Armando Picchi e la Coppa dei Campioni



Community

20 giu 2017
2 MIN DI LETTURA

La storia del capitano della "Grande Inter", leader di una squadra formidabile capace di vincere tutto e di portare i colori nerazzurri sul tetto del mondo


MILANO - "La prossima volta la alzo io". Ha le idee chiare Armando Picchi, capitano dell'Inter, mentre osserva sul televisore le immagini sgranate di Milan-Benfica. È il 1963, la partita è la finale di Coppa dei Campioni e il condottiero nerazzurro promette a uno dei suoi amici un trionfo inedito, che nella storia della sua società non era mai arrivato. L'aneddoto, raccontato sulle colonne di "La Repubblica", riassume la personalità di un uomo che ha contribuito a diffondere l'immagine di Milano nel mondo. Grazie alla "Grande Inter", un'autentica macchina da calcio, che per essere tale doveva avere un grande capitano.

Una figura speciale, irripetibile. La sua storia ha inizio nel gabbione dei "Bagni Fiume", a Livorno. Le acque del Tirreno sono poco distanti dal primo campetto assaggiato dai piedi di Armando Picchi, che impara a conoscere gli inconsueti rimbalzi del pallone su un piccolo rettangolo di cemento. Non immagina nemmeno che, un giorno, lo stadio della sua città avrebbe portato il suo nome. Livorno rimarrà sempre nel cuore di Picchi: lì debutta come calciatore e, anni dopo, anche come tecnico. Ruolo, quello di allenatore, in cui s'impone fin da subito. Gli viene naturale, perché la posizione che gli ha trovato in campo il "Mago" Helenio Herrera, quella di "battitore libero", lo ha portato a comprendere il gioco prima e meglio di chiunque altro.

Armando Picchi è stato questo, il precursore di un ruolo diventato fondamentale nel calcio - quello di colui che con il primo passaggio dà il via all'azione - ma soprattutto un leader fuori dall'ordinario. Tre scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali testimoniano la sua grandezza da calciatore. Accanto a quella c'era l'uomo, per cui giocare a pallone ai "Bagni Fiume" di Livorno, a "San Siro" o al "Prater" di Vienna non faceva troppa differenza. L'importante era avere un pallone e, un giorno, sollevare quella Coppa. E lui lo ha fatto, due volte.

Bruno Bottaro

Powered by


Versione IngleseChinese version
Community

Notizie correlate

Tutte le notizie
yuto nagatomo

Community

14 ore fa

Yuto - L'inchino


Altre notizie

Tutte le notizie
MILAN, ITALY - AUGUST 22: Francesco Pio Esposito of FC Internazionale celebrates with teammates after scoring his team's third goal during the Serie A match between FC Internazionale and AC Monza at Stadio Giuseppe Meazza on August 22, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

Squadra


  • Notizie
  • Squadre
  • Inter TV
  • Inter Online Store
  • Inter Official App
  • Inter Club
    • Diventa socio
    • Experience
    • Benefit
  • SOCIETÀ


Seleziona la lingua

Termini e condizioniPrivacyCookiesAccessibilità

Copyright © 1995 — 2026 F.C. Internazionale Milano P.IVA 04231750151