Marotta: "Credibilità e unità d'intenti: insieme per il bene dell'Inter"

MAROTTA: "CREDIBILITÀ E UNITÀ D'INTENTI: INSIEME PER IL BENE DELL'INTER"

Le parole del CEO Sport nerazzurro alla vigilia del via ufficiale della stagione

APPIANO GENTILE - Alla vigilia del via ufficiale della stagione nerazzurra - che vedrà l'Inter impegnata alle 20:45 di sabato a San Siro contro la Fiorentina - anche il CEO Sport Giuseppe Marotta ha risposto alle domande dei giornalisti, accompagnando Antonio Conte in conferenza stampa. Queste le parole di Marotta, che in apertura di conferenza, ha voluto mandare un messaggio di ringraziamento a tutte le persone che hanno lavorato e si sono spese durante l'emergenza per il Covid-19.

"Quella che sta per iniziare è una stagione anomala: per il calendario, perché quella precedente è finita da poco, perché tutto è stato condizionato dalla pandemia. Per questo innanzitutto il nostro pensiero e il nostro ringraziamento vanno a tutti i medici e operatori sanitari che con la loro professionalità hanno reso meno difficile questo periodo. La crisi sanitaria ha lasciato un segno drammatico nelle nostre famiglie e anche nelle attività imprenditoriali. Il calcio può essere un elemento di leggerezza, speriamo che anche l'Inter possa regalare a tutti emozioni importanti".

Il calciomercato chiude il 5 ottobre: il bilancio fino ad ora e sono previsti altri arrivi?
"Il compito della società è quello di allestire la squadra più forte possibile nel rispetto degli equilibiri economici e finanziari e in base agli obiettivi del club. La pandemia, anche dal punto di vista valutativo, ha creato grandi problematiche. C'è un grande discorso riguardo la sostenibilità finanziaria: è necessaria una gestione oculata: è normale che nessuna squadra europea abbia riversato investimenti particolari nei giocatori. Agiamo in modo oculato e cogliamo opportunità: faremo tutto con oculatezza sempre nel percorso di una politica di rafforzamento. Non ci saranno grandi operazioni: per azionisti e presidenti è un momento nel quale è difficile mantenere gli equilibri perché i costi sono gli stessi e i ricavi sono diminuiti".

C'è la consapevolezza che quella passata sia stata una grande stagione? Quali sono gli obiettivi di questa che inizia?
"L'anno scorso è stato fatto un lavoro straordinario e il grande merito è di Conte: conoscevamo già lui e la sua competenza, quello che conta per noi è la grande cultura del lavoro. E Antonio dedica tantissimo a questa attività. Ciò è premiante. La crescita la passata stagione c'è stata in tutte le componenti dell'area tecnica: nulla è stato trascurato. Il concetto nel quale ci ritroviamo con Conte è quello della credibilità: c'è unità d'intenti, vogliamo il bene dell'Inter, siamo vicini all'allenatore e vogliamo aiutare a migliorare e lo facciamo anche a partire dalle infrastrutture. Su Conte posso raccontare questo fatto: di recente si è trovato in prima persona a controllare il manto erboso del Centro Sportivo Suning, sintomo di un amore e un senso di appartenenza totale. Gli obiettivi sono quelli che una società come l'Inter deve sempre avere: avere continuità nel chiudere nei primi quattro posti della classifica e quindi a qualificarsi alla Champions League, poi partecipare con impegno alla Champions League e alla Coppa Italia. Abbiamo disputato una bella stagione ora dobbiamo continuare su quella strada".

Come gestite i rapporti con l'allenatore in ottica di un percorso che state facendo insieme?
"Antonio ha ripetuto più volte il concetto di credibilità: professionalità e serietà, valori che non verranno mai meno. L'Inter ha dato segno di grande serietà nei comportamenti tenuti. Il confronto è sempre stato per migliorarci: auspico e spero che il confronto continui, significa che ci sono amore e volontà di crescita. I confronti fanno parte delle dinamiche del gioco. Io e Conte siamo al quinto anno di lavoro insieme: l'obiettivo è sempre quello di portare a casa risultati positivi, non ci fossero momenti di tensione significa che subentra il rilassamento. L'adrenalina serve per avere una competitività di elevato valore. Tutte le componenti societarie lavorano in sinergia per far crescere l'Inter".

Un anno fa la società era stata molto chiara su avrebbe fatto parte del progetto sportivo. Ora Perisic e Nainggolan sono tornati.
"All'inizio della passata stagione c'era la necessità di imporre una linea guida, dei concetti alla base della gestione e lo abbiamo fatto da subito. Quest'anno le cose sono cambiate, tante cose sono migliorate, non ci sono dei casi eclatanti anzi non ce ne sono. Non ci troviamo nella situazione dell'anno scorso. C'è una rosa numerosa che deve ancora subire dinamiche di calciomercato: può essere che qualcuno chiederà di essere trasfertito, siamo nel vivo e nel confronto di diverse situazioni".

La rosa è molto ampia: c'è preoccupazione per iniziare la stagione con così tanti componenti?
"Quando parlavo di stagione anomala è anche perché ci sarà una compressione di impegni notevole. Inoltre c'è ancora la possibilità di sfruttare le cinque sostituzioni. In una stagione così gli imprevisti e gli infortuni sono fisiologici, ritengo che la panchina possa svolgere ruolo prioritario rispetto alle passate stagioni".

L'Inter è una società forte, sana e in crescita: quali sono le strategie a consolidamento di questo percorso?
"Come detto ci troviamo in un momento storico delicatissimo, nella quale la contrazione dei ricavi a livello mondiale è altissima, con ripercussioni sui singoli club e sulle leghe. La volontà della nostra proprietà è quella di far fronte agli impegni presi, di essere vicina alla squadra e alla società  in tutto ciò che è necessario. Il gruppo Suning negli anni ha fatto grandi investimenti e lo farà ancora".

Qual è la posizione del club sulla riapertura possibile, o meno, degli stadi?
"Parliamo di un virus che non è debellato, assistiamo a una crescita di casi in diversi paesi europei. Devo dire che le partite allo stadio senza tifosi sono un qualcosa di anomalo, il calcio ha bisogno della gente e viceversa. Ma non dipende da noi, dobbiamo avere grande maturità e responsabilità".


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