Match review: Inter-Milan 4-2

MATCH REVIEW: INTER-MILAN 4-2

L'incredibile rimonta nerazzurra per una vittoria straordinaria

MILANO - Scegliete voi in che posizione metterla, la serata di questo #DerbyMilano. Nello scaffale delle emozioni, nell'archivio dei ricordi, Inter-Milan 4-2 è sicuramente molto in alto, abbraccia le categorie più belle: quelle dei match indimenticabili, delle rimonte più dolci, delle emozioni più dirompenti. Abbiamo vinto un derby che stavamo perdendo 2-0 a fine primo tempo. Lo abbiamo ribaltato: prima pareggiando nel giro di due minuti, poi sgommando e infine sentenziando. Non è stato facile: abbiamo passato le pene dell'inferno in un primo tempo complicatissimo, ci siamo redenti trovando il paradiso di gioia nella ripresa, riempiendola di corse, grinta, passione, gol. Le firme di questo derby sono tutte diverse: Brozovic, Vecino, de Vrij, Lukaku. L'ennesima dimostrazione che questa squadra è unica.

L'abisso del primo tempo si è manifestato subito. Come ha spiegato anche mister Conte, mai in stagione ci siamo trovati così in difficoltà. La posizione di Calhanoglu a disturbare Brozovic, un'aggressione molto alta da parte del Milan, gli esterni ficcanti e la presenza di Ibrahimovic playmaker offensivo. Abbiamo faticato per tutti i primi 45 minuti. I rossoneri sono quasi stati arrembanti: 13 tiri totali, la sensazione di una fiducia nelle giocate. L'Inter nel primo tempo ha comunque avuto modo di pungere in avanti, con Godin di testa, con uno degli inserimenti di Vecino: tentativi estemporanei in una prima frazione in cui il Milan ha tenuto un baricentro medio molto alto (56,17 metri), con l'Inter costretta a murare diverse conclusioni e a cercare Lukaku e Sanchez per alleggerire la pressione.

Nel secondo tempo tutto è cambiato, basti pensare che per la seconda volta in stagione l'Inter non ha subito tiri nello specchio della porta nei secondi 45'. Gli automatismi nerazzurri sono tornati a funzionare, oliati da quel lubrificante vincente che è il carattere. L'Inter ha raddoppiato la produzione offensiva, ha ritrovato meccanismi ben conosciuti come i cambi gioco sulle fasce, ha liberato i centrocampisti dalla morsa dei rossoneri. In un amen, tra il 51' e il 53', abbiamo pareggiato proprio grazie a due mediani. Prima Brozovic, che fino a quel momento era stato più impreciso del solito (chiuderà il match con l'83% di precisione passaggi, un dato inusuale per il croato), poi Vecino. Brozovic ha trovato il suo secondo gol stagionale: il primo lo aveva effettuato nella stessa porta nel derby d'andata.

Matias Vecino, invece, ha messo la firma meritata all'interno di una partita gigantesca. L'uruguaiano è stato il calciatore che ha percorso più chilometri in campo (12,4 km) e ha avuto il solito impatto positivo con i suoi inserimenti. Nel primo tempo aveva già spaventato Donnarumma, nella ripresa ha segnato il gol del pareggio bissando la rete dell'anno scorso contro i rossoneri. Un uomo derby, con due gol e un assist nelle ultime quattro stracittadine.

Poi il segno l'ha lasciato Stefan de Vrij, replicando il meraviglioso gol del derby del marzo 2019. Un gol simile, egualmente pesante. Il difensore olandese aggiunge questa prova alle tante perfette in stagione. Perché la rete è solo la ciliegina su un match da fuoriclasse: 4 respinte, 2 gol salvati con degli intercetti tempestivi e fondamentali. Ha avuto meno spazio per impostare l'azione, perché il Milan ha impedito a lui e Brozovic (solo 48 palloni giocati) di dare il la alle azioni nerazzurre. Così è stato Skriniar (ben 7 respinte) a giocare il maggior numero di palloni in partita (ben 72), in un match in cui anche Godin, con la sua esperienza, ha contribuito a consolidare, soprattutto nella ripresa, il fortino nerazzurro.

Nel secondo tempo l'Inter ha beneficiato anche dei cambi di Conte: Eriksen, al di là della incredibile traversa, ha dato qualità nei tocchi, diventando il più preciso in campo (88% di passaggi riusciti). Moses ha servito un assist al bacio dopo essere subentrato a Candreva, anch'egli artefice di una trasformazione nella ripresa: l'esterno destro ha trovato spazi per crossare e correre nel secondo tempo dopo un avvio complicato. Una menzione, obbligatoria, va a Nicolò Barella. Abbiamo tutti negli occhi quanto fatto nella ripresa dal centrocampista azzurro: 15 possessi guadagnati, corse a perdifiato, contropiedi lanciati anche da solo contro tutti, occasioni da gol. Giocatore totale.

Infine la partita è stata sigillata dal 17esimo gol in campionato di Romelu Lukaku. Sempre bravo a proteggere il pallone e far alzare la squadra, il belga ha trovato il gol di testa. Nel primo tempo, pur poco coinvolto, aveva già dato prova della sua prorompenza seminando Romagnoli con uno scatto a oltre 32 km/h

Tutti protagonisti di una notte da ricordare per sempre. Ma adesso la testa va subito alla Coppa Italia, mercoledì c'è Napoli-Inter!


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