walter zenga inter palermo 2009

Walter - Il Ritorno



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— 3 ore fa
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Diciassette anni fa, il 29 ottobre 2009, Walter Zenga tornava a San Siro sulla panchina del Palermo, dando vita a un match spettacolare vinto 5-3 dall'Inter: riviviamolo nella puntata odierna di Internazionale Morning Club


Tornare dove sei stato felice non è mai facile. Specie se il sogno è dalla parte sbagliata. Walter Zenga è stato la storia dell’Inter, per qualità delle parate e attaccamento alla maglia. E il suo sogno è sempre stato allenarla. Non c’è mai arrivato, più per questioni di tempismo che non per il suo valore assoluto da allenatore. 

L’Uomo Ragno ha avuto una carriera in panchina poco lineare, sempre mettendosi in gioco: al conteggio attuale ha allenato in otto nazioni diverse. Il suo apice, senza dubbio, è stato quando allenava il Palermo. Il 28 ottobre del 2009, Palermo-Inter. Inter prima ma con la testa alla Champions: quattro giorni dopo si sarebbe giocato, a Kiev, un match cruciale. Qualche acciaccato, qualche indisponibile: niente Sneijder, niente Milito, niente Thiago Motta.  

La coppia d’attacco è inedita, Balotelli ed Eto’o. Potenziale esplosivo, ma due caratteri forti. Devono studiarsi.  

Cominciano al settimo minuto: Mario si conquista un calcio di rigore e vorrebbe tirarlo. La stella del Camerun è di un diverso avviso: ci sono delle gerarchie. Dopo Milito il rigorista sono io. I due discutono per qualche secondo, tanto che serve l’intervento di un mediatore. Non un senatore, ma un senatore a vita: Javier Zanetti decide. Il rigore lo calcia Samuel. 1-0. 

Balotelli a quel punto si mette in proprio e incanala le energie nel modo giusto: doppietta da rapace in area di rigore, due tocchi in area piccola. Il sigillo finale lo mette ancora Eto’o: Balotelli è scatenato, semina il panico tra i difensori palermitani poi gli lascia un pallone facile da appoggiare per il quattro a zero. Minuto quarantatré. La crisi diplomatica è ufficialmente ricomposta, Eto’o e Mario si abbracciano nell’esultanza. Finita? Lo sarebbe.

Quattro a zero all’intervallo è un no contest. 

Però. Walter Zenga sa che il suo Palermo è squadra con calciatori di lusso, e si gioca il tutto per tutto. Inserisce Abel Hernandez, un centravanti, per l’inconsistente Melinte. Il Palermo ora dalla cintola in su è schierato con Cavani, Pastore, Miccoli ed Hernandez. Quattro fenomeni o quasi.  

Al 4-1 di Miccoli il pubblico interista sbadiglia, al 4-2 di Hernandez inarca un sopracciglio, al 4-3 ancora di Miccoli serpeggia la paura. "Oh, ma che succede?" Serve Milito, con il solito assist di Maicon, per ristabilire le distanze. Il 5-3 non cambierà più ,e mentre sospira il pubblico di San Siro formula un pensiero, il solito. Walter Zenga non è cambiato, ne sa una più del diavolo.  

 

  

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