occhi a correre da una parte all'altra del campo, con il cuore a mille per oltre 90 minuti. Un livello altissimo in campo, 22 giocatori di valore assoluto: l'Inter dominerà il campionato con 97 punti, il Milan vincerà la Champions League. Il derby, però, se lo aggiudicano i nerazzurri. Settanta minuti dominanti della squadra di Mancini, che sale sullo 0-3 con tre reti una più bella dell'altra: la sblocca una frustata di testa di Crespo al 17', cinque minuti dopo arriva il raddoppio con una delle classiche bordate dalla distanza di Stankovic, con Dida immobile e palla all'incrocio. Inizia il secondo tempo e Ibrahimovic, che sta giocando una partita sensazionale, si invola verso la porta rossonera, salta con uno scavetto la scivolata di Nesta e spara di destro per il terzo gol dell'Inter: spettacolo puro! Il Milan, però, reagisce subito e rientra in partita con un destro di Seedorf che entra dopo una deviazione. Al minuto 69 arriva il gol che sembra chiudere la partita, e lo segna Marco Materazzi: è l'anno d'oro di Matrix, campione del Mondo quattro mesi prima, decisivo in finale, autore di un campionato incredibile chiuso con dieci gol e il rigore Scudetto realizzato a Siena. Quando schiaccia di testa il gol dell'1-4 su cross di Figo la partita sembra in ghiaccio, ma esultando fa per togliersi la maglia e riceve il secondo giallo. Il Milan si lancia all'assalto e riesce a segnare due gol con Gilardino e Kakà, andando vicinissimo al pareggio nell'ultima azione con Ricardo Olivera: al fischio finale esulta il popolo nerazzurro al termine di uno dei derby più belli mai visti.

Thiago Motta | Milan-Inter 0-4, 29 agosto 2009

Non potevamo sapere che quella partita sarebbe stata uno dei manifesti di una delle più grandi stagioni della storia dell'Inter. 29 agosto, l'estate che tramonta, un'Inter rinnovata per la seconda campagna di Mourinho, il Milan al primo anno senza Carlo Ancelotti. Ibrahimovic e Kakà, i totem delle ultime stagioni, hanno lasciato Milano, direzione Spagna. I rossoneri vivranno una stagione d'impronta carioca: Leonardo in panchina, Ronaldinho, Pato e Thiago Silva leader in campo, un 4-2-3-1 ribattezzato "4-2-fantasia" per la propensione offensiva e la qualità degli interpreti. I nerazzurri, invece, sono più compatti, quadrati, ma in un certo senso ancora da scoprire: sono arrivati Lucio in difesa e Samuel Eto'o in attacco, è appena atterrato a Milano Wesley Sneijder, che dall'aeroporto andrà direttamente nell'undici titolare del derby (lasciando decisamente il segno), ma il primo marchio a fuoco di questa nuova Inter lo confezionano i due giocatori arrivati dal Genoa, Diego Milito e Thiago Motta. Minuto 29, un'azione da videogioco, 7 tocchi per sbloccare il derby: Zanetti per Motta, esterno di prima in verticale per Eto'o, appoggio di prima in orizzontale per Milito che controlla, alza la testa e imbuca per l'inserimento di Thiago Motta. L'italo-brasiliano apre il piattone sinistro e piazza a giro sul secondo palo. Un gol spettacolare, preludio di quello che verrà: l'Inter domina il derby, dilagando nel primo tempo tra le maglie della difesa rossonera. Rigore di Milito, poi Milan in dieci per l'espulsione di Gattuso, poi ancora Maicon a infilarsi in area per battere Storari col destro: 0-3 a fine primo tempo, che diventerà 0-4 grazie alla solita magia dalla distanza di Stankovic. In una parola: manifesto.

