COMO, ITALY - JANUARY 03: Head Coach Cristian Chivu of FC Internazionale attends during the FC Internazionale press conference at Appiano Gentile on January 03, 2026 in Como, Italy. (Photo by Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images)

Chivu: "Ripartiamo da responsabilità, ambizione e voglia di crescere"



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Le parole dell'allenatore nerazzurro nella conferenza di vigilia di Inter-Bologna


L'Inter inaugura il 2026 a San Siro con la sfida contro il Bologna in programma domenica 4 gennaio alle 20:45. Alla viglia della gara valida per la 18ª giornata della Serie A 2025/26, Cristian Chivu ha risposto alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa di vigilia:

Domani si riparte, che partita si aspetta e quali responsabilità sentite in questo momento?

"Le solite responsabilità che questa squadra ha per le aspettative e le ambizioni che ha da molti anni. Sappiamo che domani sarà una partita difficile contro un avversario che ha messo chiunque in difficoltà negli ultimi anni perché è cresciuto molto e ha una chiara identità e un'intensità che crea dei problemi alle squadre che la affrontano".

Perché è così complicato battere il Bologna?

"È difficile giocare contro una squadra che ha un’identità chiara, che ha gamba e che riesce a metterti in difficoltà anche nelle cose semplici. Quando attaccano hanno giocatori sulle fasce a piede invertito che possono metterti in difficoltà, riempiono l’area nei tempi giusti, hanno struttura. In fase difensiva ti vengono a prendere a uomo, hanno i tempi giusti e riescono sempre a tornare in molti sotto la linea della palla in poco tempo".

Siete primi in classifica, cosa vorresti vedere di più?

"Le cose le dobbiamo fare sempre meglio, è una cosa che abbiamo cercato di trasmettere da subito e in cui i ragazzi hanno iniziato a credere. Le squadre che vogliono essere competitive devono aggiungere sempre qualcosa in più, poi il senso di responsabilità e l‘ambizione non devono mai mancare".

Queste frecciate che arrivano da altre squadre e città che peso hanno per voi?

"Per me nulla, per come sono cresciuto e per come vedo il calcio incide poco se non a livello mediatico. Non hanno a che fare con questo sport che deve rimanere uno sport senza cercare sempre la critica non costruttiva e le polemiche inutili che non servono a nessuno".

C’è un nome che sta girando come possibile rinforzo di gennaio che è Cancelo: cosa pensa che possa succedere?

"Vorrei parlare dei miei giocatori. Di Luis Henrique, Diouf, Dumfries, Darmian che rientrerà tra poco. Preferisco guardare quello che ho a disposizione, amo questo gruppo e questi giocatori, sono a livello dell’Inter e voglio parlare di loro".

Con un calendario così pieno, la gestione è pensare a una partita per volta o si devono gestire le energie con un blocco di 9 gare i 28 giorni?

"Quando abbiamo avuto un calendario affollato abbiamo sempre cercato di cambiare, di trovare energie fresche in base alle caratteristiche degli avversari e ai nostri allenamenti. C’è bisogno di tutti perché giocare ogni 3 giorni non è semplice quando si vuole essere competitivi. Abbiamo 25 giocatori, 22 di movimento in grado di scendere in campo rimanendo un gruppo competitivo. Le energie che spendi in una gara sono tante e tutte le partite sono importanti, quindi bisogna trovare nella responsabilità e nelle rotazioni la forza per portare avanti i risultati".

In falli l’Inter sta spendendo di più rispetto all’inizio. Sta migliorando anche in questa la squadra?

"Nel senso di responsabilità e nella percezione del pericolo. Quando si fanno determinate pressioni c’è il rischio che vengano saltate quindi bisogna saper reagire, poi se aumentano le percentuali di falli questo è il calcio, dipende anche dalla partita. Ho letto qualche titolo sui giornali in cui ci definiscono squadra di fabbri, a me fa piacere che i miei giocatori abbiano coraggio, che non abbiano paura di fare contrasti o un fallo se serve per cercare di creare qualcosa di importante quando si recupera la palla".

De Vrij e Frattesi: ci sono i presupposti per aumentare il loro minutaggio o teme che possano cercare maggiore continuità altrove a stagione in corso?

"Io non temo niente, mi fido della loro professionalità, quando si allenano e quando sono chiamati in causa. Sono giocatori importanti come tutti gli altri e sono i primi responsabili di quello che accade riguardo la loro presenza in campo. È vero che hanno fatto meno rispetto agli altri un po’ per cause fisiche -mi riferisco a Davide-, un po’ per scelte diverse visto che poi abbiamo iniziato a cambiare anche Akanji e Bisseck in mezzo alla difesa ma abbiamo presente quello che Stefan è, quello che dà al gruppo e sicuramente avrà anche lui più opportunità di giocare così come Davide".

Oggi si riesce a segnare spesso sfruttando l'errore dell'avversario, è d'accordo e come state allenando questa caratteristica?

"Nel cacio di oggi quando si ruba la palla si ha più opportunità di fare gol, perché se fai un’azione manovrata e lenta e trovi una squadra schierata bassa diventa tutto più complicato. Per noi il fatto che andiamo a prendere la squadra avversaria, che rischiamo qualche pressione in più vuol dire che vogliamo intercettare la palla per giocarla più in verticale e attaccare una linea difensiva che non è più organizzata".

All'inizio c'è stata qualche difficoltà, ora hai iniziato a divertirti? Chi è la favorita?

"Mica tanto…mi diverto un po’ di più perché vedo polemiche che non esistono, le solite cose, ma sappiamo che la percezione fuori è dovuta ad altre mille cose, per questo non mi pesano perché il mio dovere è fare crescere questa squadra. La favorita? Ci sono 5 squadre in pochi punti, la classifica dice quello, poi magari tra un mese cambierà qualcosa. Tra le prime 5 la differenza è minima quindi tutte hanno la loro possibilità di arrivare fino in fondo".

Domenica 4 gennaio

20:45

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