Antonio – Il Fosforo
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— 1 ora faNel giorno del suo 60° compleanno Antonio Manicone è il protagonista della nuova puntata di Internazionale Morning Club
Centromediano metodista, lo definivano le cronache dei primordi del calcio.
Regista, lo si chiamava negli anni ottanta-novanta. Playmaker, prendendo in prestito la parola dalla pallacanestro. Quarterback, dal football americano. Comunque lo chiamiamo, sappiamo di cosa stiamo parlando: del giocatore chiave di una squadra. Quello che sta davanti alla difesa, a cui dare il pallone ad ogni azione, che detta i tempi della squadra. Calhanoglu, certo. Brozovic. Thiago Motta. Veron. Matteoli. Manicone? Chi?? Proprio lui: Antonio Manicone
Estate 1992. Calciomercato Inter: Gigi De Agostini, Totò Schillaci, Ruben Sosa, Darko Pancev Matthias Sammer, Igor Shalimov. Neanche male, come mercato, il problema è che il Milan sembra di un altro pianeta, è arrivato diciannove punti avanti lo scorso campionato ed ha appena comprato, oltre a Boban, Savicevic, etc etc., il pallone d’oro in carica, Jean Pierre Papin, per fargli una. In panchina c’è Osvaldo Bagnoli: milanese, pragmatico, fin troppo sincero in conferenze e interviste. C’è un problema Sammer: il tedesco fa gol, è vero, ma non si è integrato, non fa girare la squadra, sembra più una mezzala di inserimento che un centrocampista di fosforo. A novembre chiede e ottiene di tornare in Germania, al Borussia Dortmund. Per sostituirlo, il lampo di genio: l’Udinese ha un regista che sta facendo benissimo. Ha ventisei anni, ha giocato fino all'anno prima in B, con le maglie di Palermo, Foggia e appunto Udinese. Ma nella Serie A si trova se possibile ancora meglio: la sua qualità si esalta e i compagni addomesticano e rincorrono i suoi lanci geniali ancora meglio. Con Manicone in cabina di regia, l’Inter svolta: venti partite, undici vittorie, otto pari e una sola sconfitta, alla penultima giornata. Il sogno di rincorsa sul Milan si era già infranto sul pareggio di Gullit nel derby, la squadra comunque ha fatto una stagione incredibile finendo al secondo posto. L’anno successivo in campionato è durissima, ma in Coppa l’Inter sogna, vincendo la Uefa. Il momento più difficile è col Borussia Dortmund a San Siro. L’Inter ha vinto tre a uno l’andata in Germania ma al ritorno è bloccata. 0-1, gol di Zorc, il capitano dei tedeschi. 0-2, segna Lars Ricken, diciassettenne. Ne risentiremo parlare. Poi traversa del Borussia Dortmund. Sarebbe il gol che elimina l’Inter, il tiro è, neanche a farlo apposta, di Matthias Sammer. Ribaltamentro di fronte, geniale palla in verticale di Bergkamp, un interista si lancia in profondità e segna con un destro a beffare il portiere in uscita. È Antonio Manicone, sessant’anni proprio oggi. Il fosforo, quando serve.