Campionato Serie A - Stagione 1988-1989 - Inter-Napoli 2-1 - 28-05-1989 - Lothar Matthaus esulta dopo aver segnato un goal importantissimo per lo scudetto. Sullo sfondo Diego Armando Maradona e Aldo Serena;Serie A Championship - Season 1988-1989 - Inter-Napoli 2-1 - 28-05-1989 - Lothar Matthaus exults after scoring an important goal for the Scudetto. In the background Diego Armando Maradona and Aldo Serena

Del cielo e della notte Verso Inter - Napoli



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15 ore fa
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Episodio 15: il Professor Akanji - Un serio candidato a MVP, la partita in cui Lautaro divenne Lautaro, l’uomo portato da Gorbaciov e lo step di domenica sera


Ne abbiamo visti di difensori in vita nostra. Riccardo Ferri, il primo che ci ricordiamo, stopper che ci sembrava gigantesco come statura e valore. Centottantatre centimetri dicono le misurazioni ufficiali: il calcio è cambiato, le dimensioni dei giocatori anche. Ma Ricky era Ricky. Nostro padre ci aveva raccontato di Picchi e Guarneri, Aristide abbiamo anche avuto il piacere di conoscerlo e intervistarlo. A quasi ottantotto anni fa ancora ginnastica tutti i giorni e a Cremona gira in bicicletta. Poi abbiamo visto la cattiveria di Walter Samuel, che battezzava l’avversario più pericoloso con una carezza nei primi secondi della partita, quando gli arbitri sono un po’ più guardinghi nell’estrarre i cartellini. Abbiamo visto la furia quasi brutale di Lucio, che ogni tanto partiva e andava in avanti, la velocità di Ivan Cordoba, la maestria del gioco aereo di Marco Materazzi, uno che le minors, come si dice adesso, se le era fatte tutte e una volta salito sul tetto del mondo non voleva più scendere.

Più recentemente abbiamo visto Stefan De Vrij e Francesco Acerbi, due modi diversi ma ugualmente efficaci di fare il centrale nel calcio moderno: elegante nell’impostazione l’olandese, old school come certi rapper milanesi l’italiano, erede della nobile arte della marcatura a uomo. Ma l’intro di oggi vogliamo dedicarla a Manuel Akanji, che in campionato non ha ancora saltato un minuto, e siamo ormai a gennaio inoltrato, e la sensazione netta che abbiamo è che ogni minuto sia meglio di quello precedente. La masterclass vista a Parma è solo la copertina di un inizio di stagione da brividi, e qualcuno, sommessamente ma non troppo, inizia a fare il suo nome come candidato a MVP della Serie A. Un armadio fisicamente, velocissimo, con piedi da centrocampista, non a caso ogni tanto Guardiola lo schierava lì, e non è che sia proprio cosa da tutti giocare in mezzo nei centrocampi di Pep. Semplicemente Akanji, il professore.

Siamo qui, dove tutto ha iniziato a prendere forma, un girone dopo, Inter-Napoli dopo Napoli-Inter. All’andata fu una partita stranissima che l’Inter dominò nella prima mezz’ora ma che fu sbloccata dal Napoli con un rigore visto in differita dall’assistente, come ogni assistente distante una trentina di metri abbondante dal luogo del delitto o presunto tale. Fu anche l’ultimo calcio al pallone di Kevin De Bruyne per il 2025, infortunatosi proprio durante la realizzazione del rigore. Tolto lui di squadra Antonio Conte ha perso senz’altro in qualità ma guadagnato enormemente in compattezza, varando un 3-4-3 che esalta a pieno le qualità di David Neres, in dubbio fino all’ultimo, che all’andata fu decisivo da falso nueve. Inter e Napoli tornano a combattere per lo Scudetto, dopo lo scorso anno e dopo i glory days, come da canzone springsteeniana, di Maradona e Matthaus, che Inter-Napoli la giocarono anche in due finali della Coppa del Mondo, una vittoria per parte. Mettiamo ordine però e facciamo un breve ma istruttivo viaggio nella storia di questa sfida, che inizia ad essere sulla mappa del calcio italiano dal 1989, quando si contendono appunto lo Scudetto le due squadre.

