INZAGHI: "NON C'È UNA RICETTA PER VINCERE. SERVIRÀ IL CUORE E NOI LO METTIAMO SEMPRE"

Le parole del tecnico nerazzurro dallo Stadio Olimpico di Roma alla vigilia della finale di Coppa Italia contro la Juventus

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Inzaghi: "Non c'è una ricetta per vincere. Servirà il cuore e noi lo mettiamo sempre" - ROMA, ITALY - MAY 10: Head Coach Simone Inzaghi of FC Internazionale and Samir Handanovic of FC Internazionale speaks with the media during the during the press conference to present the Final Coppa Italia match between FC Juventus v FC Internazionale Milan at Stadio Olimpico on May 10, 2022 in Rome, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images) || FC Internazionale Milano via Getty Images
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ROMA - Stadio Olimpico di Roma, è la vigilia della finale di Coppa Italia. L'Inter affronterà la Juventus mercoledì alle 21:00 nell'ultimo atto della coppa nazionale. La squadra nerazzurra, dopo l'ultima seduta di allenamento ad Appiano Gentile, è volata a Roma. Alla vigilia della sfida mister Simone Inzaghi, accompagnato dal capitano nerazzurro Samir Handanovic, ha risposto alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa di presentazione del match.

Che sensazioni prova prima di questa finale?
"Essere qui è motivo di grande orgoglio, è una partita importantissima. Per me non esistono ricette per vincere le finali. Serviranno corsa, determinazione e concentrazione. Dovremo dare il 120% per alzare il secondo trofeo stagionale".

Quanto è importante per lei questa settimana?
"Lo è per tutti, non solo per me. Assieme allo staff sappiamo quanta strada abbiamo fatto, da dove siamo partiti. Strada facendo siamo stati bravi a fare bene grazie alla squadra e ai ragazzi. Le aspettative sono cresciute. Il futuro è domani, dobbiamo cercare di vincere. Poi ci saranno le ultime giornate di campionato. Ripensando al giorno della presentazione, lo scorso 8 luglio, il lavoro fatto è stato enorme, e ben fatto. Quel giorno non mi sarei aspettato tutto questo".

Cosa si aspetta dalla squadra?
"I dettagli faranno la differenza. Conosciamo la Juventus, l'abbiamo affrontata tre volte quest'anno. Ci sarà tanta qualità in campo, dovremo essere bravi a gestire i momenti della partita".

Al suo primo anno sulla panchina dell'Inter ha fatto record di punti, vinto la Supercoppa, arrivato in finale di Coppa Italia, si sta giocando lo Scudetto. Però rischia di essere un percorso incompleto a causa delle ultime partite. Cosa ne pensa?
"Io devo tutto alla squadra, che mi ha sempre seguito. La stagione è stata grandissima. Siamo alla partita numero 50, per 7-8 mesi abbiamo fatto un grandissimo calcio, abbiamo lasciato dei punti per strada in un periodo di flessione ma se ripenso a come abbiamo giocato contro il Liverpool, a come siamo arrivati a questa finale... non posso dire nulla alla squadra".

Quanto è difficile concentrarsi solo sulla Coppa Italia, anziché sul campionato?
"Ne abbiamo parlato insieme. Probabilmente sarebbe stato meglio giocare la finale al termine della Serie A ma era stabilito così da inizio anno. Ho affrontato finali da giocatore e da allenatore, non è un problema giocare a ridosso con il campionato".

Qual è la ricetta per vincere?
"Non esiste. Dovremo fare una partita di attenzione, corsa, determinazione. Sappiamo chi abbiamo di fronte, i particolari saranno decisivi".

Non ci sono favoriti nelle finali, ma siete stati migliori della Juventus in stagione. Avete questa consapevolezza?
"Li abbiamo incontrati tre volte, tre partite diverse anche tatticamente. Mi aspetto una sfida molto aperta. Poi bisognerà interpretarla nel migliore dei modi e non bisognerà sbagliare. Sono gli episodi a decidere queste sfide".

Tante volte l'Inter ha reagito dopo essere andata in svantaggio. Che approccio si aspetta?
"Ogni partita è differente dalle altre, non c'è una scienza precisa. L'unica cosa che va messo in campo è il cuore e questa squadra ha dimostrato di mettercelo sempre. Su 49 partite ne abbiamo perse solo 6, e non sempre meritando di perdere".

Che emozioni prova a tornare nel suo stadio Olimpico?
"Qui all'Olimpico sono stato 21 anni. Conosco tutto e tutti, rivedrò tante persone che mi  hanno voluto bene. Mi hanno fatto stare bene. Ora sono davvero orgoglioso di essere l'allenatore dell'Inter, un Club grandissimo".

Come vi siete preparati?
"Bisogna avere fame. La Supercoppa l'abbiamo voluta a tutti i costi. In questi giorni abbiamo lavorato davvero bene".

Tutto il mondo collegato, i tifosi dell'Inter faranno un corteo e una super coreografia, anche assieme ai tifosi della Lazio. Che atmosfera si aspetta?
"Io ho allenato Lazio e Inter, sono tifoserie gemellate in grado di trascinare le proprie squadre. In casa e trasferta ci siamo sempre sentiti trascinati. Prendete Udine: era una partita complicata e ci hanno sostenuto con una forza incredibile".

Bastoni è totalmente recuperato? Che scelte farà?
"Le scelte sono tutte mirate solo alla finale di Coppa Italia. Ho tutti a disposizione tranne Vecino, che ha avuto un problema nell'ultimo allenamento. Ne avrà per 3-4 giorni e non sarà arruolabile. Bastoni è recuperato, ha fatto un allenamento e mezzo in gruppo. Andrà valutato anche domattina dopo il risveglio muscolare, i dubbi ci sono non solo per lui a livello di scelte. Decideremo dopo il piccolo allenamento di domattina".

L'importanza di Calhanoglu nella squadra?
"Ha fatto un'ottima stagione, si è ambientato subito. Ha fatto un salto di qualità enorme perché ha dato anche tantissima quantità, copre tanto campo. Lui ha voglia di lavorare, è molto positivo a livello di squadra".


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