L’analisi dell’avversario: il Venezia
Squadra
— adessoL'Inter sarà impegnata in casa dei lagunari nel turno infrasettimanale, in programma mercoledì 28 ottobre alle 18:30
Dopo il successo interno contro la Fiorentina, che ha portato l’Inter a quota 22 punti dopo otto partite, arriva il primo turno infrasettimanale della stagione, che vedrà i nerazzurri impegnati in casa del Venezia mercoledì 28 ottobre alle ore 18:30. La squadra di Chivu, in vetta alla classifica al pari della Lazio, si presenta alla sfida del “Penzo” con sette vittorie e un pareggio, e affronterà un Venezia reduce dalla sconfitta per 1-0 subita a Marassi contro il Genoa, la settima stagionale in otto partite. I lagunari, tornati nella massima serie dopo la vittoria dell’ultimo campionato di Serie B, hanno ottenuto una vittoria contro il Napoli dall’arrivo in panchina di Davide Nicola, che dal 14 ottobre ha preso il posto di Giovanni Stroppa alla guida della squadra.
MODULO E STILE DI GIOCO
Il Venezia ha iniziato la stagione con Giovanni Stroppa in panchina, ripartendo da un progetto tecnico orientato alla costruzione del gioco e alla ricerca di soluzioni offensive attraverso gli esterni. Un 3-5-2 con due punte rapide e strutturate fisicamente, un centrocampo dinamico, due esterni di gran corsa e capacità di riempire l’area. Una squadra con diverse novità rispetto all’anno passato, con giocatori chiamati a integrarsi rapidamente in un campionato dal ritmo e dall'intensità differenti rispetto alla Serie B, alla quale sono stati aggiunti innesti di qualità e maggiore esperienza nel corso dell’estate. Il primo scorcio di campionato ha mostrato un Venezia capace di mantenere il possesso e di sviluppare le proprie azioni attraverso il palleggio, ma anche vulnerabile quando perde il pallone e deve ricompattarsi. I dati delle prime giornate indicano un possesso medio del 57,1%, tra i più alti del campionato. Un numero che evidenzia la volontà di rimanere fedeli ai propri principi di gioco, che però non è stato accompagnato da concretezza sotto porta e solidità difensiva, con poca continuità nel finalizzare il controllo del pallone. Il cambio di guida tecnica ha rappresentato un passaggio importante per il percorso dei lagunari. Davide Nicola, nelle sue prime due uscite sulla panchina arancioneroverde, ha mantenuto il 3-5-2 con cui Stroppa aveva iniziato la stagione, cercando di migliorare le distanze tra i reparti, ridurre gli spazi concessi agli avversari e rendere più efficace la fase di non possesso.
L'INIZIO DI STAGIONE
I numeri delle prime otto giornate descrivono un Venezia in difficoltà sul piano dei risultati: 3 punti conquistati, 6 gol segnati e 17 subiti, con una differenza reti pari a -11. La squadra lagunare non è riuscita a trovare continuità e ha pagato soprattutto gli errori nella propria metà campo. Un'indicazione interessante, però, arriva dal dato degli expected goals: Il Venezia ha prodotto circa 1,7 XG a partita, mostrando una pericolosità e una capacità di arrivare alla conclusione superiore a quanto suggerirebbe il solo numero delle reti realizzate. La difficoltà è stata quindi anche quella di concretizzare le opportunità create, oltre a contenere quelle degli avversari. Sul fronte difensivo, il dato degli expected goals concessi — circa 2 a partita nel medesimo campione — evidenzia invece la quantità e la qualità delle occasioni lasciate alle squadre avversarie. Il Venezia non è però una squadra che rinuncia a giocare. La propensione al possesso e il ricorso ai cross mostrano la volontà di sviluppare la manovra e di cercare soluzioni offensive anche attraverso le corsie laterali. Nelle ultime tre partite della gestione Stroppa sono arrivate tre sconfitte contro Fiorentina, Lazio e Atalanta, ma le statistiche raccontano di una squadra propositiva e capace di creare diverse occasioni da gol: i lagunari hanno avuto il 63% del possesso palla contro i viola, il 67% a Bergamo, il 49% contro i biancocelesti, e nelle partite contro Lazio e Atalanta hanno tentato rispettivamente 16 e 18 conclusioni. Diverso, invece, il copione della partita contro il Napoli, la prima sotto la guida di Nicola, con una squadra più bassa e compatta che ha lasciato principalmente l’iniziativa agli ospiti (28% di possesso), per poi colpire con una ripartenza finalizzata da Adams. Nel match contro il Genoa, invece, i lagunari sono tornati a produrre gioco: 20 tiri tentati e il 58% di possesso palla non sono però bastati a evitare il settimo k.o. in otto partite stagionali, non riuscendo a trasformare in gol (1.77 il dato XG) le numerose occasioni create. Si è vista, però, la propulsione verticale alla ricerca delle combinazioni tra le due punte (Adams e Yeboah), oltre alla solita pericolosità degli esterni.
