Lukaku e Lautaro, coppia Scudetto: "Il derby, Conte e quell'esultanza..."

LUKAKU E LAUTARO, COPPIA SCUDETTO: "IL DERBY, CONTE E QUELL'ESULTANZA..."

Gli attaccanti nerazzurri raccontano la stagione tra aneddoti e curiosità

APPIANO GENTILE - Il 9 e il 10. I numeri per eccellenza di chi crea e di chi sentenzia. I numeri che sulle maglie nerazzurre significano Lukaku e Lautaro, la coppia d'attacco più affiatata della Serie A: 22 gol Romelu, 16 Lautaro, per un totale di 38 reti, alle quali si sommano 19 assist. 

In una lunga e divertente chiacchierata ai microfoni di DAZN i due attaccanti dell'Inter Campione d'Italia hanno rivissuto la stagione nerazzurra, raccontando aneddoti, curiosità e molto altro.

L'AVVIO DI STAGIONE

Lautaro: "Era importante incominciare il campionato vincendo, abbiamo iniziato a lavorare sui dettagli, ci siamo subito messi in pista".

IL DERBY D'ANDATA

Lukaku: "Loro hanno inIziato bene, con due gol. Poi abbiamo dominato la partita, purtroppo non siamo riusciti a sfruttare le occasioni. Siamo usciti da quel derby con la consapevolezza che noi eravamo la squadra più forte. Quella sconfitta ci ha dato l'energia per iniziare la corsa verso lo Scudetto".

L'ESULTANZA DI LUKAKU E LAUTARO

Lukaku: "L'esultanza nasce perché io gioco a Call of Duty e a PUBG. Una sera ho invitato Lautaro in stanza per giocare con lui... Ma gli ho detto subito di lasciare stare, diciamo che non era il suo sport! Da lì è nata la nostra esultanza".

LA SINTONIA, IN CAMPO E FUORI

Lautaro: "Quando è arrivato Lukaku abbiamo parlato tanto, tante ore: sui movimenti in campo, su tante cose. Da lì è nato l'affetto. E al primo giorno mi ha detto: vedrai che ti farò fare tanti gol"

Lukaku: "Ci siamo trovati subito. Uno dei primi giorni dopo il mio arrivo ho fatto una chiacchierata con il papà di Lautaro e gli ho detto: entro due anni io e tuo figlio vinceremo qui. Quando siamo in campo se non è la mia giornata e vedo che Lautaro è caldo, io lo cerco sempre".

LA VITTORIA SUL SASSUOLO

Lukaku: "Penso che la partita con il Sassuolo sia stata quella della svolta. La possibilità di vincere lo Scudetto è iniziata lì. Ci siamo parlati, abbiamo cambiato un po' il modo di giocare, eravamo più compatti".

HAKIMI VA VELOCE

Lautaro: "Achraf è un personaggio. All'inizio qui era un po' disorientato diciamo, ma il mister l'ha aiutato molto, sta imparando la lingua, sta crescendo molto".

L'ELIMINAZIONE DALLA CHAMPIONS LEAGUE

Lautaro: "Dopo la sconfitta con il Milan e l'eliminazione in coppa abbiamo cambiato tanto: a livello di testa, anche nel modo di lavorare. Volevamo vincere qualcosa".

ALTA TENSIONE

Lukaku: "Abbiamo dimostrato la nostra forza vincendo quasi tutti gli scontri diretti. Abbiamo battuto tutte le dirette rivali. Barella? Parla sempre, litighiamo - in senso buono - sempre, anche con Brozovic succede durante le partite. Ma questo ci serve per darci energia, io ho bisogno di loro, siamo giocatori che vanno in guerra".

IL FEELING CON CONTE

Lukaku"A livello umano ci ha fatto crescere ancora di più. Quando sa che ha la fiducia dei suoi giocatori dà ancora di più anche lui".

IL DERBY DI RITORNO

Lukaku: "Il derby è sempre il derby, c'era in palio il primo posto anche. Mi ricordo gli allenamenti in settimana, le tattiche preparate nelle partitelle contro la Primavera. Tutta la settimana è stata fatta ad un livello super. Al secondo giorno di allenamenti ho detto a Lautaro: questa partita non la perdiamo, impossibile perderla. In campo il gol di Lautaro l'avevamo preparato in allenamento, gli avevo detto di giocare alle spalle di Kjaer. Pronti via, gol, ho capito che per loro era finita. Io ho segnato il 3-0 e poi ho urlato, avevo parlato col mister e lui mi aveva detto di chiudere la partita e io gli ho detto che l'avrei fatto. Con Conte è così, ci punzecchia e poi ridiamo assieme".

SUI COMPAGNI

Lautaro: "Darmian i allena sempre bene, gioca a destra o a sinistra, giocherebbe anche in porta, ragazzi come lui sono importanti in squadra. E poi i difensori: da loro inizia sempre l'azione per noi e in più ci salvano coprendoci le spalle, bello avere una squadra così".

Lukaku"Eriksen è un artista, un maestro. Al primo allenamento con noi l'anno scorso fa due gol incredibili dalla distanza e li ho capito quanto era forte".

LO SCUDETTO

Lukaku: "Dopo la vittoria in casa sull'Atalanta ho detto: non dico che è fatta ma ci siamo per lo Scudetto. La domenica di Sassuolo-Atalanta ero a casa con mio figlio, anche lui faceva festa. Era la prima volta che vincevo qualcosa di importante, ho girato in auto per Milano: avevo le auto dietro, era una gioia bellissima, mi sentivo un re".

Lautaro: "Io pensavo che alla fine le altre squadre ci arrivassero più vicine, invece non è stato così. Vincere è un'emozione incredibile". 


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