L’Inter di Trapattoni e Matthaus e il Napoli di Maradona più altri dieci, sostanzialmente, anche se il resto del cast era all’altezza: Ciro Ferrara, Careca, Alemao. Ma è Maradona contro Matthaus, sono loro a decidere il campionato. In quegli anni la Serie A è il centro del mondo, e basta pochissimo per spostare gli equilibri. Tra il 1982 e il 1991 sollevano lo scudetto in nove anni sette squadre diverse. Per intenderci, dal 1991 ad oggi, in trentacinque edizioni, le squadre scudettate sono state sei. Nel 1988 lo vince il Milan di Sacchi e soprattutto dei tre olandesi, Van Basten Gullit e Rijkaard, semplicemente i primi tre in graduatoria nel Pallone d’Oro di quell’anno, anche se Rijkaard arrivò dopo il titolo. Troppa la differenza col resto della concorrenza, e per colmare il gap serve, in quegli anni, non sbagliare lo straniero. Se ne possono tesserare due ma nell’estate 1988 arriva uno slot in più. L’Inter non ci pensa due volte e pesca dal Bayern Monaco Lothar Matthaus e Andy Brehme, non proprio due qualsiasi. Il terzo è Ramon Diaz, in prestito dalla Fiorentina, che con Aldo Serena formerà una delle coppie gol meglio mixate della storia nerazzurra. Lothar è uomo guida, al di là della differenza con gol e assist ha una leadership incredibile dentro e fuori dal campo. Diego è Diego, inutile spendere altre parole. All’andata al San Paolo si sfidano, ma la tattica di Trapattoni, Beppe Baresi incollato a uomo su Maradona, funziona. Zero a zero, come da desiderata interisti, e nel frattempo l’Inter prende il volo. A San Siro, a quattro giornate dalla fine, il Napoli è appeso a una fiammella, vincendo proverebbe a rientrare. L’Inter del Trap invece con una vittoria vincerebbe il titolo. Il Napoli parte forte e passa con Careca, ma l’Inter ha una marcia in più. Pareggia con Berti – alla storia è passata l’autorete di Luca Fusi, per le regole in vigore allora, ma qui le regole le facciamo noi e soprattutto vogliamo bene a Nicolino, quindi gli restituiamo un gol che si merita. Poi al minuto ottantatre c’è un calcio di punizione, sul pallone ci vanno Andy Brehme e Lothar Matthaus, con Riccardo Ferri pronto alla soluzione di potenza. La soluzione invece la piazza Lothar Matthaus con un destro di una potenza terrificante. È il gol scudetto, l’Inter alza il suo tredicesimo nella partita più importante.

Scudetto dei record 1989
Napoli - Campionato 1988-1989 Napoli-Inter 0-0 15-01-1989 Giovanni Trapattoni - Dott. Pasquale Bergamo ingresso in campo
Milano,28-05-1989 DFP/Enrico Liverani.Inter-Napoli 2-1 Campionato Italiano 1988-1989.Esultanza dopo goal Matthaeus Lothar.
Campionato Serie A - Stagione 1988-1989 - Inter-Napoli 2-1 - 28-05-1989 - Lothar Matthaus esulta dopo aver segnato un goal importantissimo per lo scudetto. Sullo sfondo Diego Armando Maradona e Aldo Serena;Serie A Championship - Season 1988-1989 - Inter-Napoli 2-1 - 28-05-1989 - Lothar Matthaus exults after scoring an important goal for the Scudetto. In the background Diego Armando Maradona and Aldo Serena
Scudetto 1988-89
MILANO,28-05-1989   DFP/RAVEZZANI GIORGIO.INTER-NAPOLI: ESULTANZA INTER-FESTEGGIAMENTI 13°SCUDETTO.ZENGA- BARESI G.-BREHME-MANDORLINI-BERGOMI-BERTI-DIAZ-FERRI GIRO D'ONORE CON BANDIERONA INTER

Non è sempre stata una canzone d’amore, Napoli-Inter, che in questi trentacinque e passa anni da quel pomeriggio di maggio non hanno proprio lottato ogni anno per lo scudetto. Negli anni duemila hanno vissuto situazioni diverse. Addirittura due campionati in serie C gli azzurri, prima della rinascita targata De Laurentiis, con la doppia promozione e il ritorno stabilmente nei quartieri alti della serie A.

