Match review: Slavia Praga-Inter 1-3

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28 nov 2019

Vittoria bella e meritata: esaltanti le prove di Godin, Lautaro e Lukaku


PRAGA - 80'12": dal piede di Valentino Lazaro parte un suggerimento in avanti, una verticalizzazione. Il difensore centrale dello Slavia Praga, Frydrych, scivola. Lukaku tocca la palla con il sinistro: 80'16" sul cronometro. Salta il portiere, ritocca la palla. Per quasi cinque secondi avanza con il pallone verso la porta. Nessuno davanti a lui, nessuno dietro. 80'21": gol. La gioia è la stessa di un bambino a cui viene svelato il gusto, per la prima volta, di giocare a pallone. La consapevolezza, però, è che quel pallone, spinto con un misto di ferocia e liberazione, pesi esattamente... tre punti.

Quelli che ci portiamo a casa dalla trasferta di Praga, quelli che ci siamo sudati fino alla fine. Quelli che ci siamo strameritati. Perché all'Eden Arena si giocava un match ostico, contro una squadra forte, ben messa in campo, capace di aggredire altissima e di soffocare in avanti i tentativi di uscita col pallone. Siamo stati bravi, bravissimi. Lo sono stati, e gli altri nerazzurri ci perdoneranno, soprattutto Lautaro Martinez e Romelu Lukaku, artefici della vittoria, artisti della praticità, terminali di un gioco di squadra capace di esaltarli.

È stato un match profondo e complicato, nel quale sono emerse la ferma volontà di continuare il percorso in Champions League e l'ottima capacità di preparare le partite, anche con gli avversari più insidiosi. Nell'analisi di questa impresa di squadra e prima di esaltare numeri e giocate del duo d'attacco, è fondamentale evidenziare il contributo di squadra che è stato dato in ogni reparto.

Pensiamo alle due straordinarie parate di Handanovic su Masopust, alla prova di Borja Valero, sapiente e prezioso, alle sgroppate di Brozovic e Candreva. Poi, numeri alla mano, non possiamo far altro che elevare la prestazione di Diego Godin: signore della difesa ma della partita in generale. Una prestazione totale, autoritaria, priva di benché minime sbavature. I numeri lo consacrano come giocatore più incisivo nel match: 80 palloni giocati (meno solo del capitano dello Slavia, Soucek, centrocampista); 21 duelli totali, il 90,5% dei quali vinti; 8 duelli aerei, tutti a suo vantaggio. E ancora: 8 contrasti, 3 respinte, 9 possessi guadagnati. 61 i passaggi effettuati, più di Brozovic, più di Borja Valero. Non ha mai tremato, e figuriamoci, Diego: si è preso le responsabilità che il piano partita prevedeva di dargli, con un'uscita bassa sulla destra alla ricerca dello sfogo in avanti per evitare il pressing dello Slavia.

Una prova simbolo dello sforzo di tutti all'Eden Arena. Poi, ovviamente, ci sono Lautaro e Lukaku. Le statistiche dell'argentino parlano per lui (leggi qui i primati eguagliati). 11 gol stagionali (come Lukaku), 9 dei quali arrivati nei primi 30' dei match: segnale di reattività, di freschezza, di capacità di leggere fin dal principio i punti deboli degli avversari. Lautaro ha concluso 7 volte, ha trovato due reti bellissime, è stata la spina che ha tormentato lo Slavia Praga per tutto il match.

A spalleggiarlo, il suo compagno di reparto, Romelu Lukaku, alla sua prima rete con l'Inter in Champions League. Un gol fatto, due annullati, una traversa, due assist: cosa chiedere di più a un centravanti? Il belga ha saputo non solo concludere, ma creare, usando il suo mix di forza fisica e tecnica, occasioni e spazi per Lautaro. Gli ha servito i due palloni per il primo e il terzo gol con assist da ala pura, ha creato un totale di cinque situazioni da gol, ha segnato la rete del nuovo vantaggio nerazzurro.

Prove singole che,unite, hanno dato forza e vigore a una squadra che ha concluso 13 volte, ha dominato nei duelli (70 a 49) e nonostante abbia lasciato il pallino del possesso palla agli avversari ha saputo colpire con le armi adeguate: ogni pallone giocato alle spalle del centrocampo dello Slavia si è trasformato in una situazione pericolosa.

Ora ci aspettano due impegni importanti in campionato, poi sarà di nuovo Champions League: contro il Barcellona ci giochiamo il passaggio del turno. #ForzaInter!


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