Ruolo

ATT

Presenze

102

Gol

53

Trofei vinti

6

Nazionalità

CMR

L'attaccante camerunese, nato a Nkon il 10 marzo 1981, è il quarto attaccante a fare l'ingresso nella Hall of Fame del Club e conclude così il quartetto di leggende dell'edizione 2021, ora al completo. Dopo gli ingressi di Pagliuca, Materazzi e Sneijder, infatti, Eto'o chiude gli ingressi relativi alla quarta edizione della Hall of Fame nerazzurra.

Eto'o, nella lista degli attaccanti, succede ad autentici mostri sacri della storia dell'Inter: dopo Ronaldo, Giuseppe Meazza e Diego Milito, ecco l'ingresso dell'attaccante camerunese, che ha contribuito ai trionfi nerazzurri tra il 2009 e il 2011.

Un ideale passaggio di consegne: nel 2020 Diego Milito, nel 2021 Samuel Eto'o. E ancora: l'onda del Triplete che non si estingue, con il terzo giocatore in questa edizione che i tifosi hanno scelto attingendo dalla rosa dell'Inter del 2010. Eccolo, dunque, Samuel Eto'o nella Hall of Fame nerazzurra.

Arrivato all'Inter nell'estate 2009, si presenta con un gol purtroppo inutile nella Supercoppa Italiana contro la Lazio giocata in Cina. La prima di 102 partite onorate con ben 53 gol e, soprattutto, con la conquista di sei trofei, lasciando sempre il segno.

Nel 2009-2010 inizia da centravanti puro accanto a Diego Milito, contribuendo alla prima fuga nerazzurra in campionato. Ma è in Champions che lascia i graffi più importanti: segna contro il Rubin Kazan, conduce la squadra per mano a Londra contro il Chelsea segnando un gol fondamentale nel ritorno degli ottavi di finale. Mourinho lo sposta sulla fascia sinistra, Eto'o copre spazi sempre più ampi. Incredibile, per un campione così affermato e vincente? No, se ti chiami Samuel Eto'o. La prova contro il Barcellona al Camp Nou è negli annali, a Madrid la sua presenza manda in tilt la difesa del Bayern, piegata poi da Diego Milito.

Eto'o alza lo Scudetto, la Coppa Italia, la Champions League. Poi segna una doppietta e conquista la Supercoppa Italiana. Non è finita. L'Inter sale sul tetto del mondo grazie al suo gol (oltre a quelli di Pandev e Biabiany) contro il Mazembe. Il suo balletto con i sacchetti di plastica è una danza di gioia nerazzurra che rimbalza in tutti gli angoli del pianeta. E poi, prima di congedarsi, firma anche la Coppa Italia 2011.

Il suo legame con l'Inter è fortissimo, come è indimenticabile il segno lasciato: per classe, potenza, forza e carisma. Il "Re Leone", il numero 9 che ha stregato tutti i tifosi nerazzurri.


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