Inter-Napoli è stata una sfida fatta di flash nella prima decade del millennio. Il gol di tacco di Ivan Zamorano, da vedere e rivedere, prodezza del cileno di cui non ci stanchiamo mai. La doppietta elegante di Julio Cruz. L’eleganza con cui Laurent Blanc va in porta con due triangoli, saltando anche il portiere. Il gol di tacco di Muntari e quello in acrobazia di Cordoba, in una partita dove tutto era concesso anche a chi non aveva magari mezzi tecnici da trequartista. La cattiveria con cui l’Inter del Triplete chiuse la pratica in cinque minuti, i primi del match, in una gara di settembre. Poi il Napoli tornò in Champions, e negli anni ’10 i rapporti di forza si sono quasi invertiti.

Cavani, Hamsik e Lavezzi per iniziare a sognare, Higuain per sfiorare il sogno scudetto, che sarebbe invece arrivato solo qualche anno dopo. Inter-Napoli è rimasta combattuta, e le vittorie interiste sono comunque figlie di classe e grinta.

Gennaio 2011, lezione magistrale di inserimento dei centrocampisti In cattedra due professori, Motta Thiago, nato nello stato di San Paolo, Brasile, ma chiare origini italiane, e Esteban Cambiasso, che con l’Inter di gol ne ha messi 51 in una decade esatta, cifre da attaccante di scorta, più che da mediano.

Dicembre 2012, come potete ascoltare in un altro podcast di Inter Media House, Tutti quei km, con una voce più famosa e musicale della mia, ci sono gol casuali e altri invece figli di piani ben riusciti

Aprile 2016, Mauro Icardi e Marcelo Brozovic, senza dubbio i due uomini simbolo di un’Inter che provava a rialzarsi e a tornare in Champions League, firmano un successo pesante con due prodezze d’autore

Poi si apre l’era di Lautaro, si apre con un passaggio di consegne con un altro attaccante argentino. Il 2018-2019 si apre con Mauro Icardi numero nove e capitano, e Inter-Napoli è la gara simbolo della staffetta. La partita si apre con una giocata maradoniana di Icardi che prende la traversa direttamente dal calcio d’inizio, sarebbe stato il gol più veloce della storia della Serie A e forse il più matto. Si chiude invece con il primo, vero guizzo di Lautaro, che in campionato con l’Inter aveva già segnato contro Frosinone e Cagliari, ma in gare più semplici. Col Napoli, nel primo e finora ultimo boxing day della storia della Serie A, peccato perché era un’idea divertente, la partita l’Inter la vince all’ultimo respiro con la prima giocata di Lautaro da Lautaro, con un pallone deviato al minuto novantaquattro con la rabbia che solo chi sa che era solo questione di tempo prima di prendersi San Siro, ma non poteva più aspettare. Lautaro Javier Martinez, uno a zero.

E poi? Arriviamo alla cronaca, più che la storia. Con conte in panchina, l’Inter batte due volte il Napoli, due gare attente, misurate, essenziali, vere. Poi arriva Simone Inzaghi, e la partita della svolta del suo ciclo è forse proprio contro il Napoli. Il 21 ottobre 2021 l’Inter va sotto con gol, quando si dice la combinazione, di Piotr Zielinski. Sconfitta significherebbe più o meno rompete le righe, invece l’Inter la ribalta e rimette in bolla la sua stagione. Un rigore di Calhanoglu, una furbata di Ivan Perisic, un altro sigillo di Lautaro Martinez. La partita si riapre nel finale col gol di Mertens, e resta aperta fino all’ultimo respiro, ma l’Inter la porta a casa. Il Napoli non è ancora da scudetto, lo diventerà l’anno successivo, ma a San Siro deve inchinarsi comunque: il gol di Dzeko, su un assist sontuoso di Dimarco, serve all’Inter a prendere lo slancio per una cavalcata esaltante in Champions League, fatto salvo l’amaro atto finale, e che in campionato serve comunque ad agguantare il terzo posto finale.

