ISTANTANEE | Coppa Italia, quel 3-0 nerazzurro a Torino...

ISTANTANEE | COPPA ITALIA, QUEL 3-0 NERAZZURRO A TORINO...

Nel 1996 i gol di Zamorano, Ince e Djorkaeff piegarono i bianconeri

Dopo la sconfitta casalinga per 1-2 l'Inter si trova di fronte un'impresa tosta: per centrare la finale di Coppa Italia la squadra di Antonio Conte dovrà battere la Juventus con due gol di scarto o segnando almeno 3 gol. Segnare almeno tre reti a Torino non è propriamente impresa facile, e storicamente l'Inter ci è riuscita in 7 occasioni su 118 confronti.

Se nella storia recente della Coppa Italia, esattamente nella stagione 2015/2016 l'Inter aveva sfiorato una clamorosa impresa: sconfitta per 3-0 a Torino, la squadra allenata da Mancini vinse 3-0 a San Siro, per poi arrendersi (era sempre la semifinale) ai calci di rigore.

Nelle varie scorribande nerazzurre a Torino, con le firme varie di Cruz e Balotelli (qui un po' di Coppa Italia story), ce n'è una che è un dolce ricordo ma anche un esempio al quale guardare, per trarne ispirazione.

Il 13 novembre 1996 l'Inter allenata da Roy Hodgson affronta la Juventus al Delle Alpi nell'andata dei quarti di finale. Il derby d'Italia in Coppa, una sfida da non sbagliare

JUVENTUS: Rampulla, Porrini, Ferrara , Iuliano, Torricelli, Lombardo (Di Livio 63'), Deschamps, Zidane (Padovano 46'), Tacchinardi, Del Piero, Vieri C. (Jugovic 63').
INTER: Pagliuca, Angloma, Paganin M. (Berti 81'), Galante, Pistone, Zanetti J., Ince, Fresi, Winter, Djorkaeff, Zamorano (Ganz 82').

Queste le formazioni schierate da Marcello Lippi e da Hodgson, con l'Inter che organizza un piano partita perfetto ed efficace. La pressione alta della Juventus viene utilizzata come arma, per colpire i bianconeri con ripartenze continue e letali.

Massimo Paganin, in campo quel giorno, ci aiuta a ricordare quella notte nerazzurra perfetta: "Quella Inter erain fase di costruzione: c'era da poco Moratti e con Hodgson si stava dando una fisionomia alla squadra. C'era da colmare il gap con alcune formazioni più preparate, ma stava nascendo un'ossatura importante: si stavano mettendo delle basi solide, basti pensare Zanetti, che stava man mano aumentando la sua impronta in campo, diventando una colonna".

"La partita di Torino, come tutte quelle contro la Juventus, doveva essere affrontata con determinazione, cattiveria agonistica e voglia di vincere. Tutte caratteristiche che quella sera riuscimmo a mettere in campo: con grande convinzione lavorammo in profondità, sfruttando le ripartenze in contropiede. Riuscimmo a mettere in difficoltà la Juve, vincendo 3-0".

Sì, 3-0 a Torino, con una prova iniziata con lo spavento per la traversa di Tacchinardi ma aperta poi dal gol di Zamorano: l'invenzione è di Fresi, che lancia in maniera perfetta Pistone sulla sinistra, volata in gran velocità, palla al centro e gol del cileno, in spaccata, alla sua maniera.

Nella ripresa è Paul Ince, di testa, a siglare il 2-0: un gol di potenza e voglia, salutato da un'esultanza speciale e davvero interista. Il tutto prima della ciliegina finale: il gol di Youri Djorkaeff al volo, di destro, dal limite dell'area. Capolavoro di balistica e coordinazione, saluto ai tifosi nerazzurri e 3-0 stampato a Torino. Prima dell'1-1 al ritorno a San Siro e del passaggio del turno.

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