COMO, ITALY - SEPTEMBER 03: Yann Aurel Bisseck of FC Internazionale in action during the FC Internazionale training session at Inter Training Center - In memory of Angelo Moratti at Appiano Gentile on September 03, 2026 in Como, Italy. (Photo by Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images)

L'analisi dell'avversario: l'Udinese



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I bianconeri di Runjaić saranno gli avversari dell'Inter nella quarta giornata di campionato


Dopo l’esordio in Champions League, l’Inter torna subito a pensare al campionato: nella quarta giornata di Serie A i nerazzurri ospiteranno l’Udinese a San Siro lunedì 14 settembre alle ore 20:45. Il match contro i bianconeri rappresenta la prima occasione per mettersi alle spalle la sconfitta del Bernabéu e dare continuità ai tre successi su tre conquistati nelle prime tre giornate con Monza, Cagliari e Napoli. L’Inter troverà un’Udinese che ha iniziato la stagione in modo positivo, pur reduce dalla rimonta interna subita contro la Lazio, dopo il pareggio con il Como all’esordio e la vittoria ottenuta a Monza: i friulani hanno un’identità consolidata dopo le due annate sotto la guida di Kosta Runjaić, che ha iniziato col piede giusto la sua terza stagione sulla panchina bianconera.

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Runjaić ha confermato il modulo e l’impronta tattica che hanno consentito all’Udinese di vivere due campionati in crescita conclusi al dodicesimo e al decimo posto, con 50 punti conquistati nel 2025/26. L’allenatore tedesco ha costruito la sua squadra su un 3-4-2-1 capace di esaltare la fisicità dei suoi interpreti, la grande gamba degli esterni e la potenza del suo riferimento offensivo, Keinan Davis. Uno dei principali punti di forza dell’Udinese è la capacità di giocare in verticale, soprattutto quando riesce a trovare direttamente Davis e metterlo nelle condizioni di lavorare spalle alla porta per giocare di sponda. La coppia di trequartisti alle sue spalle ha il compito di accompagnare l’azione mentre i due esterni attaccano gli spazi: in questo modo i bianconeri riescono a creare azioni in cui si trovano rapidamente in superiorità numerica sulla trequarti avversaria.

I gol realizzati contro Como e Lazio sono esempi perfetti di questo tipo di situazioni: nella prima giornata contro i lariani, il passaggio che rompe le linee arriva da Abankwah, Gueye gioca di sponda per Ekkelenkamp, che con un filtrante manda a segnare Kamara. Nella partita contro la Lazio, invece, l’azione parte dalla destra con Vojvoda a trovare la linea diretta su Davis, che di prima premia l’inserimento di Karlström. In entrambi i casi, i friulani sono andati in porta con tre tocchi.

Un altro elemento chiave che l’Udinese ha messo in mostra in questo inizio di stagione è la pericolosità sulle palle inattive, grazie a giocatori forti fisicamente e molto strutturati, e la volontà di calciare dalla distanza. Due situazioni di questo tipo hanno portato a due delle tre reti realizzate contro il Monza: palla respinta su azione di corner e conclusione da fuori di Kamara prima ed Ekkelenkamp poi.

L'INIZIO DI CAMPIONATO

Con quattro punti ottenuti nelle prime tre giornate, l’Udinese arriva alla sfida con l’Inter occupando il decimo posto in classifica, frutto di un pareggio, una vittoria e una sconfitta, cinque gol segnati e cinque subiti. Le tre gare giocate dai bianconeri hanno avuto, in un certo senso, un canovaccio simile, mostrando i principali pregi e difetti della squadra di Runjaić. I friulani sono sempre riusciti a sbloccare il punteggio sfruttando il consolidato attacco in verticale contro Como e Lazio, il recupero alto e l’occupazione dell’area con diversi uomini contro il Monza, ma in tutte e tre le partite l’Udinese si è fatta rimontare, calando di intensità nella seconda parte di gara. Nella prima giornata il Como è andato vicinissimo a ribaltare il risultato nel finale, nella seconda il Monza si era pericolosamente riavvicinato, nella terza la Lazio ci è riuscita.

Un aspetto che ha portato diverse difficoltà all’Udinese in questo primo scorcio di stagione è l’occupazione degli spazi nella propria area e, in alcuni casi, un errato posizionamento in marcatura, soprattutto sui calci piazzati. Il Como ha pareggiato la partita su azione di corner, con Chalobah che ha staccato in mezzo all’area e Douvikas lasciato solo sulla respinta, mentre nel finale ha sfiorato il vantaggio ancora su calcio d’angolo, con la traversa colpita da Ramon. Il Monza ha segnato due gol sfruttando errori di posizionamento della linea difensiva, trovando in entrambi i casi due uomini liberi al centro dell’area, e lo stesso ha fatto la Lazio con gli inserimenti di Frattesi e Gudmundsson.

I GIOCATORI CHIAVE

L’Udinese si presenta a San Siro con assenze importanti, visti gli infortuni di Zaniolo e Piotrowski e l’incertezza sul recupero di Solet, ma può contare sul perno che regge sulle sue spalle il peso della fase offensiva friulana: dalla potenza fisica di Keinan Davis passa gran parte della produzione in attacco della squadra di Runjaić, grazie alla sua capacità di difendere palla e giocare di sponda, alla quale aggiunge una dimensione di profondità grazie alla sua velocità in allungo. Alle sue spalle, il tecnico tedesco può contare su due coppie di mediani e trequartisti intercambiabili, capaci di giocare il pallone, inserirsi e calciare: Ekkelenkamp e Karlström, Unai Gomez e Miller sono in grado di alternarsi nelle posizioni intermedie tra centrocampo e attacco, di legare il gioco e fare da schermo davanti alla difesa.

Gran parte delle manovre offensive dell’Udinese passa dalle fasce, dove Vojvoda e Kamara rappresentano due profili complementari. L’ex, Como, a destra, sta giocando quasi da regista largo: nelle prime tre giornate è stato il giocatore che ha toccato più palloni nella squadra di Runjaić (72 in media a partita), mentre dall’altra parte Kamara gioca in costante proiezione offensiva, pronto a inserirsi e attaccare lo spazio, e ha già segnato due reti. In difesa, invece, le responsabilità in impostazione passano dai piedi di Omar Solet, in dubbio dopo un problema accusato nella sfida con la Lazio: contro i biancocelesti il suo posto è stato preso da Kabasele, con Ebosse e Abankwah ad agire ai suoi lati, mentre Okoye rimane la certezza tra i pali.

L’Udinese arriva quindi a San Siro con un’identità precisa e un inizio di stagione positivo, nonostante qualche difficoltà emersa nelle prime tre giornate. Una squadra fisica e verticale, capace di creare pericoli ma anche di concedere qualcosa. Per l’Inter, dopo la trasferta di Madrid, una nuova sfida di campionato da affrontare con l’obiettivo di ritrovare subito continuità e dare seguito alle tre vittorie ottenute in avvio.


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