Il penultimo Inter Napoli è una passerella verso la seconda stella, coi gol di Darmian e dell’ex Juan Jesus, l’ultimo invece è una sfida di boxe. Antonio Conte la prepara per non perderla., e ci riesce, ma solo grazie a un errore dal dischetto di Hakan Calhanoglu. DA quando il turco è all’Inter ci sono state due eclissi totali di sole, un Olimpiadi e due rigori sbagliati: il primo finì proprio sul palo alla destra di Meret e uccise in culla la rimonta interista. Prima ci furono il gol di McTominay e il pareggio proprio del turco con un golazo dalla distanza. E ora?

MILAN, ITALY - NOVEMBER 21: Hakan Calhanoglu of FC Internazionale celebrates after scoring his team's first goal during the Serie A match between FC Internazionale and SSC Napoli at Stadio Giuseppe Meazza on November 21, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images )
MILAN, ITALY - JANUARY 04: Edin Dzeko of FC Internazionale scores his team's a first goal during the Serie A match between FC Internazionale and SSC Napoli at Stadio Giuseppe Meazza on January 04, 2023 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)
MILAN, ITALY - MARCH 17:  Matteo Darmian of FC Internazionale copetes for the ball with Khvicha Kvaratskhelia of SSC Napol during the Serie A TIM match between FC Internazionale and SSC Napoli at Stadio Giuseppe Meazza on March 17, 2024 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images) (Photo by Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images)
MILAN, ITALY - NOVEMBER 10: Hakan Calhanoglu of FC Internazionale celebrates after scoring the first goal during the Serie match between FC Internazionale and Napoli at Stadio Giuseppe Meazza on November 10, 2024 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images)

Un attimo, ci arriviamo. Prima l’Interista che non ti ricordi. L’interista che non ti ricordi parlando di Inter-Napoli è Igor Shalimov. “È arrivato dalla Russia l’ha portato Gorbaciov- Shalimov Shalimov”. I cori dei tifosi, si sa, vanno presi con le pinze, anche quelli non censurabili, ma raccontano più di molto altro lo spirito del tempo. E Gorbaciov qualcosa c’entrava, visto che l’Unione Sovietica non esisteva più nel 1991 quando Shalimov si trasferì in Italia, al Foggia di Foggia, come ci tenne a precisare il russo in un’intervista. Figlio di un operaio, non poteva che giocare nello Spartak. Hobby? Leggere Dostoevskij, giocare a scacchi e un terzo prodotto preminentemente russo che non nominiamo ma che potrete facilmente intuire.

Il Foggia di Foggia era tale soprattutto per Zdenek Zeman, allenatore che come nessun altro sapeva valorizzare il talento sotto rete dei suoi giocatori. E Igor non fece eccezione: trentatre partite nove gol, niente male per un centrocampista. La chiamata è quella giusta: l’Inter, dove è il quarto straniero, dopo Darko Pancev, Ruben Sosa e Mathias Sammer. In nerazzurro ha alti e bassi ma trova ancora qualche gol, ne segna addirittura due alla Juve, andata e ritorno. Poi il rendimento cala e cominciano prestiti prima della cessione a titolo definitivo. Torna in Italia, passando anche da Napoli, ma è l’ombra del magnifico giocatore del Foggia di Foggia e del primo anno interista.

Dicevamo: e il Napoli? Come finirà non lo sappiamo, ma dalla partita di andata l’Inter è un’altra. Dopo la sconfitta del Maradona l’Inter ha giocato dieci partite, ne ha persa una, il derby ahinoi, ha vinto le altre nove, ha fatto ventuno gol e ne ha subiti quattro. Ora serve l’ultimo step.


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MILAN, ITALY - JANUARY 04: Lautaro Martinez of FC Internazionale celebrates with their teammmates after scoring his team's second goal during the Serie A match between FC Internazionale and Bologna FC 1909 at Giuseppe Meazza Stadium on January 04, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Maurizio Lagana - Inter/Inter via Getty Images)

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SEATTLE, WASHINGTON - JUNE 25: Francesco Pio Esposito of FC Internazionale celebrates with teammates after scoring his team's first goal during the FIFA Club World Cup 2025 group E match between FC Internazionale Milano and CA River Plate at Lumen Field on June 25, 2025 in Seattle, Washington. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

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