MADRID, SPAIN - SEPTEMBER 07: Head Coach Cristian Chivu of FC Internazionale attends during the FC Internazionale press conference ahead of UEFA Champions League Phase between Real Madrid and FC Internazionale at Estadio Santiago Bernabeu on September 07, 2026 in Madrid, Spain. (Photo by Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images)

Chivu: "Coraggio, personalità e voglia di essere dominanti: giocare qui è bellissimo"



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Le parole del tecnico nerazzurro nella conferenza stampa alla vigilia di Real Madrid-Inter, prima partita della Champions League 2026/27


Vigilia di Real Madrid-Inter, prima giornata della Fase Campionato della UEFA Champions League 2026/27. Una partita affascinante, tra due grandi squadre del calcio europeo, una vera e propria classica: in vista della sfida il tecnico nerazzurro Cristian Chivu ha presentato il match in conferenza stampa, direttamente dallo stadio Bernabéu, teatro della gara prevista martedì 8 settembre:

Sedici anni fa avete scritto una pagina di leggenda dell'Inter in questo stadio. Cosa rimane di questa storia e cosa ti piacerebbe vedere di quel gruppo nella tua Inter? "Abbiamo l'obbligo di scrivere pagine importanti per la storia della Società, negli ultimi anni direi che il nome di questa Società è arrivato in alto, come i suoi standard: abbiamo l'obbligo di continuare. Le mie emozioni in questo stadio? Il Bernabéu è rinnovato e ancora più bello, ma lo era già prima per tradizione e storia. Ci fa piacere a tutti poter giocare una partita di Champions in questo stadio, che ora è ancora più moderno. Per me José è una persona speciale che ho avuto la fortuna di incontrare, mi ha dato una mano importante in un momento delicato della mia vita, non me lo scorderò mai. Con lui ho condiviso tanti bei momenti". Quanto c'è di Mourinho nella tua idea di calcio? "Non ho mai copiato qualcuno e non ho mai sprecato tempo a cercare di copiare; ho una mia idea di calcio costruita nei miei anni da giocatore e nei sei anni di settore giovanile, dove ho sperimentato cose che mi sono servite in questi anni, da quando ho iniziato l'avventura con una prima squadra". Come si fa a essere dominanti al Bernabéu? "Noi siamo consapevoli che giocare qui non è semplice per nessuno: sono 60 anni che l'Inter non vince qui. Storicamente tante squadre hanno fatto fatica qui, noi non vogliamo snaturarci e vogliamo avere coraggio e personalità per essere competitivi con la voglia di essere dominanti. Non esiste un modo perfetto per affrontare il Real Madrid, che ha giocatori che fanno la differenza a prescindere dal piano gara". È arrivato il momento di Jones e Stones? "Per me non è importante chi è titolare, ma tutti i 16 che daranno il proprio contributo nella partita. Abbiamo la testimonianza di queste tre giornate di campionato: nella prima qualche cambio ha spostato in positivo, così come a Cagliari e contro il Napoli. Chi subentra dà energia e qualità se hai una rosa competitiva, domani si vedrà con le mie scelte". L'anno scorso il girone partiva con squadre più normali e poi tutte le teste di serie: che effetto fa partire con il Real Madrid dopo soli due giorni di pausa? "Io avrei scelto magari un giorno in più di riposo dopo una partita estenuante e bellissima come sabato, ma il calendario è questo e dobbiamo abituarci. Non fa differenza, è un mini girone e abbiamo capito tutti i punti che si devono fare per finire tra le prime 8, anche quelli per fare i playoff che sono insidiosi: in Champions la vittoria non è mai scontata". Non vi state nascondendo in Italia: in Europa quali sono le ambizioni? "Noi abbiamo le idee e per merito siamo arrivati dove siamo, con la competenza di una Società, di direttori sportivi e giocatori che si sono calati in una realtà importante, da otto anni a questa parte fanno vedere cose importanti con una finale di Europa League, due di Champions e tanti titoli nazionali. Siamo in una situazione in cui molti pensano che ce la possiamo fare, ma la Champions è bastarda: bisogna avere un po' di fortuna e superare determinati momenti. Noi vogliamo solo essere competitivi e rimanere all'altezza della competizione e di quello che questa Società ha fatto negli ultimi anni". Che differenza c'è tra l'Inter del 2010 e quella attuale? "Io non paragono mai le generazioni, sono passati 16 anni e il Mondo e il calcio sono cambiati. Quella era una squadra che ha scritto una pagina di storia importante, ma questa squadra ha fatto delle cose belle: sono grandi uomini e giocatori che danno il massimo per scrivere una storia altrettanto importante. Hanno perso delle finali, hanno vinto tanto ma non è mai scontato arrivare a quel livello: non si fanno paragoni, ogni squadra vive in un determinato tempo". L'anno scorso avete iniziato con 4 vittorie ma avete fatto i playoff: servono cinque vittorie? "Secondo me servono 16 punti, 15 non bastano e neanche 16 sono una certezza. Noi vogliamo fare il nostro meglio prendendo partita per partita, a partire da domani sera". Il Real arriva da due anni confusi: vede in questa squadra il segno di José? presto, a inizio stagione non è mai semplice per nessuno, con allenatore e giocatori nuovi che devono capire cos'è il Real Madrid che è veramente tanta roba, la pressione qui non è mai semplice. Hanno iniziato bene in campionato, nell'ultima partita non meritavano di perdere: a volte fai del tuo meglio e non basta, ma questo Club ha storia e tradizione, con un allenatore che sa cosa c'è bisogno di fare e giocatori internazionalmente importanti". Cosa le ha insegnato Mourinho? "José è bravo a calarsi subito nella realtà della Società che rappresenta trasmettendo la sua mentalità. è un vincente, senza dubbio: in pochi al mondo sono come lui, qui nella sua prima esperienza ha fatto vedere ovunque cosa significa, sono convinto che il Real Madrid farà una grande stagione".


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