La terza rimonta e il ricordo di Sandro: Roma - Inter in cinque momenti
Squadra
— adessoPer la terza partita di fila in campionato la squadra di Chivu recupera due gol di svantaggio e rimane imbattuta in campionato: i cinque momenti fondamentali di Roma-Inter
Una partita piena di emozioni, azioni e colpi di scena: non è facile provare a spiegare ordinatamente cos'è stata Roma-Inter. Una vera e propria centrifuga, che ha appassionato i tifosi delle due squadre e in generale tutti gli amanti del calcio: la partita dell'Olimpico è stata una bellissima dimostrazione di qualità e intensità tra due formazioni di grande livello. Un match che si è giocato in apnea, a ritmi elevati, senza una pausa: risaliamo insieme sull'ottovolante di Roma-Inter provando a individuare in cinque momenti fondamentali nel sabato sera nerazzurro.
SANDRO PER SEMPRE
Non era una giornata facile per l'Inter e i suoi tifosi: la scomparsa di Sandro Mazzola, bandiera e simbolo del Club, ha scosso gli animi di tutti. Chi l'ha visto giocare si perdeva nei ricordi, chi l'ha solo sentito raccontare ha partecipato commosso a qualcosa di più grande, che risiede nei valori e nella memoria dell'Inter, che uniscono tutti noi nella passione nerazzurra. Il lutto al braccio dei giocatori di Chivu, il minuto di silenzio prima del fischio d'inizio, gli striscioni e i cori, interviste e testimonianze prima e dopo la partita: tutto ci ricordava Mazzola all'Olimpico, in quello stadio dove nel 1968 era diventato Campione d'Europa con l'Italia. Non c'è silenzio nei 60 secondi intorno al centro del campo: c'è il lungo applauso di tutto il pubblico, c'è l'amore che avvolge l'immagine di Sandro proiettata sul maxischermo, con un sorriso a segnare l'espressione sotto i suoi immancabili baffi.
GOL MADE IN THU-LA
Dopo un primo tempo da dimenticare, chiuso dall'Inter in svantaggio per 2-0, i nerazzurri rientrano in campo con grande foga nella ripresa. C'è voglia di cambiare ancora una volta il finale, c'è voglia di dimostrare il proprio valore in casa di una delle avversarie più forti del campionato. Servono 51 secondi all'Inter per rimettersi in partita e i trascinatori sono due: Marcus Thuram e Lautaro Martinez. La Thu-La fabbrica il primo gol nerazzurro fin dagli albori dell'azione offensiva: è il francese a sradicare palla dai piedi di Mancini, è l'argentino a scappare palla al piede in campo aperto. Nessun altro tocca il pallone, solo i due attaccanti dell'Inter: il Toro apre sulla sinistra per Tikus, che di prima restituisce al capitano. Lautaro si infila in area tagliando verso il centro: un movimento che tutti i tifosi dell'Inter conoscono bene. Il tiro di sinistro è un po' sporco, quasi schiacciato verso terra: la direzione però è precisissima. Un colpo da biliardo che finisce a lambire il palo lontano e si rivela imprendibile per Svilar: il Toro esulta ma non perde un attimo, torna subito verso il centro del campo, dove ringrazia Thuram per l'assist. Bisogna ancora finire il lavoro.
LA PARATA DI PEPO
L'Inter ha riaperto la partita e spinge con forza nella metà campo giallorossa, ma la Roma non rinuncia a farsi vedere in attacco. La squadra di Gasperini prova a sfruttare ogni spazio lasciato libero dalla formazione nerazzurra, anche se non con la stessa energia inesauribile vista nel primo tempo. Gli attacchi sugli esterni portano anche ad alcune situazioni da calcio piazzato, dove la Roma prova a rendersi pericolosa. Al minuto 68 arriva la più clamorosa: angolo di Dybala, Malen stoppa palla in area, si gira in una frazione di secondo e calcia forte con il sinistro verso la porta. Martinez fa quello che un portiere deve fare in queste situazioni: esce verso l'attaccante, si allarga il più possibile per coprire lo specchio della porta all'olandese. Il tiro finisce direttamente sulla faccia di Pepo, che salva l'Inter e nega il 3-1 alla Roma. C'è un po' di fortuna, ma rimane la grande abilità del portiere spagnolo, che fa tutto ciò che può per impedire il gol di Malen.
L'INCREDIBILE MINUTO 79
Il cuore della partita, il minuto che riassume tutto ciò che si è visto nella gara dell'Olimpico: l'intensità, l'energia, la voglia di lasciare un segno importante. Calcio d'angolo di Barella, Thuram colpisce di testa e Svilar risponde con un miracolo: sul pallone a mezz'aria arriva come un treno Lautaro, che di testa colpisce la traversa. Incredibile che l'Inter non sia riuscita a segnare, ma l'azione non è finita: il pallone arriva a Barella che appoggia all'indietro per Luis Henrique. Il brasiliano trova un corridoio per Carlos Augusto: cross basso a centro area, Lautaro sfiora ma arriva Bisseck che anticipa sia Hermoso sia Rensch, allungando di nuovo per il Toro. Il capitano stoppa di coscia e scarica un destro potente verso il secondo palo: Svilar sfiora di nuovo, ma non può fare nulla. Finisce con Lautaro che grida forte, di corsa verso i suoi tifosi, abbracciato da Pio Esposito. All'Olimpico non c'è la balaustra come a San Siro, ma le emozioni sono molto simili.
IL RIPIEGAMENTO DI DIOUF
L'ultimo momento che vogliamo sottolineare della partita dell'Olimpico accade nel recupero della gara. Siamo nel secondo dei tre minuti di recupero: il risultato è in parità, ma c'è comunque la sensazione che in questa partita senza respiro possa ancora accadere qualcosa. Dybala avanza sulla destra, seguito da Carlos Augusto e Luis Henrique. L'argentino trova una giocata che potrebbe rivelarsi decisiva: cambia gioco andando sulla fascia opposta, dove staziona Rensch. L'olandese potrebbe stoppare e avere campo libero verso l'area nerazzurra: non ha però fatto i conti con Andy Diouf, che dopo 90' di corsa rientra un'ultima volta con tutte le sue forze residue. Il francese si approfitta del controllo difettoso di Rensch e fa suo il pallone, spegnendo quella che di fatto poteva essere l'ultima occasione per la Roma. L'Inter ha rimontato una partita complicata contro un avversario forte, non ha mai rinunciato a provare a vincerla: allo stesso tempo però si è sempre rifiutata di perderla, anche nell'ultimo ripiegamento di Diouf.