Yann Bisseck al Festival dello Sport di Trento
Squadra
— 1 ora faGiornata speciale per Yann Bisseck: il difensore nerazzurro è stato protagonista al Festival dello Sport di Trento, evento organizzato dalla Gazzetta dello Sport, che riunisce annualmente campioni ed esponenti di grande rilievo del mondo sportivo. Il difensore tedesco, protagonista del talk "Yann Bisseck, il gigante nerazzurro", ha raccontato sul palco del Festival il suo percorso calcistico e la sua avventura all'Inter, condividendo alcuni momenti della sua carriera dagli inizi in Germania, Portogallo e Danimarca fino alla sua esperienza in nerazzurro.
“Quando mi ha chiamato l'Inter è stato abbastanza surreale. Non mi aspettavo, anche dopo una buona stagione, che arrivasse una squadra così grande. Pensavo di dover procedere step by step, ma quando ti chiama l'Inter non c'è niente da fare. Ho voluto parlare con i dirigenti perché non ci credevo, mi hanno dato subito tanta fiducia e per me è stato molto facile venire qua. Mio padre non ha capito come funziona la mia testa, lui è sempre per procedere "step by step", mentre io credo che a volte bisogni azzardare delle scelte: a volte vinci, a volte perdi, ma questa volta ho vinto. ”
Yann Bisseck
L'intervento di Bisseck è proseguito con il racconto di alcuni aspetti della sua vita fuori dal campo: dalle passioni alle ambizioni, dalle alternative al calcio quando era bambino agli interessi personali, il difensore nerazzurro ha offerto al pubblico una finestra sulla sua vita, sul suo legame con l'Inter e sul percorso di crescita che sta vivendo in maglia nerazzurra.
“Darmian è la persona da cui ho imparato di più. Un giocatore molto intelligente che gioca prima con il cervello: per me è stato molto facile adattarmi e imparare da lui. Anche gli altri sono giocatori di altissimo livello, io sto ancora imparando, ho 25 anni e posso fare meglio molte cose, ma penso che con la fiducia della società, del mister e dei compagni sono sulla squadra giusta. A livello tattico, in Danimarca c'era più caos, mentre in Italia tutti e undici i giocatori devono funzionare come una macchina perfetta. Non è facile imparare, ma penso che lo abbiamo fatto abbastanza bene in questi anni. Questo per me è il modo perfetto di giocare.”
Yann Bisseck