MATCH REVIEW, SASSUOLO-INTER 3-4

Lautaro e Lukaku hanno trascinato i nerazzurri nella settima vittoria in campionato

MILANO - Campo storicamente ostico, orario classico per una sfida, Sassuolo-Inter, habituée dell'anticipo della domenica (sesta volta alle 12.30). Che non sarebbe stata una partita facile, né una partita normale, ce lo si poteva aspettare. Sette gol in Sassuolo-Inter, poi, non sono nemmeno una novità. Stavolta, però, nessun cappotto. Il 3-4 maturato al 'Mapei Stadium' vale la settima vittoria su otto in campionato per l'Inter ed è, però, una partita di difficile analisi. Dominio e sofferenza, grandi giocate e gambe un po' pesanti nel finale. Un match che ha le impronte chiare e precise di Lautaro Martinez, travolgente, e Romelu Lukaku, implacabile.

Non sempre i dati statistici restituiscono una fotografia fedele al risultato finale del match: Sassuolo che, complice il finale in assetto da tutto-per-tutto per recuperare il match, ha visto i propri numeri innalzarsi, con una percentuale di passaggi e possesso palla che a fine match hanno superato quelli nerazzurri (54,2%). Un numero che è indicativo della filosofia di gioco di De Zerbi, mai rinunciataria. L'Inter però ha scavato solchi importanti in questo match. Fiammate singole e azioni di squadra ad alta velocità. Un'energia venuta a mancare solo nel finale ma che è stata sufficiente per regalare ai nerazzurri la vittoria.

Troppo facile, ma non si può farne a meno: analizzare le prestazioni di Lukaku e Lautaro aiuta a spiegare il successo interista. La prova dell'argentino, in particolare, è stata totale: sei tiri, quattro nello specchio, due gol, un rigore procurato. La prima rete è arrivata dopo 64 secondi: quello di Lautaro è il gol più veloce per l'Inter all'inizio di un match di Serie A da marzo 2018 (Icardi contro il Verona).

Tre partite di fila a segno per il Toro nerazzurro, catalizzatore di tutte le azioni offensive della squadra di Conte. Un match totale, che ha fatto da sponda perfetta per quello di Romelu Lukaku, salito, con questa doppietta, a quota cinque gol stagionali. Due reti con i due tiri in porta effettuati: glaciale e decisivo, ma anche generoso con i tre contrasti nel finale in cui ha aiutato i compagni nel contenere la furia dei padroni di casa. 

Ma nella vittoria nerazzurra c'è anche lo zampino di Roberto Gagliardini, autore di una prova solidissima ma anche ricca di passaggi di qualità. Il centrocampista ha corso tantissimo, 11,7 chilometri (appena dietro al solito primatista, Brozovic, autore tra l'altro dell'assist dello 0-1), ha chiuso la partita con il 90% di precisione nei passaggi ma soprattutto è stato il giocatore che più degli altri ha dato un'impronta offensiva alla manovra nerazzurra, con 25 passaggi effettuati nella metà campo avversaria. Una prestazione arricchita anche da tre intercetti, due respinte e tre possessi guadagnati. Anche se qui, come spesso capita, il re delle riconquiste è Nicolò Barella: 9 possessi guadagnati, nella solita generosa prova.

I brividi finali non cancellano la buona prova dei ragazzi, nella quale si è distinto anche De Vrij, che ha inventato l'assist per il gol di Lukaku. Sintomo che tutta la squadra, come sempre, è coinvolta nella costruzione offensiva: basti pensare a Candreva, che ha macinato chilometri e ha sfornato 11 cross.

Mercoledì si torna in campo contro il Borussia Dortmund, in Champions League. Servirà il calore di tutto il pubblico nerazzurro. #ForzaInter, sempre!


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