DA APPIANO A SAN SIRO: IL DERBY IN 40 CHILOMETRI

Vi portiamo dietro le quinte del #DerbyMilano con il racconto di alcune leggende che hanno scritto pagine importanti nella storia della stracittadina

MILANO - Quanto durano 40 chilometri? Il viaggio da Appiano Gentile al "Meazza" prima di un #DerbyMilano contiene mille emozioni, sfumature, comportamenti che hanno preceduto sfide epiche tra Inter e Milan.

Per uno dei massimi esperti di stracittadine, Nicola Berti, salire sul pullman che portava a San Siro voleva dire far partire il timing della sfida, significava iniziare il vero conto alla rovescia per il derby: "In ritiro c'era chi sentiva di più la tensione e chi invece riusciva a gestirla. L'attesa era lunga perché il derby si giocava spesso la sera. Io non vedevo l'ora, passeggiavo avanti e indietro per i prati del Centro Sportivo e aspettavo solo di sentire il motore del pullman. Lì per me cominciava la sfida. Una volta partiti non si tornava indietro e la carica doveva già essere quella che si sarebbe vista in campo. Mi ricordo che prima di una partita incrociammo il pullman del Milan e la partita cominciò ben prima di entrare al Meazza".  

Agitazione o calma, quella prima della tempesta. La seconda racconta bene il pre-derby di Mario Corso, che sentiva la tensione solo dopo l'arrivo allo stadio: "In ritiro ci ritrovavamo la sera prima della partita per uno spuntino post cena, un'eccezione alle regole che però ci faceva fare gruppo".

Ed ecco quindi il viaggio: "Sul pullman il mio posto era sempre il primo sulla sinistra, nel tragitto chiudevo gli occhi e mi ritrovavo davanti a San Siro con i tifosi che ci aspettavano". Prima della partita il riscaldamento nella palestrina o nel corridoio, poi l'ingresso sul prato del "Meazza", preceduto da tre tocchi con il piede sinistro sul primo gradino dello spogliatoio: "Era una cosa che facevo sempre e direi che ha funzionato abbastanza. La tensione? Alla prima palla che girava spariva e si pensava solo alla partita".

La tensione invece Evaristo Beccalossi la sentiva già dalla vigilia: "La notte prima del derby facevo fatica a dormire, l'importanza della partita me l'avevano trasmessa da subito i miei compagni cresciuti nel settore giovanile".

L'attesa era lunghissima e una volta in viaggio: "Sul pullman calava il silenzio e quando tutti erano al culmine della concentrazione c'era sempre qualcuno che dava la carica, come Marini che più volte in quel momento gridò 'Non vorrei essere nei panni del Milan oggi!'".

La storia dei derby passa anche dai gol di Dejan Stankovic, in particolare da quel destro dai 30 metri che chiuse una delle stracittadine più belle di sempre, il poker dell'agosto 2009.

Tanta potenza ma anche tanta concentrazione per il Drago, che nel pre-match liberava la mente per dare spazio alle emozioni scaturite da uno stadio come San Siro: "Prima di entrare in campo per il derby non pensavo a nulla, era semplicemente tutto bellissimo". Come Stankovic anche Marco Materazzi si lasciava caricare dall'atmosfera e dai tifosi: "Mi sembrava di stare al luna park, quando entravi in campo era straordinario. Il Meazza è la 'Scala del calcio', una meraviglia".

Domenica sarà tempo di un altro viaggio, dal Centro Sportivo Suning a San Siro, e come scritto nella storia ci sarà un pullman carico di tensione, trepidazione, concentrazione e di tutte quelle emozioni che accompagnano un derby: dal ritiro al viaggio, dal campo agli spalti.

Buon #DerbyMilano!


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