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Sebastiano - Il Ragazzo



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— 2 ore fa
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Inter-Borussia Dortmund, un classico delle Coppe Europee. Siamo nel 2019, e l’Inter è alla ricerca disperata di punti in Champions League. Ha pareggiato la prima in casa con lo Slavia Praga grazie al primo gol di Nicolò Barella con la maglia interista, e al Camp Nou di Barcellona, nel secondo match, ha incassato una valanga di complimenti per il coraggio e per aver sostanzialmente dominato la partita, ma purtroppo nessun punto. 

Bisogna vincere, ma il Dortmund sta volando: zero a zero nella prima con il Barcellona e comodo zero a due a Praga, doppietta del laterale destro, un marocchino di soltanto vent’anni che è in prestito dal Real Madrid e sta facendo le onde.  Achraf Hakimi.  

L’Inter passa al primo affondo: lancio di De Vrij per Lautaro, uno dei codici dell’Inter di Antonio Conte, gol del Toro che beffa il portiere in uscita. È il suo primo in Champions a San Siro, il secondo in assoluto dopo il gioiello che aveva aperto il match del Camp Nou. L’Inter soffre un po’, Romelu Lukaku in particolare sembra stanchissimo e forse ha qualche problemino fisico. Il terzo attaccante, però, Alexis Sanchez, è fermo ai box. Conte ha una pazza idea: inserisce Sebastiano Esposito, che di anni ne ha sedici e mezzo. È il secondo più giovane a giocare in Champions League con l’Inter dopo un certo Giuseppe Bergomi. Le passerelle di solito si fanno a fine partita, per premiare a risultato acquisito qualche giovane volenteroso. Qua però siamo sull’uno a zero e si è giocata appena un’ora. Altro che premio, Esposito deve giocarla davvero la partita. Non è facile però: i difensori del Dortmund sono forti, due nomi su tutti Manuel Akanji, duttile svizzero di cui sentiremo ancora parlare, e Mats Hummels. Trentun anni, un Mondiale e cinque titoli tedeschi, è appena tornato al Dortmund dopo un triennio al Bayern Monaco. Un’istituzione del calcio, non solo tedesco. Ma Seba a sedici anni pensa solo a correre, e quando gli arriva un pallone in velocità non ci pensa due volte, brucia Hummels, mette il corpo davanti. Il tedesco lo travolge.  

Lautaro dal dischetto non è freddo come da copione: Burki para e sulla respinta Esposito avrebbe la palla per entrare nella leggenda interista, se la aggiusta perfettamente, poi un po’ di emozione si fa sentire e cicca clamorosamente la ribattuta. Ci penserà Antonio Candreva, nel finale, a scacciare i fantasmi per il 2-0. Ma quella sera sembra nata una stella. Piovono servizi tv e articoli sui giornali: è una famiglia, gli Esposito, che vive di pane e calcio. Ci sono anche Salvatore, che gioca nel Chievo, e il più piccolo. Francesco Pio, quattordici anni, che fa le giovanili nell’Inter. 

Oggi Seba Esposito continua a fare ottime cose in Serie A. A volte quando si parla di lui si ha l’impressione che sia in circolazione da una vita, e che il meglio l’abbia già dato. Ma ha ventitré anni, il futuro è ancora tutto da scrivere. L’esordio in Champions League, però, se lo ricordano tutti. Anche i suoi fratelli.   

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MILAN, ITALY - AUGUST 22: Francesco Pio Esposito of FC Internazionale celebrates with teammates after scoring his team's third goal during the Serie A match between FC Internazionale and AC Monza at Stadio Giuseppe Meazza on August 22, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

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