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9 apr 2022

Due gol nel primo tempo regalano alla squadra di Inzaghi tre punti strameritati


MILANO - Si scrive favonio, ma quello che soffia è il vento dell'Inter. Arriva rampante, si infila tra gli spalti di San Siro, abbatte il Verona. Sospinge un intero popolo, tornato in massa a San Siro per la prima volta dopo più di due anni. Va forte l'Inter, sulle ali di un entusiasmo rinato dopo la vittoria di Torino, concretizzato da una prova senza sbavature contro l'Hellas. Prima Barella, poi Dzeko. I due soffi che sospingono i palloni nella porta di Montipò, protagonista indiscusso del match, firmano un 2-0 senza appello. Prova di carattere e sostanza dei nerazzurri, bellissimi nel primo tempo, bravi nella ripresa a non dare possibilità alla squadra di Tudor di tornare in partita. Tre punti voluti, davanti a più di 60mila spettatori entusiasti per una squadra che sale ora a quota 66.

Torna De Vrij al centro della difesa, non c'è Lautaro, squalificato: al fianco di Edin Dzeko c'è il Tucu Correa, che aveva esordito nella gara d'andata contro i gialloblù segnando una memorabile doppietta. È un'Inter da corsa, di quelle che avevano tanto macinato gioco, occasioni e spettacolo per lunghi tratti del campionato. Lo si capisce subito, dal livello di aggressione, dalla partecipazione corale alla manovra, dalle traiettorie precise che sfociano in palle gol. Una, due, tre. Montipò veste il mantello di Superman e inizia la sua giornata di lavori extra per contenere l'Inter.

Dimarco, schierato al posto di Bastoni, è caldo e tonico. Una sua corsa dopo 4 minuti infiamma i 61.325 di San Siro. Predominio territoriale netto che non si traduce, almeno inzialmente, nel vantaggio. Perisic in serata fuori categoria costringe Montipò al miracolo al minuto 18. Ne passano quattro e finalmente l'Inter sfonda: arrembante Perisic sulla sinistra, preciso nel cross sul secondo palo. L'appuntamento con il gol arriva: si presenta puntuale Barella che di destro, di controbalzo, manda in porta dopo un bacio alla traversa.

San Siro ruggisce, abbraccia i nerazzurri e li lancia ancora con più intensità. La manovra è bella, strappa applausi. Quando al 25' Montipò dice no a Correa dopo una serie di passaggi di prima, il portiere nega di fatto uno dei gol più belli dell'anno per costruzione. L'Inter è viva più che mai. Dzeko, mobile e bravo a lavorare con la squadra, prende la mira al 29' trovando Montipò. è solo un antipasto: corner di Dimarco, spizzata di Perisic, gol di Edin per un 2-0 sacrosanto.

E il Verona? Colpito due volte, la squadra di Tudor prova a reagire con le sue armi, quelle del palleggio sulla trequarti alla caccia delle imbucate per Simeone. L'attaccante sfonda al 35' ma trova una straordinaria opposizione di Handanovic. Un episodio che rialza l'attenzione della squadra, brava a chiudere in avanti il primo tempo.

La ripresa inizia senza De Vrij, fermato da un affaticamento alla coscia sinistra: c'è D'Ambrosio, che da subito entra in partita con interventi precisi e grande abnegazione. Il Verona non può più aspettare e alza il baricentro, esponendosi però alle ripartenze di Dumfries, enorme nella capacità di allungare nella metà campo avversaria. Un paio di ripartenze nerazzurre, però, vengono sprecate per imprecisioni negli ultimi tocchi.

I tentativi dell'Hellas sono solo dalla distanza, più qualche pallone che spiove in area sul quale Dumfries, Skriniar e D'Ambrosio devono fare gli straordinari. Inzaghi cambia e sceglie Gosens, mandando Perisic a supportare Dzeko in avanti. Poi sono Vidal e Bastoni, prima di Gagliardini, a dare le forze fresche a una Inter meno travolgente rispetto al primo tempo ma pericolosa ogni volta che si affaccia dalle parti di Montipò.

Quando al 73' D'Ambrosio suona la carica, San Siro si esalta: il numero 33 parte a tutta, facendo scattare il contropiede. Partecipano tutti, con Vidal che rifinisce proprio per D'Ambrosio: la sua conclusione viene deviata sul palo da Montipò. Il colpo del K.O. non arriva e il Verona vede spiragli di speranza. Li chiude, tutti, Skriniar. A centrocampo, in ogni luogo del terreno di gioco del Meazza. E in area, quando al minuto 83 sporca un tiro a botta sicura di Ilic. Di fatto l'ultima vera occasione del match che si spegne al 93', quando il vento sembra dare tregua, qualche nuvola sporca il cielo azzurro sopra un San Siro che saluta un sabato bello, perfetto, nerazzurro.

IL TABELLINO

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 37 Skriniar, 6 De Vrij (33 D'Ambrosio 46'), 32 Dimarco (95 Bastoni 65'); 2 Dumfries, 23 Barella (22 Vidal 65'), 77 Brozovic, 20 Calhanoglu (5 Gagliardini 83'), 14 Perisic; 9 Dzeko, 19 Correa (18 Gosens 59').A disposizione: 21 Cordaz, 97 Radu, 7 Sanchez, 8 Vecino, 13 Ranocchia, 36 Darmian, 88 Caicedo.Allenatore: Simone Inzaghi.

HELLAS VERONA (3-4-2-1): 96 Montipò; 16 Casale, 21 Günter, 17 Ceccherini (18 Cancellieri 82'); 5 Faraoni (29 Depaoli 62'), 61 Tameze, 14 Ilic, 8 Lazovic (31 Šutalo 82'); 24 Bessa (11 Lasagna 62'),10 Caprari; 99 Simeone.A disposizione:  12 Chiesa, 74 Boseggia, 30 Frabotta, 45 Retsos, 78 Hongla, 88 Praszelik.Allenatore: Igor Tudor.

Marcatori: 22' Barella (I), 30' Dzeko (I).Ammoniti: Dumfries (I), Brozovic (I).Recupero: 1' - 3'

Arbitro: Marinelli.Assistenti: Rossi, Liberti.Quarto Uomo: Massimi.VAR: Aureliano.Assistente VAR: Cecconi.


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