Coppa Italia, Inter - Cagliari 4 - 1: match review



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15 gen 2020
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Il successo permette ai nerazzurri di accedere ai quarti di finale


MILANO - Ventuno secondi nella maggior parte dei casi non sono sufficienti per completare banali operazioni. 21 secondi sono appena un paio di ticchettii di lancetta in più del record del mondo nei 200 metri di Usain Bolt. Un soffio, in pratica. Un tornado, a tutti gli effetti, quello che si è materializzato a San Siro. Tocco all'indietro, il fiuto dell'opportunità, la palla recuperata, l'esitazione in stile NBA, il sinistro nell'angolo. 21 secondi e Inter-Cagliari - ottavi di finale di Coppa Italia - era già sull'1-0. Merito di Romelu Lukaku, travolgente e trascinante: doppietta, 18 gol in stagione, una tendenza - come Lautaro - a siglare nei minuti iniziali del match. Mentalità, focus sugli avversari, concentrazione e determinazione. Tutte caratteristiche che hanno permesso all'Inter di vincere 4-1, mandando a segno anche Borja Valero e Ranocchia. Ai quarti, a San Siro, arriverà una tra Atalanta e Fiorentina.

È stato un match a senso unico, e non è solo il gol di Lukaku dopo 21 secondi a spiegare il dominio nerazzurro. I numeri ci aiutano a dipingere un match preso in mano dai nerazzurri al fischio d'inizio e condotto in porto con grande serietà e sicurezza fino al 90'. Otto tiri nello specchio contro l'unico del Cagliari (per i rossoblù un gol e un palo), 16 cross contro 7, un baricentro medio di 51,3 metri contro quello del Cagliari di 45,5, evidentemente più basso. L'Inter ha trovato per tutto il match, con grande dedizione, l'ampiezza necessaria a gestire la manovra. Cambi di gioco e aperture per i quinti di centrocampo, Lazaro e Dimarco, in costante proiezione offensiva: l'80% delle azioni offensive nerazzurre si sono sviluppate sulle corsie esterne, da dove sono nati il secondo e il terzo gol (due assist di Barella).

Ovviamente la prova di Romelu Lukaku, che ha bagnato il suo debutto in Coppa Italia con una doppietta (quinta marcatura multipla stagionale), non può non essere evidenziata. Due gol, quattro tiri totali, ma come sempre un numero elevatissimo di duelli ingaggiati con gli avversari. Autentiche sportellate: ben 15 duelli, come Godin per intenderci. A proposito: il numero 2 uruguaiano ha vinto oltre il 70% dei duelli, in un match di sapienza tattica e grinta nel quale ha recuperato ben 10 palloni.

Hanno funzionato tutti i meccanismi di squadra. Quelli degli esterni, come detto, con Lazaro e Dimarco molto sollecitati; quelli difensivi, con la solita enorme mole di palloni giocati da Skriniar (79 passaggi, con una precisione altissima, del 93%). Quelli del centrocampo, con Barella autore di due assist dalla destra, due cross precisi e velenosi all'interno di un match di enorme generosità (12,8 km percorsi).

Il coinvolgimento di squadra è stato determinante, e particolarmente bello è stato il fatto che abbiano trovato il gol sia Borja Valero - già a segno in campionato a Firenze - che Ranocchia, alla sua prima marcatura stagionale. Due esempi perfetti della coesione del gruppo Inter. Borja Valero non ha messo solo la firma con il gol, ma ha dimostrato grande gamba guadagnando 9 possessi e chiudendo il match con 42 passaggi nella metà campo avversaria e con percentuali di precisione dei passaggi vicina al 90%.

Il successo è stato blindato dal gol di testa di Ranocchia: primo gol stagionale, dodicesimo con l'Inter. Solido in fase difensiva, il centrale ha trovato di testa il 4-1. La chiusura migliore di un match dominato e che ci apre le porte per i quarti di finale di Coppa Italia.


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