CAGLIARI, 20-09-09 / FOTO GIORGIO RAVEZZANI.CAGLIARI- INTER 1-2 : .ESULTANZA  DOPO  II°  GOAL  DIEGO  MILITO  CON  SAMUEL  ETO'O

Diego La Doppietta



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3 ore fa
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I campionati si vincono contro le piccole, diceva il cliché. Come tutti i luoghi comuni, un fondo di verità c’era. Siamo abituati a ricordare il Triplete come una cavalcata trionfale, frutto di un campionato dominato in lungo e in largo, una Coppa Italia senza rivali e una Champions fatta di scalpi eccellenti uno dopo l’altro. Non è stato esattamente così, specie riguardo la Serie A, che negli anni è mutata forse di valore (uno degli hobby preferiti di chi commenta il calcio sui social network è sminuirne ogni anno il livello. Ogni anno si legge “Il campionato più scarso di sempre”) ma ha comunque una costante. Su alcuni campi si fatica sempre.

Prendiamo il Cagliari. L’Inter ha vinto dieci delle ultime undici partite in Sardegna, eppure non c’è una volta in cui non abbia fatto fatica, ultimo esempio la gara di fine agosto. Il 2009-2010 non fece eccezione, anzi.

I rossoblu erano guidati da un allenatore emergente, Massimiliano Allegri, alla prima stagione in Serie A. L’impianto tattico del Cagliari rimase uguale per anni, 4-3-1-2, dove l’uomo chiave era l’1, il trequartista, Andrea Cossu, imprendibile tra le linee. È proprio Cossu il mattatore del primo tempo, dove il Cagliari va in vantaggio con un rigore di Jeda e potrebbe tranquillamente raddoppiare.

Una grande squadra è tale perché sa colpire nel momento peggiore. Inizio secondo tempo, Eto’o sradica un pallone dai piedi di Conti e serve Milito, che va dritto in porta. Il Cagliari è stordito e l’Inter sorpassa tre minuti dopo: lancio lungo, Diego Milito arpiona il pallone e senza perdere la coordinazione lo tocca beffando il portiere in uscita. Il risultato non cambierà più, anche perché a pochi minuti dalla fine un difensore interista salva sulla linea una conclusione a colpo sicuro di Marzoratti. È Cristian Chivu.

Perché è importante questa partita?

Perché nel secondo tempo, Josè Mourinho azzarda un modulo tutto nuovo, togliendo un centrocampista e mettendo Wesley Sneijder dietro a tre punte, Eto’o, Balotelli e appunto Milito. Il risultato finale lo convince al punto di insistere su quella variazione tattica e riproporla poi in pianta stabile qualche mese più avanti. L’Inter che eliminerà Chelsea e Barcellona sta nascendo.

E poi perché Diego Milito in quella stagione era una macchina da gol di impressionante regolarità. Trenta gol in ventotto diverse partite. Due sole doppiette. Una, appunto, quella di Cagliari. L’altra? Dai che ve la ricordate bene…

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