Barella: le origini, l’idolo, la gavetta, i compagni di viaggio, l’Inter...

BARELLA: LE ORIGINI, L’IDOLO, LA GAVETTA, I COMPAGNI DI VIAGGIO, L’INTER...

Nicolò Barella è il primo protagonista di “Careers”, il nuovo format di Inter TV in cui i giocatori della Prima Squadra si raccontano tra carriera e storia personale

MILANO – Calcio, calcio, calcio. Nicolò Barella ha scoperto presto quale sarebbe stata la passione più grande della sua vita. Le idee chiare fin da bambino, quando al fianco di suo papà guardava tutte le partite e immagazzinava ogni movimento e un’energia infinita: fin dai primi passi sul campo, è sempre andato a mille all’ora.

Nel primo appuntamento del nuovo format di Inter TVCareers” (segui Inter TV su DAZN) , il centrocampista nerazzurro si racconta attraverso fotografie e parole chiave in un’intervista emozionante, ricca ed esclusiva.

Miglior centrocampista della Serie A 2020/21, terminata sollevando il 19esimo Scudetto della storia nerazzurra, protagonista della conquista dell’Europeo, nella lista dei 30 candidati per il Pallone d'Oro e punto fermo dell’Inter che ha aperto il 2022 alzando la Supercoppa: la storia di Nicolò Barella parte dalla sua Sardegna, le sue radici e corre verso traguardi lontani.

“Sono nato a Pirri e Sestu è il paese dove sono andato a vivere con i miei genitori. Sono molto legato alla mia terra e orgoglioso delle mie origini. Il sardo? Lo uso qui a Milano quando non voglio farmi capire dalle persone!”

La formazione nella Scuola Calcio “Gigi Riva”, le giovanili e gli esordi nel Cagliari: la carriera di Nicolò prende forma passo dopo passo trascinata da una determinazione incredibile, un talento innato e un idolo ammirato da sempre.

Puoi fare tutto nella tua carriera ma non farai mai quello che ha fatto Gigi Riva per Cagliari. Quando mi ha detto che mi conosceva e mi ha fatto i complimenti mi ha reso orgoglioso di quello che faccio e di quello che ho fatto”.

È proprio vicino a Milano, al Como che il centrocampista vive la sua prima esperienza lontano dalla sua Sardegna, un periodo formativo dal punto di vista calcistico e umano.

La mia prima esperienza fuori casa, era destino fosse vicino a Milano. È stato difficile perché è arrivata la retrocessione, ma bella perché ho trovato un gruppo di ragazzi stupendi con i quali mi sento ancora. Ci sono stati tanti cambiamenti in quel periodo che mi hanno aiutato a crescere, posso solo dire grazie alla città di Como”.

C’è un fil rouge, come una traccia già segnata che lega le origini, la gavetta e l’arrivo all’Inter di Barella. Un calciatore che ha indossato la maglia del Como, ha fatto la storia del Cagliari e ha vinto lo Scudetto dei Record all’Inter: Gianfranco Matteoli.

Matteoli è una delle persone più importanti che ho incontrato nella mia breve carriera. Mi ha fatto crescere in tutte le giovanili poi mi ha portato a Como, non posso che ringraziarlo. Quando sono arrivato all’Inter era contento ed emozionato perché c’era un’altra cosa che accomunava il nostro percorso”

Nell’estate del 2019 l’arrivo all’Inter: una scelta presa senza nessun dubbio, un progetto importante per cui Barella era pronto. Il nerazzurro d’altronde l’aveva accompagnato fin dalle prime sfide “in famiglia” con una maglia che oggi porta in alto insieme ai suoi compagni.

“Mio padre quando andava fuori per lavoro mi portava sempre un completino della squadra della città e li usavo quando facevamo le partitelle insieme ai miei cugini. Dell’Inter ne avevo una di Ronaldo e una di Recoba. Ho sempre detto che sono un tifoso del Cagliari però ho sempre simpatizzato Inter perché molti della mia famiglia tifavano Inter”

E poi c’è l’Azzurro. Titolare inamovibile della nazionale di Roberto Mancini, Barella ha conquistato il titolo europeo, vinto a Wembley contro l'Inghilterra da protagonista, segnando nei quarti di finale contro il Belgio. Un traguardo incredibile che è stato accompagnato da uno scatto diventato virale di cui il centrocampista ha parlato nell’intervista...

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CAREERS | Nicolò Barella

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