La perla di Calha, il salvataggio di Bisseck: Cagliari - Inter in cinque momenti
Squadra
— 1 ora faUn'Inter intensa, bella e propositiva, veloce e creativa, disposta anche a soffrire nel finale per uscire con tre punti dall'Unipol Domus. La seconda giornata di Serie A, la prima in trasferta di questo campionato, si è conclusa con la seconda vittoria dei nerazzurri: uno 0-1 sul campo del Cagliari firmato da un'altra perla dalla distanza di Hakan Calhanoglu. Una partita che ha visto la squadra di Chivu brillare per trame di gioco e produzione offensiva, inibita solo da un grande Caprile. Una gara speciale per Barella, dominante a centrocampo, e Bastoni, alla trecentesima in nerazzurro. Un match su cui hanno lasciato l'impronta Josep Martinez, con due interventi decisivi, e Yann Bisseck, che ha messo la testa sulla conclusione ravvicinata di Adopo nel finale.
Riviviamo la sfida tra Cagliari e Inter attraverso cinque momenti, cinque istantanee rimaste negli occhi della seconda giornata di campionato.
ANCORA CALHA
Riavvolgiamo il nastro a una settimana fa: sesto minuto di Inter-Monza, appoggio rasoterra dal lato destro di Diouf per l'accorrente Calhanoglu, che si coordina e lascia partite un bolide che si infila sotto la traversa, sbloccando il match di San Siro. Una conclusione pazzesca, talmente bella che il suo autore ha deciso di ripetere lo stesso copione alla prima occasione utile, pur con qualche variazione. È così che Calha ha sbloccato la gara dell'Unipol Domus: l'appoggio stavolta è stato di Barella, la posizione da cui ha calciato era leggermente più centrale, mentre la parabola della conclusione è stata del tutto differente. Un collo interno che, visto da dietro, sembrava poter uscire oltre il palo, ma l'effetto impresso al turco dal pallone ha disegnato una traiettoria magica, che si è infilata rasoterra all'angolino basso. Colpo da mago, stesso risultato: Inter in vantaggio, Inter che vince.
Una prodezza che si aggiunge alla collezione di gol da fuori area realizzati dal centrocampista turco, che ha aggiornato i suoi primati in questo fondamentale. Dal suo esordio in Serie A (stagione 2017/18), Hakan è il giocatore che ha segnato più gol da fuori area nel torneo: sono 22 le sue reti dalla distanza, una in più rispetto a Paulo Dybala e Ruslan Malinovskiy. Inoltre, dal suo arrivo all'Inter nel 2021/22, Calhanoglu (15) è uno dei soli tre giocatori con almeno 15 reti segnate da fuori area nei maggiori cinque campionati europei, assieme ad Harry Kane (16) e Kylian Mbappé (22). La rete contro il Cagliari lo ha reso il secondo centrocampista dell'Inter ad andare a segno in ciascuna delle prime due presenze stagionali in Serie A nell'era dei tre punti a vittoria, dopo Thiago Motta nel 2011/12. Calha è anche l'unico centrocampista con più di una rete all'attivo in ciascuna delle ultime 14 stagioni nei maggiori cinque campionati europei, ossia da quando ha esordito in questi tornei nel 2013/14 con la maglia dell'Amburgo, grazie ai due centri già realizzati in questa Serie A.
LA NOTTE DI BARELLA E BASTONI
Minuto 32, palla tra i piedi di Alessandro Bastoni: il difensore nerazzurro alza la testa, ma l'idea è già nei suoi occhi. Lancio lunghissimo, profondissimo, a servire l'inserimento di Barella: il pallone viene letto male da Caprile e alla perfezione da Nicolò, che impatta con il destro al volo. Il pallone, però, non fa in tempo a entrare in rete per l'intervento di Juan Rodriguez. Una giocata codificata tra i due, una connessione che negli anni ha fatto esultare più volte i tifosi interisti: Inter-Juventus della stagione 2020/21, quella del diciannovesimo Scudetto, vede Barella involarsi e realizzare il 2-0 nerazzurro dopo aver raccolto un lancio perfetto di Bastoni. Stesso copione ripetuto due anni dopo, in un 3-0 a San Siro contro la Sampdoria, e nell'andata dei quarti di finale contro il Benfica, con un cross dalla trequarti di Alessandro per il colpo di testa di Nicolò.
