Wim - L'Ambientamento
Legends
— 3 ore faGli auguri di FC Internazionale Milano e della famiglia interista a Wim Jonk nel giorno del suo 60° compleanno nella puntata odierna di Internazionale Morning Club
In un mondo molto meno globalizzato di quello di oggi, c’era un incubo ricorrente quando una società comprava un grande giocatore: l’ambientamento. Imparare la lingua, avere almeno un compagno di squadra con cui passare del tempo. A volte lo si trova, a volte si fa prima a portarselo da casa. Non era raro vedere i calciatori comprati a grappoli dalla stessa squadra estera: Matthaus e Brehme dal Bayern Monaco, Bergkamp e Jonk dall’Ajax.
L’investimento era Dennis, talentuosissimo attaccante, terzo classificato al Pallone d’Oro del 1992. Si pensa di affiancargli un connazionale per facilitarne, appunto, l’ambientamento. Wim Jonk, centrocampista col vizio del gol. Il giorno della presentazione l’avvocato Prisco per una volta deroga al nerazzurro, e indossa festoso una sciarpa arancione. Dodici mesi prima si era chiusa l’era dei tre tedeschi, può cominciare ufficialmente quella dei due olandesi.
Si aspetta Bergkamp, intanto arriva Jonk. Prima partita in serie A, Inter-Reggiana. Dopo meno di un quarto d’ora staffilata dai trenta metri sotto la traversa e uno a zero. Non male come biglietto da visita per Jonk. Anzi, per El Gionc, come lo ribattezza l’allenatore, Osvaldo Bagnoli, milanese della Bovisa. L’Inter l’anno prima ha sfiorato una clamorosa rimonta scudetto, coi due olandesi vuole fare un salto di qualità. Che in effetti arriva, in Europa, con grandi partite, con proprio i due tulipani, come li chiamano i giornalisti, sugli scudi. L’Inter vince a Dortmund, uno a tre: doppietta fantastica di Jonk, che segna anche il gol della sicurezza in semifinale col Cagliari. La finale è doppia, contro il Salisburgo. L’Inter gioca l’andata tre giorni dopo essersi salvata matematicamente con il due a due contro la Roma. Già perché mentre in Coppa vola, in campionato l’Inter arranca. Bagnoli è stato esonerato a metà stagione, al suo posto c’è un uomo della società, Giampiero Marini, vecchia gloria interista. La prima gara di finale la decide Nicola Berti, con un guizzo dei suoi. Il ritorno a San Siro è una partita commovente con Zenga, all’ultima in nerazzurro, che para di tutto. Il gol della tranquillità lo segna Wim Jonk con un inserimento fantastico. Si può festeggiare.
Jonk rimane un altro anno, il tempo di entrare nella storia minima dei derby. Quindici aprile 1995, primo derby dell’era Moratti, l’Inter vince tre a uno. Il secondo gol lo segna proprio Wim, anzi Wilhelm, nome completo. Ovviamente, su assist di Bergkamp: i due parlavano la stessa lingua anche in campo. Non si era ambientato un granchè, Dennis, e si fece notare anche lui più in Coppa che in campionato.
Wim Jonk, sessant’anni proprio oggi, è nello staff tecnico dell’Olanda di Ronald Koeman.