Inter Campione d'Italia: è lo Scudetto numero 21
Squadra
— 53 minuti faGridare, abbracciarsi, piangere, vincere. Sono le parole di questa notte nerazzurra, di questo popolo che non ha mai smesso di credere, di amare. Campioni d'Italia, ventunesima volta. San Siro tracima di rumore e di emozione. Le strade di Milano si riempiono, piazza Duomo diventa un mare nerazzurro. Gli interisti di tutto il mondo — quelli vicini e quelli lontanissimi — si commuovono e si abbracciano, perché non conta la distanza, conta l'amore, e la possibilità di condividerlo.
Ci cuciamo lo Scudetto numero 21, un tricolore cercato con ostinazione, voluto con tutto, arrivato due anni dopo la Seconda Stella. Non scontato, mai.
Siamo partiti da lontano. Tutti. Gli Stati Uniti come prima tappa, un oceano tra noi e quello che era stato. Poi colpo su colpo, partita dopo partita, eccoci qui — di nuovo in cima, di nuovo a gridare, di nuovo campioni.
Cristian Chivu: una testa rotta sul campo per l'Inter, il Triplete, mille battaglie in nerazzurro. Chiaro fin da subito: metabolizzare, non dimenticare, ritrovare le energie fisiche e mentali per ricominciare. Normalità, quella dell'Inter: lottare per vincere. Un pezzo per volta, con l'aiuto di tifosi che non hanno mai mollato.
Dal 5-0 al Torino alla prima giornata — un segnale, un abbraccio collettivo: ci siamo, si va insieme. Con lavoro e serietà, con forza e brillantezza, con sudore e un pizzico di follia. Notti facili e notti amare, un filotto di vittorie a metà stagione, poi lo sprint in un aprile esaltante, unico. Un solco tra noi e gli altri, impossibile da colmare.
Capitan Lautaro Martinez: trascinatore, cuore, anima. La fascia al braccio non è un dettaglio, è una responsabilità che ha fatto sua fin dal primo giorno. Segna quando conta, trascina quando serve, non si nasconde mai.
Tutti hanno dato il proprio contributo. C'è chi questa maglia la conosce da anni e sa esattamente cosa pesa, chi è arrivato e ha capito subito, chi festeggia il primo Scudetto in nerazzurro, chi il primo in assoluto, chi il terzo. Un gruppo fatto di storie diverse, tenuto insieme da una sola direzione. Così nasce una corsa senza freni, fatta di gol, di spettacolo, di abbracci infiniti.
Lo Scudetto è di nuovo nostro. Brillerà sulle nostre maglie, come la stella che non smette di splendere. Ma prima che venga cucito, spazio alla festa. È quella di un popolo che non molla, che non smette di amare — e che stasera canta ancora, come sempre, sognando di nuovo il tricolore.
Forza Inter. Sempre.