INTER-ROMA STORY - WALTER ZENGA E LA COPPA UEFA '91: "CHE FORZA QUELLA SQUADRA!"

L'ex portiere nerazzurro e Hall of Famer rivive la sfida con i giallorossi alla vigilia del match in programma venerdì

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Inter-Roma Story - Walter Zenga e la Coppa Uefa '91: "Che forza quella squadra!"
Inter-Roma Story - Walter Zenga e la Coppa Uefa '91: "Che forza quella squadra!"
Inter-Roma Story - Walter Zenga e la Coppa Uefa '91: "Che forza quella squadra!"

MILANO - Dici Inter-Roma e ti vengono in mente subito partite spettacolari, sfide piene di gol, reti incredibili, rimonte, duelli all'ultimo minuto. Battaglie per campionati e finali, tante: ben sei, cinque in Coppa Italia (tre vinte dall'Inter) e una in Coppa Uefa. Quella finale, quella del 1991, che regalò la prima Coppa Uefa della storia nerazzurra. Un doppio confronto tra Milano e Roma, una vittoria per 2-0 a San Siro, sconfitta per 1-0 all'Olimpico. Trionfo nerazzurro.

Era l'Inter di Giovanni Trapattoni e dei tedeschi Brehme, Matthäus e Klinsmann, di Berti e Bergomi, ma anche e ovviamente di Walter Zenga. Numero 1 tra i numeri 1, interista con la maglia nerazzurra: alla vigilia dell'Inter-Roma in programma venerdì sera a San Siro (ore 20.45), l'Uomo Ragno salta al volo sulla giostra dei ricordi sugli incroci con i giallorossi e inizia a cavalcarli.

"Che Inter, quella Inter. Fu una stagione pazzesca: lottammo tantissimo in campionato e letteralmente volammo in Coppa. Eppure con il Rapid Vienna stavamo per essere eliminati, se non fosse stato per una mia doppia parata al 90'...". Si ricorda tutto, Walter: "È così. Come ho già detto, la partita che vorrei rigiocare è quella del mio debutto con l'Inter, così avrei la possibilità di giocare altre 472 match in nerazzurro".

Legame indissolubile, che passa e viene sancito anche da quella finale con la Roma, vinta: "La doppia finale era molto dura. Erano due match carichi di tensione, in stadi pieni di spettatori e di attese. All'andata trovammo i gol con Matthäus e Berti, non dovetti fare grandissime parate. San Siro era stipato, la nostra era una squadra solida, con grande carattere. All'Olimpico c'erano oltre 70mila tifosi, un clima davvero tosto. Ma avevamo una tale forza e una tale consapevolezza che nemmeno dopo la rete di Rizzitelli nel finale ci scomponemmo. Sapevamo gestire anche le situazioni più delicate: d'altronde giocavo con Bergomi e Ferri, con i tedeschi. Ero anche ben protetto, e infatti quel gol della Roma fu il primo subito in coppa dopo diverse partite".

"All'andata Lothar segnò dal dischetto, anche se io in settimana mi mettevo tra i pali e sfidavo Andy Brehme: mi tirava dieci rigori, cinque con il destro e cinque con il sinistro. Un fenomeno. Però Matthäus era davvero incredibile. Ogni tanto durante la partita si abbassava fino all'area e mi diceva: 'Dammi la palla, che ci penso io'. A Roma giocammo senza Serena, infortunato alla spalla. Ricordo la gioia in campo e la gente ad attenderci all'aeroporto quando riportammo a casa la coppa".

Una Coppa Uefa poi bissata tre anni dopo, a San Siro, contro il Salisburgo. Fu l'ultima partita di Walter Zenga con la maglia dell'Inter. Un'avventura lunga dodici anni conclusa con parate strabilianti: "Nessuno mi potrà mai togliere la gioia di quella sera. Sapevo che sarebbe stata la mia partita d'addio con l'Inter. Era stata una stagione durissima e difficilissima. San Siro era strapieno, tutti urlavano il mio nome. Segnò Jonk, vincemmo davanti a tutti. Il copione perfetto e indimenticabile per chiunque".


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