L’analisi dell’avversario: il Parma
Squadra
— adessoI gialloblù di Gilardino saranno gli avversari dell’Inter nella sesta giornata di campionato
Dopo tre lunghe settimane di sosta per gli impegni delle Nazionali l’Inter si prepara a tornare in campo in Serie A: il 10 ottobre i nerazzurri ospiteranno il Parma a San Siro nel match valido per la sesta giornata di campionato, con il fischio d’inizio in programma alle 18:00. Il Meazza si appresta a riabbracciare la squadra di Chivu nella sfida contro i gialloblù, che si presentano all’appuntamento con quattro punti conquistati in cinque partite, frutto di una vittoria, un pareggio e tre sconfitte. Un Parma che nella scorsa stagione ha conquistato la salvezza con diverse giornate di anticipo, chiudendo il campionato al tredicesimo posto con 45 punti, ma che ha cambiato guida tecnica durante la sosta, con Alberto Gilardino che ha preso il posto di Carlos Cuesta alla guida della squadra.
MODULO E STILE DI GIOCO
In poco più di una stagione, Cuesta aveva dato al Parma l’impronta di una squadra dalla solida organizzazione difensiva, cucendo un modulo ibrido tra il 3-5-2 e il 3-4-2-1 che si trasformava in un 5-4-1 in fase di non possesso, sfruttando la fisicità e l’aggressività dei propri giocatori nella metà campo difensiva. Un blocco medio-basso capace di chiudere molto bene spazi e linee di passaggio per poi colpire in ripartenza. La nuova stagione, però, ha portato diverse novità: il mercato estivo ha tolto a Cuesta tre giocatori di peso come Suzuki, Circati e Pellegrino, così il tecnico spagnolo ha provato a ridisegnare l’assetto tattico della squadra, passando alla difesa a quattro nelle prime due partite di campionato contro Cagliari e Juventus, per poi tornare al 3-4-2-1 nelle tre uscite successive con Monza, Como e Genoa.
L’arrivo di Gilardino, in questo senso, può permettere ai gialloblù di continuare a lavorare seguendo una continuità di modulo: nelle sue ultime esperienze in Serie A sulla panchina del Pisa e del Genoa, Gilardino aveva impostato la squadra partendo dalla difesa a 3, provando a costruire il gioco con i due mediani che si abbassavano sulla linea difensiva, i braccetti che si allargavano e i quinti di centrocampo alti a occupare l’ampiezza. Davanti, invece, ha giocato frequentemente affiancando una punta mobile e una più forte fisicamente, capace di attaccare l’area: Gudmundsson e Retegui nel Genoa, Nzola e Moreo nel Pisa.
Il tecnico biellese, però, ha provato un 4-3-2-1 nell’amichevole giocata dal Parma contro la Virtus Entella il 2 ottobre, durante la sosta per le Nazionali: la linea a quattro era composta da Konaté, Diego Carlos, Ndiaye e Carboni, a centrocampo sono stati schierati Cremaschi, Ordonez e Fabbian, mentre Valeri e Fabbian hanno agito alle spalle di Romero, autore del gol del vantaggio gialloblù (la sfida poi terminata 1-1). Un primo assaggio del Parma di Gilardino, più elastico e meno legato al modulo di partenza. Se la struttura, però, può restare simile a quella di Cuesta, si potrebbero vedere delle novità nella fase di costruzione di gioco. I dati dei gialloblù in questo inizio di stagione raccontano di un modo di stare in campo simile a quello della scorsa stagione: 42,6% come percentuale media di possesso palla, 8,2 tiri tentati a partita contro i 18,2 subiti in media, quattro gol fatti in cinque partite. Gilardino potrebbe intervenire modificando l’approccio offensivo alla ricerca di un maggior controllo del pallone, con l’utilizzo degli esterni di fascia in fase di possesso e costruzione, un aumento dell’attacco alla profondità, l’utilizzo di giocatori veloci e abili nell’uno contro uno dietro la punta, con le mezzali pronte a inserirsi.
