Chivu: "Se c’è una squadra che può ribaltare questo risultato, è la nostra"
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— 2 ore faLe parole dell'allenatore nerazzurro alla vigilia del ritorno dei playoff della UEFA Champions League 2025-2026
L'Inter si prepara ad affrontare il Bodø/Glimt nella gara di ritorno dei playoff della UEFA Champions League 2025-2026. I nerazzurri scenderanno in campo a San Siro martedì 24 febbraio alle 21:00. Alla vigilia della sfida, l'allenatore nerazzurro Cristian Chivu ha risposto alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa al BPER Training Centre di Appiano Gentile. Che cosa vi ha insegnato la gara di andata in Norvegia? "Ci ha insegnato quello che sapevamo già prima di affrontarla: che non sarebbe stato semplice, per le condizioni del campo e per quelle climatiche. Dovevamo adattarci meglio al contesto partita, ma purtroppo non siamo stati in grado di farlo per tutta la gara, solo a tratti. Conoscevamo la forza di questa squadra: quello che ha fatto nel girone unico non è casuale. Ha pareggiato a Dortmund, ha vinto contro il City, ha vinto a Madrid. Sapevamo che potevano metterci in difficoltà. In alcuni momenti non siamo stati all’altezza e abbiamo concesso qualcosa. Speriamo che domani non accada di nuovo".
L’assenza di un leader come Lautaro Martinez influenzerà il gioco della squadra? Come pensate di adattarvi senza di lui? Noi abbiamo tanti leader, lo dimostrano dall’inizio della stagione. Chi scende in campo si sente responsabile di quello che può dare alla squadra. Mi prendo la nostra leadership, la nostra voglia, la nostra fame, il lavoro e l’umiltà dimostrati in questi mesi, oltre alla crescita che abbiamo avuto. Speriamo di continuare su questi fondamenti”.
Hai vinto una Champions con una rimonta decisiva a Kiev. A che livello è la convinzione di questo gruppo per affrontare una partita del genere? “Questi ragazzi hanno convinzione, lo dimostrano da tre mesi. Abbiamo avuto alti e bassi, perso partite anche in Champions, ma questo non ha tolto fiducia, autostima e cultura del lavoro. Non conta una battaglia persa: conta partita dopo partita dare sempre il massimo ed essere la migliore versione di noi stessi”.
Quanto può pesare il fattore psicologico? Loro non sono più sfavoriti, mentre voi avete quasi l’obbligo di provarci fino in fondo. “Non è un obbligo, è un dovere. Dobbiamo fare quello che sappiamo fare, entrare in campo fiduciosi e consapevoli che, se c’è una squadra che può ribaltare questo risultato, è la nostra. Non dobbiamo perdere equilibrio, fiducia e autostima. Una partita dura 90, 100, anche 120 minuti più i rigori. Non dobbiamo avere la disperazione di segnare subito e poi farci sorprendere. Serve gestione dei momenti”.
Il +10 in campionato rispetto al Milan cambia inconsciamente l’approccio a questa partita? “No. Abbiamo perso 3-1 all’andata e questo è ciò che conta. Il campionato non c’entra. Dobbiamo ribaltare il risultato ed essere la nostra migliore versione”.
Sarebbe una vergogna perdere contro una squadra di una città di 50.000 abitanti, con uno stadio da 8.000 posti? “Nel calcio non c’è nulla di vergognoso. C’è il lavoro di una società e di una squadra, da entrambe le parti. Noi rispettiamo l’avversario. Il Bodo ha dimostrato il suo valore contro di noi, a Madrid, contro il City, a Dortmund. È un progetto sano, con idee chiare. Vergogna non ne abbiamo: loro sono stati più bravi e abbiamo fatto loro i complimenti”.
Per una rimonta così c’è un piano preciso o è più una questione di ondate emotive? “Non dobbiamo stravolgere il piano gara. Dobbiamo recuperare un risultato, ma senza perdere equilibrio e fiducia. Anche subire un gol non significa nulla. Il calcio è imprevedibile. Serve maturità, serenità, concretezza, personalità, organizzazione ed equilibrio. E anche il valore individuale”.
Nelle rimonte quanto incide la motivazione dell’allenatore? Si ricorda qualche rimonta da giocatore? “Io ero uno che l’allenatore non lo ascoltava molto (sorride). Mi affidavo ai miei pensieri, alla mia responsabilità, alla mia autostima. Ero più preoccupato di non deludere i compagni. Non serve motivare troppo: sanno quanto è importante. Se c’è una squadra che può ribaltarla siamo noi, ma con rispetto per il Bodo, che ha vinto a Madrid dove noi non ci siamo riusciti”.
È la prima volta che devi preparare una partita da vincere con due o tre gol di scarto. Cambia qualcosa nella preparazione offensiva? “No. Siamo una squadra che ha costruito la stagione sulla continuità. Segniamo più di due gol a partita, abbiamo tante vittorie e 17 marcatori diversi. Abbiamo corretto gli errori dell’andata e magari semplificato qualcosa. Ma la partita si prepara sempre con lucidità e serenità, consapevoli di ciò che siamo”.
Le vicende extra-campo della scorsa settimana hanno inciso sulla concentrazione? “È stata una settimana particolare dopo la Juventus e tutto quello che è successo. Ma sono orgoglioso di come i ragazzi hanno reagito domenica: non era facile”.