Match review: Udinese - Inter 0 - 2



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3 feb 2020
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Decisiva la doppietta di Lukaku alla Dacia Arena


UDINE - C'era il rischio di restare impantanati. C'era il peso di tre pareggi consecutivi. C'era lo spettro del quarto pari di fila, dopo un primo tempo non proprio brillante e senza gol. Lo sforzo di squadra, gli aggiustamenti tattici, la capacità di concedere il meno possibile, la voglia di cercare la vittoria sempre, a ogni costo. L'Inter ha messo tutti questi ingredienti, li ha mixati, li ha riassemblati e li ha consegnati nelle mani, anzi nei piedi, nel sinistro, di Romelu Lukaku. E il belga non ha tradito. Ancora una volta, in trasferta, l'attaccante nerazzurro ha deciso il match. Come a Sassuolo e Bologna, anche a Udine c'è una pesante doppietta di Lukaku a segnare il territorio, a garantire i tre punti. Un colpo da biliardo in area, poi un rigore glaciale. Due colpi di sinistro che hanno spento le velleità di una Udinese tutta corsa e foga.

Non facile espugnare la Dacia Arena. Perché la squadra di Gotti basa il suo calcio su ripartenze a tutta velocità protette da una corazza spessa e fitta. Un piano tattico che nel primo tempo ha tenuto l'Inter insolitamente lontana dalla porta di Musso, ma che nella ripresa ha visto i padroni di casa lasciare campo al gioco nerazzurro, che a fine partita ha sommato un 57% di possesso palla, dato indicativo sul predominio territoriale.

L'efficenza di Lukaku. Il belga per larghi tratti, nella ripresa, ha letteralmente invitato i compagni ad appoggiarsi su di lui. Ha tirato tre volte in porta: col primo tiro ha fatto gol, facendo tunnel a Nuytinck e battendo Musso. Sul secondo si è visto respingere un destro sporco dal portiere dell'Udinese. Col terzo ha chiuso il match con il rigore del 2-0. Il feeling con le trasferte continua.

Ma il successo nerazzurro ha diverse firme, che vengono esaltate da alcuni dati statistici molto significativi. Sono quelli che descrivono le prove di Stefan de Vrij, Alessandro Bastoni, Matias Vecino e Ashley Young. Senza dimenticare che gli ingressi di Marcelo Brozovic e Alexis Sanchez hanno inciso in maniera profondissima sul risultato finale.

Partiamo da Bastoni, che purtroppo salterà la sfida con il Milan - diffidato, è stato ammonito. Il difensore è stato un vero play aggiunto: ha fatto nascere la maggior parte delle azioni nerazzurre, realizzando 89 passaggi riusciti sui 99 tentati, numeri da primato nel match, da aggiungere ai ben 10 possessi di palla guadagnati. La sua prova ha fatto da contorno alla consueta prestazione da professore di Stefan de Vrij: quattro respinte, 1 intercetto, una quantità di anticipi e letture da campione che hanno stoppato le iniziative dei padroni di casa.

Ma la partita è stata influenzata in maniera netta da Matias Vecino, che ha bissato l'ottima prova con la Fiorentina mettendo in campo sostanza, inserimenti e intelligenza tattica. L'uruguaiano ha corso oltre 13 chilometri, distribuendoli con saggezza. La sua precisione nei passaggi è stata altissima (oltre il 95%), ma soprattutto è stato l'uomo più pericoloso, con cinque tiri tentati e almeno due gol sfiorati di un soffio. L'ingresso di Brozovic, poi, ha dato freschezza e geometrie alla manovra, propiziando il gol del vantaggio, scaturito grazie ad una bellissima invenzione di Barella (che con 45 palloni giocati nella metà campo avversaria è stato un altro motore del gioco interista).

Ashley Young, infine: l'inglese ha giocato il solito match di sostanza ed esperienza. Ha salvato un paio di situazioni difensive davvero complicate, respingendo anche i tiro a botta sicura di Larsen. Una solidità importante, che gli ha fatto vincere il 100% dei duelli ingaggiati, guadagnare 5 possessi, correre per oltre 11 km e dando dimostrazione di essere già entrato negli schemi di squadra.

Avanti così, avanti verso il #DerbyMilano! 


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