L'INIZIO DI CAMPIONATO
La stagione del Parma è iniziata con due sconfitte contro Cagliari e Juventus, partite perse senza riuscire a trovare la via della rete. Nella terza giornata è arrivato il primo pareggio stagionale grazie all’1-1 interno contro il Monza, poi è arrivato un altro k.o. a Como (2-1) seguito dalla prima vittoria di questo campionato. Il 2-1 ottenuto al Tardini contro il Genoa porta le firme di Romero e Almqvist, che hanno permesso ai gialloblù di conquistare tre punti con grande cinismo: 0.32 gli Expected Goals nella partita, 2 conclusioni verso la porta, 2 gol, 7 tocchi nell’area avversaria contro i 19 dei rossoblù.
I due gol del Parma sono arrivati con due azioni in verticale, costruite e finalizzate con gran rapidità: il vantaggio di Romero è arrivato grazie a tre tocchi in verticale, dalla difesa all’attacco, con l’attaccante argentino che ha trovato una gran giocata in dribbling sulla trequarti prima di concludere dal limite dell’area con il destro. Il gol della vittoria è stato realizzato da Almqvist al minuto 80, ancora frutto di una giocata in verticale, con lo svedese che è riuscito ad andare via in velocità per poi concludere a rete.
La verticalità di Cuesta, improvvisa nel ribaltare il fronte dopo la riconquista del pallone, è stata il manifesto dello stile di gioco del Parma: una squadra che preferisce lasciare il controllo del pallone agli avversari per cercare di colpire rapidamente sfruttando ripartenze e l’abilità nelle palle inattive. Gilardino ha avuto due settimane di tempo, durante la pausa, per provare a costruire la nuova identità della sua squadra, dovendo fare a meno di sei giocatori convocati dalle rispettive Nazionali durante la sosta: Mandela Keita (Belgio), Vincent Sierro e Sascha Britschgi (Svizzera), Giovanni Daffara (Italia U21), Dominik Drobnič (Slovenia U21), Simone Lontani (Italia U19).
I GIOCATORI CHIAVE
Gilardino eredita da Cuesta una squadra con diversi giovani di prospettiva e uomini di esperienza, elementi chiave del gioco e della solidità dei gialloblù. La difesa si poggia sulla fisicità di Mariano Troilo e Kevin Carlos, centrali forti, strutturati e abili nel gioco aereo, mentre sulle fasce agiscono il capitano Delprato a destra e Valeri a sinistra: due giocatori duttili, di corsa e inserimento offensivo, ma sempre presenti in fase di ripiegamento, pronti ad abbassarsi per formare una linea difensiva a cinque.
Delprato, in particolare, è in grado di agire anche come braccetto di destra, con Britschgi impiegato nella linea di centrocampo. Le chiavi del centrocampo sono in mano a Mandela Keita, giocatore che abbina qualità e quantità, capace di recuperare il pallone e fare da diga davanti alla difesa, mentre giocatori come Fabbian e Bernabé sono incaricati di attaccare gli spazi agendo da mezzali. Sulla trequarti, invece, Gilardino ha a disposizione la fisicità e l’uno contro uno di El Bilal Touré e il talento di Simone Lontani, seconda punta classe 2008 autore di tre gol in stagione (uno in Serie A contro il Monza, due in Coppa Italia contro il Catania). Nel ruolo di prima punta si sta ritagliando uno spazio importante David Romero, attaccante argentino arrivato in estate dal Tigre, reduce da due gol consecutivi contro Como e Parma: un finalizzatore che cerca spesso la porta, abile nel movimento senza palla e nello smarcamento in area. Con lui si gioca il posto Nesta Elphege, profilo più fisico che può agire anche da seconda punta.
A San Siro, dunque, arriverà un Parma nuovo, guidato da un Alberto Gilardino che torna ad allenare in Serie A dopo l’esperienza con il Pisa nella scorsa stagione. I gialloblù cercheranno di dare continuità alla vittoria conquistata contro il Genoa per iniziare nel migliore dei modi un nuovo capitolo, mentre l’Inter inaugura un ciclo di partite impegnative e ravvicinate che la vedranno protagonista in Serie A e in Champions League.