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22 gen 2022

Soffertissima vittoria dei nerazzurri: vantaggio ospite con Henry, il pari di Barella, poi la rete decisiva del bosniaco


MILANO - Da un certo punto di vista vorremmo sicuramente che questo gennaio non finisse mai. Dall'altro, le coronarie di molti interisti ringrazieranno. Dopo la vittoria al 121' in Supercoppa, il pareggio con l'Empoli al 90' e il successo ai supplementari, l'Inter si regala un'altra serata da milioni di battiti impazziti. Schizzano in alto sempre al 90', al termine forse del match meno brillante dei nerazzurri. Un cross pennellato di Dumfries, lo stacco imperioso di Dzeko, il pallone che si infila nella porta di Lezzerini. Eccolo, il momento che definisce Inter-Venezia e che chiude il gennaio nerazzurro. Una vittoria pesantissima per tantissimi motivi: il modo in cui è arrivata, la classifica che recita Inter a quota 53 con un match da recuperare, i diffidati che non ricevono il cartellino giallo che sarebbe costato il derby. I 5mila di San Siro hanno dato una mano nel finale a questa squadra dal cuore immenso: i cori hanno scaldato un match che pareva congelato sul pari.

La sosta dietro l'angolo, le fatiche di Supercoppa, campionato e Coppa Italia che si mischiano. Il freddo, un avvicinamento alla partita non certo usuale, l'assenza di Correa, le diffide che pendono sulla testa di Brozovic, Lautaro e Vidal in vista del derby. No, il calcio non è scontato e il Venezia ha già dato ampia dimostrazione, in questo campionato, di quante difficoltà sappia creare agli avversari. E questo nonostante le assenze. L'allenatore veneto Paolo Zanetti fuori causa, al suo posto il vice Bertolini disegna un 5-3-2 che punta a contrastare lo schema classico di Inzaghi.

La linea dei veneti è bassa, il possesso palla lasciato completamente nei piedi nerazzurri. L'Inter, in campo con una speciale maglia per celebrare il capodanno cinese, inizia a ritmi non elevati, sebbene sempre in controllo del gioco e spingendo, con tanti uomini, difensori compresi. Non è infrequente vedere il solo Handanovic nella metà campo nerazzurra: gli altri 21 in campo tutti compressi tra la trequarti e l'area del Venezia. Si gioca tutto lì il match: 30 metri di partita a scacchi.

Calhanoglu e Dzeko stuzzicano Lezzerini, poi all'improvviso il Venezia dimostra di poter offendere: lo fa con Okereke, in ripartenza, con un tiro da fuori. Al 19' la prima sorpresa della serata: fuga sulla destra di Ampadu e cross, difesa nerazzurra schierata ma Henry di testa beffa tutti, compreso Handanovic. Venezia in vantaggio e Inter che non riesce a schiacciare gli ospiti nel tentativo di un assedio.

Brozovic dalla distanza, Lautaro in rovesciata: le occasioni sono poche e non limpide, nonostante la mole di gioco elevata. Al 40', però, finalmente l'argine viene rotto: cross di Darmian dalla destra e gran girata di Perisic, Lezzerini respinge ma Barella spinge con tutta la forza nerazzurra il pallone in porta, è 1-1. Il secondo gol in campionato di Barella accende il finale di primo tempo, anche se in realtà il match diventa confuso, con tanto di un lungo check VAR per un presunto fallo di mano nell'area del Venezia che si traduce in un nulla di fatto.

Servirebbe un secondo tempo elettrico, ad alta intensità, da assedio costante. L'Inter però non ha le energie giuste e nemmeno le idee. L'occasione più grande arriva al 50' quando Dzeko manda alto da un metro il pallone sfuggito dalle mani di Lezzerini dopo un colpo di testa di De Vrij. Non c'è costanza, non c'è nemmeno fantasia. Il Venezia, sornione, assorbe il possesso Inter e si concede anche delle buone ripartenze, con Okereke che, come nel primo tempo, scalda le mani ad Handanovic.

Sembra svanire tutto, senza colpi di scena. I cambi di Inzaghi danno vivacità e cambi di passo, ma non scocca la scintilla. Non scocca fino... al novantesimo, minuto ormai caro ai nostri colori. In piena zona-Inter Dumfries prende la fascia destra a tutta velocità, crossa al centro e trova Dzeko, bravissimo a svettare in area e a battere Lezzerini. Tripudio nerazzurro, un gol da tre punti che nel recupero potrebbe essere seguito da quello di Vidal, che non arriva per centimetri. 

Ma basta questo, questo 2-1 benedetto, che fa tornare i battiti regolari, prima di aspettare le emozioni di febbraio. Non mancheranno.

IL TABELLINO

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 37 Skriniar, 6 De Vrij, 95 Bastoni (32 Dimarco 46'); 36 Darmian (2 Dumfries 73'), 23 Barella (22 Vidal 73'), 77 Brozovic (8 Vecino 82'), 20 Calhanoglu, 14 Perisic; 9 Dzeko, 10 Lautaro (7 Sanchez 73').A disposizione: 21 Cordaz, 97 Radu, 5 Gagliardini, 11 Kolarov, 12 Sensi, 13 Ranocchia, 33 D'Ambrosio.Allenatore: Simone Inzaghi.

VENEZIA (3-5-2): 12 Lezzerini; 32 Ceccaroni, 31 Caldara, 13 Modolo; 44 Ampadu, 21 Cuisance (42 Peretz 66'), 5 Vacca (16 Fiordilino 25'), 8 Tessmann (23 Kiyine 66'), 19 Ullmann; 77 Okereke (11 Sigurdsson 82'), 14 Henry (20 Nani 82').A disposizione: 1 Maenpaa, 91 Neri, 3 Molinaro, 40 Makadji, 56 Mozzo, 57 Issa, 58 Pecile.  Allenatore: Alberto Bertolini.

Marcatori: 19' Henry (V), 40' Barella (I), 90' Dzeko (I)Ammoniti: Barella (I), Bastoni (I), Lezzerini (V), Modolo (V), Kiyine (V), Caldara (V), De Vrij (I)Recupero: 3' - 4'.

Arbitro: Marchetti.Assistenti: Lombardi, Dei Giudici.Quarto Uomo: Colombo.VAR: Mazzoleni.Assistente VAR: Mastrodonato.


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