BELINELLI: "IL GRUPPO È FONDAMENTALE PER UNA SQUADRA VINCENTE"

Vi riproponiamo l'intervista esclusiva al campione NBA pubblicata sul Matchday Programme di Inter-Juventus

MILANO - Un legame particolare, quello tra l'Inter e Marco Belinelli, campione di basket nell'NBA e attualmente in forza ai San Antonio Spurs, franchigia con la quale ha conquistato l'anello nel 2014. Qui l'intervista che il cestista azzurro pubblicata per la prima volta in esclusiva sul Matchday Programme di Inter-Juventus (clicca qui per sfogliare il numero).

"Amo giocare a basket, in campo sono me stesso, lì mi sono sempre espresso al meglio". La carriera di Marco Belinelli parla di sogni, di caparbietà e serietà: "Da che mi ricordo ho sempre desiderato diventare un giocatore NBA. Erano i primi Anni 90, e con mio fratello maggiore Enrico rimanevamo svegli la notte per guardare le partite. Sono arrivato in NBA a 20 anni, ma non mi sono mai sentito arrivato, anzi. Ho imparato a cavarmela da solo, ad abbassare la testa e lavorare duro. Così mi sono guadagnato il rispetto dei compagni". E così è arrivato più in alto di tutti: "Ad oggi i ricordi più belli sono quelli del 2014: la vittoria della gara del tiro da 3 all’All-Star Weekend e la conquista del titolo con gli Spurs di Ginobili, Parker e Duncan".

Le icone da bambino appese nel muro di casa, a Bologna, dove tutto cominciò: «Bologna è ‘basket city’, per i bambini è naturale giocare a basket, però c’è stato un giocatore che mi ha letteralmente folgorato: Ronaldo, aveva qualcosa di straordinario e grazie a lui ho iniziato a tifare Inter. Ho la sua maglia autografata appesa al muro accanto a quella di Kobe Bryant, che mi ha dato dopo la prima partita che abbiamo giocato uno contro l'altro. Due icone per me".

E a proposito di icone e di sfide di alto livello: "Lukaku mi ha regalato la sua maglia autografata, un bellissimo regalo. Lui oltre a essere un giocatore fortissimo ha un fisico incredibile. Mi auguro possa avere un impatto alla LeBron James, decisivo. So che anche Barella è un grande appassionato di basket. Potremmo organizzare un campetto quanto tornerò in Italia, un 3 vs 3: io, Lukaku e Barella e vediamo chi ci sfida!".

In attesa di scoprire gli avversari, un indizio per una squadra vincente: "Il gruppo è fondamentale in una squadra che vuole essere vincente. Se non c’è la mentalità giusta, se non si va tutti nella stessa direzione, non si arriva da nessuna parte".

credit photo: Matteo Marchi


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