Handanovic: “Teniamo duro e facciamo uno sforzo per tornare a lottare tutti insieme”

HANDANOVIC: “TENIAMO DURO E FACCIAMO UNO SFORZO PER TORNARE A LOTTARE TUTTI INSIEME”

Il portiere nerazzurro ha risposto alle domande dei tifosi

MILANO – È Samir Handanovic il protagonista della video-chiamata di oggi. Dalla sua abitazione il capitano nerazzurro ha risposto alle domande inviate dai tifosi sui profili social Inter, partendo proprio dal difficile momento che tutti stanno affrontando: “Tutti sono consapevoli di quello che sta succedendo, seguiamo le regole, stiamo a casa e facciamo quello che ci dicono. Ovviamente c’è un po’ di preoccupazione ma è normale. È difficile rimanere concentrati ma a casa ci alleniamo, guardiamo qualche vecchio video o partita in televisione, abbiamo dei gruppi per rimanere in contatto, abbiamo dei video inviati dai preparatori per allenarci, come stanno facendo tante squadre. Oltre a questo sto con la mia famiglia, gioco a carte, a scacchi, leggo, guardo la televisione alla sera con i bambini”.

Tante le domande sulla fascia da capitano: “Indossare la maglia dell’Inter ed essere capitano è un privilegio, è una cosa di cui sono orgoglioso. Ai miei compagni dico di tenere duro, di sfruttare il loro tempo per stare con la famiglia aspettando il momento in cui torneremo a lottare tutti insieme”.

Poi un salto indietro per ricordare l’arrivo all’Inter e le parate più belle con la maglia nerazzurra: “Arrivare all’Inter per me è stato avverare un sogno, una felicità enorme, un motivo d’orgoglio e un test personale. Ci sono state tante parate, la più difficile che ricordo con piacere è stata quella nel #DerbyMilano sulla punizione di Çalhanoğlu. La mia preferita invece è sempre la prossima, quella che devo ancora fare”. Sui momenti più emozionanti della carriera in nerazzurro: “Inter-Empoli dello scorso anno è stata una bella serata, soprattutto perché è finita bene. Era un momento difficile per noi che ci giocavamo tutto all’ultima giornata ma alla fine ci siamo goduti tutto, è stato bello ed emozionante. Poi la partita contro la Lazio all’ultima giornata, due stagioni fa, quella è la serata che ricordo con più piacere”.

Sugli inizi da portiere e i compagni: “Io sono diventato portiere guardando mio cugino, come tutti i bambini giocavo fuori e vedendo lui in porta e guardando le sue partite ho provato anche io. Se devo citare un portiere dell’Inter dico Julio Cesar, l’ho visto giocare tante volte. Con Padelli e Berni abbiamo un bel rapporto, non solo da compagni di reparto ma anche fuori, ci capiamo con lo sguardo. Farmi trovare pronto nei momenti decisivi credo sia una mia caratteristica, poi c’è anche tanta forza di volontà, anche questa bisogna allenarla. Tutti i tiri sono difficili, un portiere non deve mai sottovalutarne nessuno, poi ci sono tiratori specializzati che sono più pericolosi”. L’idolo da bambino? “Peter Schmeichel”.

Infine i tifosi e un sogno da avverare: “Il mio sogno con la maglia dell’Inter è quello di alzare trofei. È bello quando i tifosi fanno i cori, all’inizio ero un po’ in imbarazzo ma adesso mi fa piacere”. 


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