MILAN-INTER 0-3, MATCH REVIEW

Gli highlights e l'analisi del derby vinto dai nerazzurri

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MILANO - Handanovic batte la rimessa da fondo per de Vrij. Tocco dell'olandese per Skriniar, palla in verticale per Barella. Controllo orientato sulla pressione poco convinta di Kessie, lancio per Lukaku, che si apre sull'out di destra e controlla. Difende la palla, cede il testimone, ops, il pallone, ad Hakimi. La corsa del numero 2 fende il Milan: spezza il raddoppio, Hakimi, e porge il pallone in orizzontale a Eriksen. Controllo, attesa, palla imbucata per la sovrapposizione di Perisic. Tocco al centro del croato e sinistro vincente di Lautaro.

Questa è la cronaca spiccia del raddoppio dell'Inter, il 2-0 provvisorio di Lautaro Martinez nel derby. Ma questa è la fotografia perfetta di come l'Inter si sia calata in questa partita, l'abbia studiata e aggredita, abbia saputo cavalcare i momenti e ritrarsi nei momenti più complicati. E di quanto gioco di squadra ci sia quando questi ragazzi scedono in campo in maglia nerazzurra. Toccano la palla in 9, in questa azione, tutti tranne Bastoni e Brozovic. La costruzione, lo studio, la corsa, il tempismo, la freddezza: c'è tutto. E molto altro: pezzi di un derby perfetto, colorato tutto di nerazzurro.

Non c'è solo quel gol e quell'azione. L'Inter ha saputo mostrare la sua faccia più bella: le prestazioni dei singoli, tutte, sono  state soddisfacenti. Ma nessuna è stata fine a se stessa: ingranaggi di una macchina che ha saputo correre fortissimo e anche rallentare quando il terreno è diventato più scivoloso. Pensiamo, ad esempio, all'inizio della ripresa. Nella prima frazione l'Inter aveva avuto tante occasioni da gol, mettendo insieme 9 conclusioni, compreso il gol del vantaggio. Il Milan, quattro conclusioni in tutto il primo tempo e tutti nati da situazioni estemporanee, con palloni vaganti o palle alte giocate sul centravanti, ha iniziato a tutta il secondo tempo. In 52 secondi i rossoneri hanno concluso tre volte: 2 con Ibrahimovic di testa, una con Tonali di sinistro. Tre tiri insidiosissimi, tre parate da campione di Samir Handanovic.

Andiamo ancora più in profondità: l'Inter ha trovato il vantaggio in avvio di match, con il cross di Lukaku per Lautaro. I due attaccanti sono stati fondamentali non solo per i gol realizzati, ma per il lavoro profondo che fin dall'inizio ha permesso all'Inter di creare problemi al Milan. Solitamente molto stretti tra loro, contro i rossoneri Lukaku e Lautaro sono andati a cercare spazi sull'esterno (vedi Lukaku in occasione del primo e del secondo gol), alle spalle di Hernandez (soprattutto) e Calabria, impegnati ad accorciare su Hakimi e Perisic. Questa mossa ha creato spazi fondamentali, come quello che si è aperto in occasione del 2-0.

La produzione di LU-LA è stata altissima, come sempre: per Lautaro 5 conclusioni e 2 gol, per Lukaku 4 tiri, 1 gol, 1 assist. L'assistenza reciproca tra i due è racchiusa in questo dato: Lautaro-Lukaku è la coppia che si è scambiata più assist in questa Serie A, 6. Quattro degli ultimi 8 gol di Lautaro in Serie A sono arrivati su assist di Lukaku. La produzione offensiva (16 tiri totali,12 da dentro l'area, con 7 corner) è passata per azioni veloci, dirette, fatte di scambi stretti e verticali. Pochi cross (8, contro i 30 del Milan) e più volate, come quelle di Perisic, mattatore sulla sinistra con assist e tiri pericolosi.

Dicevamo anche dell'attesa: l'Inter ha alternato la pressione alta con un atteggiamento più prudente. L'inizio della ripresa ne è stato l'emblema, ma in generale tutta la prestazione difensiva della squadra è stato eccellente. Il Milan ha tenuto più la palla (60%) ma non ha sfondato, costretta a cercare imbucate e palloni centrali forzati. de Vrij ha collezionato 9 respinte, Skrinar 6 e Bastoni 5. Hanno innalzato un muro, protetto anche dalle corse di Brozovic e Barella. Eriksen invece ha datto tocchi, tempo e ritmo, Hakimi ha fatto registrare il solito record di velocità (34 km/h).

Eccoli, tutti i tasselli del derby perfetto. Una prova di squadra che ha esaltato le caratteristiche dei singoli. E che ci ha fatto gridare al mondo che Milano è sempre e solo nerazzurra.


IL TABELLINO

MILAN (4-2-3-1): 99 G. Donnarumma; 2 Calabria, 24 Kjaer, 13 Romagnoli, 19 Hernandez; 79 Kessie, 8 Tonali (18 Meité 67'); 56 Saelemaekers (17 Leao 67'), 10 Calhanoglu, 12 Rebic; 11 Ibrahimovic (7 Castillejo 75').
A disposizione: 1 Tatarusanu, 90 A. Donnarumma, 5 Dalot, 15 Hauge, 20 Kalulu, 21 Diaz, 23 Tomori, 33 Krunic, 46 Gabbia.
Allenatore: Stefano Pioli.

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 37 Skriniar, 6 de Vrij, 95 Bastoni; 2 Hakimi (15 Young 83'), 23 Barella (22 Vidal 86'), 77 Brozovic, 24 Eriksen (5 Gagliardini 78'), 14 Perisic (36 Darmian 78'); 9 Lukaku, 10 Lautaro (7 Sanchez 78').
A disposizione: 27 Padelli, 97 Radu, 8 Vecino, 11 Kolarov, 13 Ranocchia, 33 D'Ambrosio, 99 Pinamonti.
Allenatore: Antonio Conte.

Marcatori: 5' e 57' Lautaro (I), 66' Lukaku (I)
Ammoniti: Kjaer (M), Hakimi (I), Saelemaekers (M)

Arbitro: Doveri.
Assistenti: Carbone, Peretti.
Quarto Uomo: Guida.
VAR: Mariani.
Assistente VAR: Bindoni.


Tags: serie-a
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