La partita di Cagliari è stata speciale per entrambi: Bastoni ha raggiunto quota trecento presenze con la maglia dell'Inter, un traguardo che simboleggia il suo legame indelebile con i colori nerazzurri, mentre Barella ha giganteggiato a centrocampo in quello che per quattro stagioni è stato il suo stadio. Una prova brillante per Nicolò, funambolico nelle giocate e intenso nel pressing, lucido nella gestione e determinato negli inserimenti: con l'assist per Calhanoglu è arrivato a quota 9 partecipazioni attive ai gol contro il Cagliari, e ha raggiunto quota 47 assist con la maglia dell'Inter.
LA PARTITA DI PAVARD
Sono 370 i giorni che dividono il 25 agosto 2025 dal 30 agosto 2026: sono i giorni passati dall'ultima presenza di Benjamin Pavard con la maglia dell'Inter prima della partita di Cagliari. L'ultima partita del francese in nerazzurro era stata la prima giornata dello scorso campionato, il 5-0 di San Siro contro il Torino che aveva dato il via alla cavalcata nerazzurra verso lo Scudetto. Dopo una stagione al Marsiglia, Benji ha ripreso il filo da dove lo aveva lasciato: Chivu lo ha schierato titolare nel terzetto difensivo, e Pavard ha risposto con una prestazione di solidità e maturità, aggressivo nel primo tempo in anticipo e nel recupero del pallone, duttile nella ripresa adattandosi a giocare da esterno di centrocampo. Da un clean sheet all'altro, nei tre punti portati a casa dall'Inter c'è il grande contributo difensivo di Pavard.
PEPO, CON LE MANI E CON I PIEDI
Una delle doti fondamentali di un portiere è la capacità di mantenere al massimo la concentrazione nell'arco dei novanta minuti. In un gioco episodico come il calcio, basta un attimo per cambiare le sorti di una partita: tra il minuto 60 e il minuto 63, Josep Martinez ha dato un saggio di questa qualità. Fondamentale, il "Pepo", dopo un primo tempo in cui non era mai stato chiamato in causa. Due interventi decisivi, nel momento in cui il Cagliari ha iniziato a rendersi pericoloso: il primo di istinto, allungandosi alla sua sinistra su un insidioso tiro-cross di Fadera. La smanacciata di Martinez evita il tap-in a porta vuota di Carlos, appostato sul secondo palo e pronto ad appoggiare il pallone rete. Il secondo intervento, invece, è di lettura: lancio in profondità di Adopo per Carlos, ma il portiere nerazzurro calcola il tempo alla perfezione ed esce in scivolata, anticipando con il piede l'arrivo dell'attaccante rossoblù. Momenti decisivi, in cui il portiere nerazzurro ha messo la firma sul successo della squadra.
LA TESTA DI YANN
Una di quelle giocate che possono cambiare le sorti di una partita, di quelle che pesano al momento di fare i conti. Al minuto 84, l'Unipol Domus trattiene si alza in piedi e trattiene il fiato: cross di Ciervo dalla destra, sponda di testa di Fadera, respinta di Stones. Il primo ad arrivare sul pallone vacante in area è Adopo, che controlla e lascia partire una conclusione potente di sinistro dall'altezza del dischetto. Il pubblico è pronto a esultare, ma Yann Bisseck ha altri programmi. Il difensore tedesco si trova sulla traiettoria del tiro, e ha la lucidità di pensiero e la prontezza di deviare il pallone di testa, mettendolo in calcio d'angolo. Un salvataggio decisivo, perché il tiro era ben indirizzato verso la porta: lo sa bene Bisseck, che si gira ed esulta come per una rete segnata. Fa lo stesso Martinez, che si unisce alla gioia del compagno per poi scherzare nel post. "Mi ha tolto la parata!", ha dichiarato il Pepo sorridendo, ma la testa di Bisseck ha avuto un valore capitale nella prima vittoria esterna della stagione nerazzurra.