I GIOCATORI CHIAVE
Squadra rinnovata, con età media intorno ai 26 anni, in cui elementi di esperienza si mescolano a giovani di prospettiva, il Venezia può fare affidamento su giocatori di personalità e tecnica, soprattutto nel reparto avanzato. Tra i riferimenti offensivi degli arancioneroverdi spicca Akor Adams, attaccante nigeriano arrivato dal Siviglia e chiamato a offrire presenza fisica, profondità e capacità di finalizzazione. Ha realizzato due gol in campionato ed è il giocatore che ha tentato più conclusioni (29) nella rosa del Venezia. La sua capacità di attaccare l'area e di impegnare i difensori centrali lo rende un riferimento importante per la manovra offensiva. Il suo compagno di reparto è John Yeboah, giocatore offensivo dotato di velocità e qualità nell'uno contro uno. L'ecuadoriano può partire dalla fascia e accentrarsi, cercando di creare superiorità attraverso la conduzione o di attaccare la profondità. Nella scorsa stagione di Serie B aveva chiuso con 10 gol e altrettanti assist, confermandosi uno dei protagonisti della promozione. La sua capacità di cambiare ritmo può rappresentare una risorsa soprattutto nelle situazioni di transizione. Sulle corsie esterne, Antoine Hainaut offre dinamismo, corsa e sovrapposizioni. Il francese, che gioca a destra, è molto coinvolto nella produzione offensiva della squadra e può contribuire attraverso inserimenti e cross, diventando una soluzione aggiuntiva per raggiungere gli attaccanti in area, come dimostrano le due reti già realizzate in stagione. Sulla fascia opposta, invece, si sono alternati Haps e Correia, oltre al rientrante Mazzocchi. A centrocampo, con l’assenza di un leader come Gianluca Busio, il terzetto composto da Perez, Basic e Sohm offre dinamismo e qualità nel cercare verticalizzazioni, cercando di svolgere le due fasi accompagnando l’azione e facendo filtro davanti alla difesa. Il reparto arretrato può contare sull’esperienza di Juan Jesus, affiancata a profili più giovani come Halhal e Moreno (entrambi classe 2003), Schingtienne (2002) e Bella-Kotchap (2001). Tra i pali, invece, Filip Stanković è reduce da una prestazione di altissimo livello contro il Napoli, in cui è stato protagonista assoluto della vittoria del Venezia parando un rigore a Kevin De Bruyne.
L’Inter affronterà quindi un Venezia alla ricerca di maggiore stabilità e di punti: la squadra di Nicola, attualmente ultima a quota 3, cercherà di contare sulla spinta del proprio pubblico per mettere in difficoltà i campioni d’Italia, reduci dalla vittoria in rimonta contro la Fiorentina.