MATCH REVIEW, INTER-HELLAS VERONA 2-1

Nerazzurri arrembanti, la resistenza gialloblù piegata solo nel finale

MILANO - Sofferta, ma meritata. Arrivata grazie ad una prodezza, ma il conto delle occasioni nerazzurre iniziava ad essere troppo, troppo alto. La vittoria per 2-1 dell'Inter sull'Hellas Verona è tutta nell'urlo di gioia di Nicolò Barella, trascinato da un San Siro caldissimo, in una serata di autunno fredda e rischiosa. Il vantaggio iniziale del Verona su rigore, la grande reazione, la pressione continua nella metà campo del Verona (il baricentro medio nerazzurro è stato di 59 metri, addirittura di 64 metri in fase di possesso).

Quello dell'Inter è stato un dominio costante, nonostante qualche fatica nella prima frazione, con la squadra di Juric brava a pungere nelle ripartenze in campo aperto. L'Inter però ha organizzato un assalto che ha portato tutti gli effettivi a giocare una grandissima quantità di palloni nella metà campo avversaria. A partire da de Vrij, lasciato libero di condurre palloni, tanti, fino alla trequarti offensiva: l'olandese è stato il nerazzurro che ha giocato più palloni in partita, 85, ma il dato clamoroso è quello riguardante quelli giocati nel centrocampo del Verona, ben 57. Con una precisione del 93%, quindi sempre concentrato e ispiratore di azioni offensive, ben cinque.

La fotografia perfetta del gioco di squadra, quello nel quale partecipano tutti, anche alla fase d'attacco. L'altro esempio perfetto è stato quello di Alessandro Bastoni. Il suo secondo tempo è stato da autentico centrocampista aggiunto. La sventagliata con cui ha dato il là al gol del pareggio, i tiri che hanno impegnato Silvestri: quattro occasioni create, tre cross e tanto cuore, abbinati alle 4 respinte, ai 3 intercetti, ai 9 possessi guadagnati. Una prova da grande.

E poi c'è la prova delle due mezzali nerazzurre, Vecino e Barella. I due volti della vittoria nerazzura, i due trascinatori, a suon di chilometri (13 a testa) percorsi, strappi e inserimenti. Vecino ha trovato il gol sull'assist perfetto di Lazaro: un gol simile all'ultimo realizzato in campionato a San Siro, contro la Roma nel 2018. Un inserimento dal tempismo perfetto per l'uruguaiano, come sempre pericoloso e velenoso in avanti: nel primo tempo aveva già sfiorato il gol.

Poi c'è Nicolò Barella, che ha letteralmente dipinto il suo primo capolavoro nerazzurro in Serie A. Un gol meraviglioso, arrivato in un match come sempre totale, fatto di folate, duelli. Il suo tiro è stato l'ultimo mattone di una partita nella quale l'Inter ha realizzato degli autentici record in fatto di tiri verso la porta: 38, inclusi i tiri respinti, 17 nel primo tempo, 21 nella ripresa. Un dato mostruoso, che si è tradotto in 11 tiri nello specchio, 9 fuori e addirittura 18 respinti. Quando però la difesa del Verona non è riuscita a murare l'ennesimo tentativo da fuori (15), il pallone calciato da Barella si è infilato nel sette. E la vittoria nerazzurra si è materializzata.


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