Lautaro Martínez | Milan-Inter 0-3, 21 febbraio 2021

Un pomeriggio strano, quello del 2 febbraio 2021: fino a un anno prima sembrava impossibile immaginare un derby giocato senza la solita cornice di pubblico e lo spettacolo sulle gradinate del Meazza, con gli spalti vuoti e le voci di giocatori e staff che riempiono l'aria di San Siro. La diffusione del Covid-19 ha dato vita a questo scenario, con un campionato giocato tra stadi deserti, annullando quello che può essere il fattore campo e la spinta del tifo. Uno scenario in cui Milan e Inter si stanno giocando il campionato: rossoneri in testa per la prima parte di stagione, nerazzurri sempre in scia e lanciati dopo il sorpasso avvenuto una settimana prima. Si arriva al derby, dunque, con l'Inter avanti di un punto in classifica: un'Inter che non vince il campionato da undici anni, che però sente che è arrivato il suo momento. Quel derby è lo snodo cruciale della stagione, il momento in cui i nerazzurri "si alzano sui pedali" lasciando indietro gli avversari. Ci mette poco, la squadra di Conte, a indirizzare la sfida: 5 minuti, un'azione in verticale che lancia Lukaku e Lautaro, e si conclude con il cross di Romelu e l'incornata del Toro. Donnarumma battuto, nerazzurri in vantaggio, primo lampo di un pomeriggio dominante: inafferrabile l'Inter, che nella ripresa raddoppia con un'azione da manuale finalizzata ancora da Lautaro. Prima doppietta contro il Milan, secondo e terzo gol nel derby (diventeranno nove nel corso degli anni), prima del sigillo finale di Lukaku. 0-3, con l'Inter che non si volterà più indietro in volata verso il 19° Scudetto.

Edin Džeko | Milan-Inter 0-2, 10 maggio 2023

Milano di nuovo al centro del calcio, con gli occhi del Mondo puntati addosso. Inter e Milan tornano ad affrontarsi in semifinale di Champions League esattamente vent'anni dopo l'ultima volta: la città è ferma, l'aria è densa, l'agitazione e il fermento aleggiano nelle strade. La finale in palio, la possibilità di arrivarci contro i rivali di sempre: sguardi complici e diffidenti allo stesso tempo, l'eccitazione e la paura si alternano nell'animo. L'andata si gioca in casa del Milan, che sfoggia una coreografia fiammeggiante a tutto stadio: un'ambiente infernale, spento però dopo 8 minuti da Edin Dzeko. Il "Cigno di Sarajevo" apre il derby con un gol bellissimo, un misto di classe e potenza. Non riesce, il bosniaco, a non essere sublime nel gesto tecnico anche in un contesto di corpo a corpo su calcio d'angolo. Marcato da Calabria, Edin si fa largo sfruttando la sua possenza e impatta il pallone con una maestosa girata al volo di sinistro. Non può nulla Maignan, esplode di gioia il tifo nerazzurro. Da quel momento sarà un'autentica prova di forza degli uomini di Inzaghi, autori di un primo tempo incredibile per velocità, qualità di gioco e occasioni prodotte: Mkhitaryan sigla il raddoppio, ma lo 0-2 va addirittura stretto ai nerazzurri. Il primo capitolo si chiude così, mentre nella gara di ritorno sarà Lautaro a decretare il ritorno dell'Inter in finale di Champions League.

Marcus Thuram | Milan-Inter 1-2, 22 aprile 2024

Chi se la scorda più quella data, quella serata di pioggia e di gioia infinita, quella corsa sotto la curva al fischio finale, le lacrime di felicità e gli abbracci tra fratelli e sconosciuti. 22 aprile 2024: c'è chi lo ha inciso sulla propria pelle, chi lo ricorda con un poster, con un wallpaper, con una maglia. Una notte in cui si è fatta la storia dell'Inter, in cui nel cielo si è accesa la Seconda Stella. Lo Scudetto numero 20, arrivato proprio in casa del Milan dopo una cavalcata inarrestabile: mai era successo che il titolo si assegnasse in una stracittadina. Qualcosa di unico e indimenticabile, difficile da spiegare e da raccontare, meraviglioso da vivere. L'atmosfera resa ancora più epica dalla pioggia incessante che scende su Milano. La partita la sblocca Francesco Acerbi, perso dalla difesa rossonera su situazione di corner, al posto giusto al momento giusto per deviare in porta di testa e portare avanti l'Inter. La partita rimane aperta, lo 0-1 non è sufficiente, ed ecco che Marcus Thuram si guadagna, alla sua prima stagione in Italia, un posto di rilievo nella storia dell'Inter. Si mette in proprio, Tikus, controllando un pallone sulla fascia sinistra, rientrando sul destro e lasciando partire un rasoterra potente che sorprende Maignan sul primo palo. Esultanza feroce, espressione sfigurata, scivolata sotto la curva prima di venire travolto dai compagni. Nel selvaggio finale di gara il Milan riapre il match, volano cartellini rossi: si trattiene il respiro, e al fischio finale si può liberare il grido di gioia. Gli interisti riempiono le strade, incuranti della pioggia e dell'orario, mentre Milano si colora di nerazzurro per uno dei momenti più belli della storia dell'Inter.


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